CAPITOLO 55

19 2 0
                                        

Amber

"Non sei sicura che Sam ti ammetta nel branco?" Chiede zia Grace in pensiero per me osservandomi. Sa sempre ciò che penso. Si alza dal divano e si avvicina alla cucina dove io sono seduta su uno degli sgabelli mentre fisso la tazza della colazione da almeno venti minuti.

"Ha detto che si ritaglia del tempo per prendere una decisione, stasera mi farà sapere." Rispondo con un velo di preoccupazione nella voce senza distogliere lo sguardo dal caffelatte, poi continuo: "Seth ed Embry dicono che me lo sono guadagnata visto il contributo dato a Los Angeles..."

"Ma?" Aggiunge la zia. Forse le mie parole non riescono a nascondere ciò che penso davvero.

"Nel profondo ho la sensazione che andrà tutto a rotoli, eppure non riesco a realizzare di poter sentir uscire dalla bocca di Sam una frase tipo: 'Non sarai mai parte del branco'." Zia Grace sorride e si avvicina ancora un altro po' a me cingendomi le spalle. Alzo lo sguardo per incrociare i suoi occhi pieni di amore.

"Sei sempre stata troppo dura con te stessa. In fondo al tuo cuore c'è speranza, devi solo farla salire fino alla testa. Io ho fiducia, so che andrà tutto per il meglio..."

"Lo dici perché lo devi dire da buona zia oppure perché percepisci qualcosa ora che hai di nuovo la tua magia?" Lei sorride e anche a me compare una leggera espressione di sollievo sul viso.

"Sai benissimo che non funzionano così i miei poteri." Annuisco riportando l'attenzione sulla tazza della colazione.

La giornata sembrava non passasse mai, il tempo doveva aver rallentato, scorreva più lentamente. Mi sono allenata, ho corso per diversi chilometri sia da umana che da lupo, ma l'agitazione e il nervosismo sembrava non volessero calare.

Ho ricevuto una visita inaspettata: Leah. Incredibile ma vero voleva farmi una specie di congratulazioni visto che le è stato raccontato ciò che è successo a Los Angeles. Ho cercato di essere ospitale, l'ho invitata ad entrare in casa, le ho offerto da bere, ma il tutto è durato dieci minuti a tocco d'orologio. Mi risulta ancora difficile inquadrarla, ogni tanto sembra contenta della mia presenza e un attimo dopo non mi degna neanche di uno sguardo. Magari se riuscirò ad entrare nel branco diventerà meno diffidente.

Verso l'ora di cena, quando il sole comincia a tramontare, qualcuno bussa alla porta. Corro ad aprire agitata. La figura di Embry con le braccia incrociate al petto mi fa tirare un sospiro di sollievo.

"Sei il messaggero?" Dico sarcastica.

"Secondo te Sam mi manda a dirti la sua decisione? Mi manderebbe mai a comunicare qualcosa di così importante?" Replica lui con espressione a metà tra il divertito e l'ovvio.

"No, hai ragione, sei il mio accompagnatore quindi. Allora, dove vuole vedermi?" Domando con un velo di preoccupazione nella voce.

"Dopo di te..." Dice Embry spostandosi dalla soglia e facendo cenno con le braccia di passare e incamminarmi per prima.

Stiamo andando alla spiaggia di La Push, ormai riconosco il sentiero nella foresta che conduce là.

"Non so se sarò contento se Sam ti ammetterà nel branco..." A quelle parole alzo immediatamente lo sguardo da terra verso di lui con aria perplessa, forse un po' amara. Continuiamo a camminare ed Embry ha sempre lo sguardo fisso in avanti con espressione seria e impassibile. Comincio a dubitare della mia speranza in fondo al cuore di cui parlava zia Grace...

"Tu... pensi troppo! Io dopo avrei costantemente la testa piena di... cose!" Lo fulmino immediatamente, lui si mette a ridere proprio di gusto.

"Che scemo che sei!" Lo rimprovero, ma un sorriso nasce anche sul mio viso.

L'ALTRO LATOLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora