"Stanno girando in cerchio..." sbuffa Quil.
"Sanno che stiamo loro addosso." replica Jared.
La tensione tra noi tre comincia a farsi palpabile, abbiamo modi di pensare e di voler agire completamente differenti. Forse però essere l'unica ragazza del gruppo mi permette di creare un po' più equilibrio.
"Probabilmente è vero, sentono il nostro odore..." mi guardo rapidamente intorno, "Possiamo mascherarlo..." Jared e Quil mi guardano con aria interrogativa.
"Seguitemi." Mi dirigo verso un tubo di scappamento della cucina di un pessimo ristorante.
"Così sentiranno l'odore di bacon e olio esausto di frittura..." vado io per prima e mi faccio una doccia nel fumo rilasciato.
"Che schifo!" nonostante il disgusto Jared mi imita; Quil non ha molte altre scelte, si arrende all'idea e segue l'amico.
È quasi due ore che seguiamo i due vampiri, abbiamo però una speranza in più: hanno smesso di girare in cerchio per depistarci.
"È stato terribile fare la doccia in quello scarico, però devo ammetterlo, hai avuto una buona idea..." per la prima volta ottengo un riconoscimento da parte di uno del branco, Jared potrebbe mettere una buona parola per me con Sam. Sorrido, mi ha colto alla sprovvista.
Camminiamo su un marciapiede, lungo una delle strade secondarie della città. Los Angeles è una metropoli davvero molto caotica, non credo esista un momento dell'anno nel quale ci siano tre secondi di silenzio: cantieri, musica dai palazzi, clacson di auto e camion, rumori di qualsiasi genere dalle industrie e soprattutto un gran quantitativo di sirene tra polizia, ambulanze e pompieri.
"Sentite qui, cosa scommettiamo?" Quil si diverte ad ipotizzare.
"Un super incidente, per questo stanno andando cinque, no sei, volanti della polizia." Jared ovviamente gli dà subito corda.
"Mh, fosse stato un incidente avremmo sentito lo schianto."
Le sirene si avvicinano sempre di più fino a quando non ci ritroviamo con le auto che si fermano accerchiandoci. Ci guardiamo tutti e tre con occhi straniti. Gli agenti escono dalle auto puntandoci le pistole contro urlandoci di mettere le mani dietro la testa con le dita intrecciate.
"Ma che diamine?!" Jared comincia a scaldarsi.
"Controllati, non puoi trasformarti in mezzo alla città davanti ad una dozzina di umani!"
Facciamo come gli agenti ci ordinano. Tre di loro ripongono le pistole nella fondina e vengono verso di noi, o meglio, verso di me. Il più robusto di loro tira fuori le manette, prende i miei polsi e... mi arresta.
"Stiamo scherzando?! Di cosa mi accusate esattamente?"
"Hai il diritto di rimanere in silenzio, qualunque cosa dirai potrà essere usata contro di te in tribunale. Hai diritto ad un avvocato, se non puoi permettertene uno te ne sarà assegnato uno d'ufficio. Hai capito i diritti che ti ho appena elencato?" il poliziotto mi guarda dritto negli occhi. Ho la testa completamente sotto sopra, mi sembra di essere in un sogno.
"Hai capito i diritti che ti ho elencato?" ripete serio.
"Quali sono le accuse? Non ho fatto niente."
"Hai capito i diritti che ti ho elencato?" chiede nuovamente per la terza volta. La sua espressione è immutata, non ha battuto ciglio.
"Si, ho capito..." mi arrendo e rispondo alla sua domanda.
Mi trascina via tirandomi per un braccio verso una delle volanti dove un suo collega apre la portiera posteriore.
"Jared, Quil, ci penso io a sbrigarmela, voi continuate, troverò il modo di raggiungervi."
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L'ALTRO LATO
FanfictionEsistono diverse realtà. Cosa accadrebbe se si incontrassero? E se si scontrassero? Amber si trasferisce in una nuova città e il suo inizio è a dir poco insolito. Nuove amicizie e amori le permetteranno di scoprirsi e di conoscere il suo passato. No...
