CAPITOLO 50

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"Anche questa casa è vuota." Jared sbuffa, non capisco se si stia annoiando o scoraggiando. È la tredicesima casa che controlliamo, niente di niente. Ci siamo concentrati su una zona con molte case ipotecate: alcune avevano scie soprannaturali, probabilmente vecchi vampiri di passaggio, ma nessuna corrispondente a quella che cerchiamo noi.

"Forse è un quartiere troppo squallido per una vampira sofisticata come lei..." suppongo ad alta voce.

"È perfetto invece: molte abitazioni vuote e un alto tasso di tossicodipendenti che muoiono, nessuno farebbe caso a due buchi sul collo..." Quil utilizza le mie stesse parole contro di me.

"Sono d'accordo con te, ma chi cerchiamo è pur sempre una donna che correva nel bosco con tacchi a spillo, credo che ci tenga abbastanza al suo stile..."

"Quindi dove proponi di cercare?" Jared punta sempre alla soluzione senza troppi rigiri di parole.

"A qualche chilometro da qui c'è una zona sempre residenziale ma più raffinata e non distante da una delle vie più famose per i suoi negozi..."

"Sì beh, è un tentativo che si può fare." Annuisce Quil.

Tre ville controllate, tre ville escluse. A mio avviso è come cercare un ago in un pagliaio.

"Entrerei nella boutique in fondo alla strada, magari ha fatto acquisti e la commessa la ricorda..."

"Va bene, noi controlliamo la casa sulla parallela opposta, ci ritroviamo lì. Non ti perdere e soprattutto non combinare casini che poi Sam se la prende con me." Annuisco, ormai non ci do neanche più peso alle loro frecciatine e poi Jared non ha bocciato la mia idea quindi...

Il negozio non è molto grande, ma a giudicare dai prezzi folli in vetrina vende vestiti e accessori di marca.

"Salve, vorrei farle una domanda, se possibile..."

"Buongiorno, mi dica pure." Dice la commessa sorridendo cordialmente.

"Vorrei fare un regalo ad una mia cara amica. So che compra spesso in questo negozio, magari se la ricorda: giovane, capelli mori, lunghi e ricci, bellissima, fisico slanciato, porta spesso un paio di decolté come quelle esposte in vetrina, se la ricorda per caso?" Cerco di far apparire la mia domanda il più naturale possibile, sorrido per cercare di mettere la commessa a suo agio. Lei però si irrigidisce e cambia atteggiamento.

"Mi dispiace ma non posso aiutarla." Taglia corto.

"È proprio sicura di non ricordarla? Veste soprattutto di colore nero, penso che abbia comprato qui anche qualche giacca di pelle..." Cerco di dare tutte le informazioni che ricordo, averla vista una volta sola nel bosco di notte non aiuta di certo. La commessa rimane sulle sue, i muscoli si fanno tesi e aumenta la frequenza cardiaca.

"Ho detto che non so niente della sua amica, la prego esca." Conclude seccata. Non insisto oltre e faccio come da lei richiesto. Fuori dal negozio arriva alle mie narici un odore inconfondibile: vampiri. È la stessa traccia sentita in una delle ville controllate prima. Mi guardo intorno rapidamente cercando di vedere qualcuno. Comincio ad avviarmi abbastanza di fretta al punto di ritrovo con Jared e Quil.

"Forse ho una pista, o meglio, più di una." Esordisco entrando velocemente nella casa. Dal piano di sopra scendono i due ragazzi.

"Che cosa hai trovato?" chiede Jared.

"La commessa nella boutique è stata sicuramente soggiogata per dimenticare la vampira che cerchiamo, vuol dire che è stata lì..."

"Beh almeno siamo nella zona giusta." Sentenzia Quil con ironia.

"E sono abbastanza convita che qualcuno ci stia seguendo-"

La porta si apre con un boato alle mie spalle, Jared si paralizza all'istante e Quil comincia a fremere. Due ragazzi più grandi di noi entrano dalla porta principale, non so chi siano; il loro cuore batte e l'odore mi dice che derivano dalla discendenza dei fratelli originali.

"Licantropi..." storce il naso il ragazzo dai capelli mori, alto e, a pelle, direi il più sbruffone.

Il corpo di Quil viene percorso da scosse sempre più forti e Jared lo segue.

"Fermi ragazzi!" Mi metto nel mezzo, questi due vampiri probabilmente non sanno che siamo Quileute, potrebbe essere il nostro asso nella manica.

"Perché ci seguite?" domando.
"Perché cercate Katherine?" chiede a sua volta l'altro ragazzo, capelli castano chiari e l'espressione meno scontrosa. A quelle parole, nella mia testa, tutto va ad incastrarsi perfettamente, i pezzi del puzzle che prima erano sparsi confusamente adesso si uniscono tra loro e creano un'immagine nitida: Katherine Pierce è la vampira misteriosa. Qualcosa so anche io, zia Grace ha condiviso con me tutte le sue conoscenze da strega Bennett.

"Perché voi cercate Katherine?" mi sforzo di apparire il più sicura possibile, come se sapessi ciò che loro davano per scontato, non devo far trasparire che siamo anni luce indietro.

"Ha preso qualcosa che vogliamo noi..." sì, il mio sesto senso non sbaglia, lui è decisamente il ragazzo più garbato.
"Stefan non devi raccontare i fatti nostri a dei cani bagnati..." lo riprende l'altro dai capelli mori.
"Non insultare, non ci conosci neanche..."
"Ho in macchina lo strozzalupo, la luna piena è lontana, non ho nulla da temere da voi."

Jared vuole intervenire, gli faccio cenno con la mano di aspettare e non parlare, i due vampiri non hanno la minima idea di che cosa siamo ed è un vantaggio che deve rimanere tale.

"Ti ripeto, non minacciare chi non conosci, ti potresti far male."
"Come mai cercate Katherine?" chiede nuovamente Stefan.
"Ha ucciso persone che conoscevamo."
"È quindi una vendetta? Pensate di riuscire a trovarla e ucciderla?!" il ragazzo moro ridacchia tra sé, è proprio odioso...
"A quanto vedo però, nemmeno voi siete in grado di trovarla e prendervi ciò che volete altrimenti non sareste qui a perder tempo con dei cani bagnati..."
"Touché. Stefan, meglio continuare la nostra ricerca."

Con velocità soprannaturale i due vampiri se ne vanno, che strano.

"Chi diamine erano quei due?" Quil non è contento di averli lasciati scappare via.
"Non ne ho la minima idea, ma di sicuro conoscono la nostra vampira meglio di noi."
"Faccio rapporto a Sam, cerchiamo di non perdere le loro tracce, conoscono questa Katherine, magari ci portano direttamente da lei." Devo ammettere che quando serve Jared riesce ad essere pratico, a prendere decisioni alla svelta. 

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