CAPITOLO 52

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"Avrei qualche domanda da porti..." dice Elijah mentre camminiamo nel mezzo della caotica città. Non avevo atteso molto dietro le sbarre, era arrivato con la sua solita eleganza e 'diplomazia', se questo può essere un termine associabile ad un vampiro millenario, aveva soggiogato nuovamente quei poveri poliziotti per lasciarmi andare dicendo che era stato un malinteso e aveva fatto cancellare dal server tutta la mia scheda.

"Anche io ne avrei qualcuna..." rispondo. Se voglio capire qualcosa in più devo fare le domande giuste, Elijah non mi farebbe del male, ma comunque non mi conviene sfidare la sorte, se c'è veramente in mezzo suo fratello e in generale la sua famiglia non si farà nessuno scrupolo per proteggerla.

"D'accordo, una domanda per uno, risposte il più possibile sincere." Mi sembra un giusto compresso. Elijah annuisce.

"Per quale motivo cerchi Katerina?" comincia lui.

"Beh, Katherine ha ben pensato di andare a Forks e stuzzicare il branco di Quileute uccidendo umani all'interno della città..." rispondo sincera, ma omettendo dettagli che lui può sicuramente dedurre ma che almeno non sarò stata io a dire ad alta voce.

"Ora è il mio turno, che cosa ha preso Katherine che vogliono Damon e Stefan e, visto che stavi già arrivando a Los Angeles, anche tu e Klaus?" non so se tutti loro sono collegati, ma se è vero, spero che lui me lo confermi e aggiunga anche qualcosa di più...

"È arrivata per prima ad un oggetto molto potente, si pensava fosse una leggenda e invece esiste realmente..." risponde lui in modo vago, come mi aspettavo, però ora so con certezza quali sono le parti schierate, anche se non so chi è alleato con chi.

"Immagino ci siano altri Quileute in città..."

"Non è una domanda alla quale io debba dare una risposta." Questo è un gioco di strategia, la più piccola parola insignificante si può rivelare un vantaggio. Sono ovviamente grata ad Elijah per avermi tirata fuori, ma la mia scelta è stare dalla parte dei Quileute e farò in modo che Sam non abbia dubbi sulla mia lealtà.

"Di che oggetto stiamo parlando?" domando.

"È il mio turno prima, di che cosa hai parlato con Stefan e Damon?"

"Oltre a ricevere insulti per il mio essere licantropo, volevano sapere perché cercassi Katherine..." parlo al singolare, come se fossi l'unica del branco qui a Los Angeles, anche se so che lui non ci crede. Osservo l'espressione di Elijah, sta pensando anche lui.

"L'oggetto non è pericoloso per i licantropi, chiunque riuscirà ad impossessarsene non potrà usarlo contro di voi, siete al sicuro." Non era ciò che avevo chiesto, spera di convincermi a tirarmi fuori da questa storia, mollare tutto e andare via facendo desistere anche gli altri Quileute.

"Senti Elijah, non voglio entrare nelle questioni dei vampiri, questa situazione mi sembra un gomitolo ingarbugliato ed è evidente che io non sia al corrente di tutti i dettagli, l'unica cosa che posso dirti con certezza è che l'alpha del branco non accetta richieste di resa e io non posso farlo desistere. Quindi l'accordo che io e te possiamo fare è che nessuno dei due si intrometterà nei piani dell'altro e che alla fine qualunque cosa accada non daremo inizio ad una guerra tra specie." L'originale sospira con lo sguardo rivolto verso l'alto pensando.

"Non posso permettere che tu e gli altri licantropi uccidiate Katerina." Questa volta non posso fare ciò che io ritengo più giusto, Sam vuole trovare e uccidere la vampira, io voglio entrare nel branco, questa volta lo appoggerò, del resto Katherine non è certo la persona più innocente su questo pianeta.

"Penso allora che le nostre strade si dividano qui senza un accordo..." Elijah annuisce.

"Spero di non doverti trovare sul mio cammino, in quel caso..."

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