#SPAZIO AUTRICE
Buonasera amori, come state? Spero tutto bene❤️
Allora, no: questo non è il capitolo 6. Quello arriverà venerdì (trovate il countdown su ig)👀
Ma è una piccola parentesi su ciò di cui tratteremo appunto prossimamente, in carcere. Cam si era già un po' aperto a riguardo con Daphne, ma non abbastanza. Tutti i suoi demoni salteranno fuori.
Inoltre, non so se vi ricordate che il numero della maglia di Cam è il 30, e che il suo numero come paziente del New Light Istitute era il 1030. Nulla è un caso in questa storia❤️🩹
Inoltre chiedo immensamente scusa per il ritardo, ma è stato un periodo veramente difficile per me questo, tra il lavoro e mille altre cose. Ma vi assicuro che gli aggiornamenti saranno più frequenti da ora🥹
Alternerò le pubblicazioni con TSOS: una settimana aggiorno una storia, quella dopo l'altra. Così né voi, né i lettori di TSOS dovranno aspettare troppo❤️💜
Grazie per avermi aspettato e per esservi anche preoccupati. Ho ricevuto diversi messaggi super carini in cui mi chiedevate se stessi bene, l'ho davvero apprezzato🥹 siete i miei cuoricini voi💜❤️🩹
Detto ciò, buona letturaaaaa🦋
Cameron
L'estate prima
Drogati, omosessuali, trans, alcolizzati... Eravamo tutti lì. Tutti rinchiusi in un centro isolato, tagliato fuori dal resto del mondo. "New Light Institute", così si chiamava, anche se di luce o di luminoso aveva ben poco. Fuori era un luogo curato, ma dentro regnava l'oscurità, il grigio.
Ufficialmente era un centro di riabilitazione privata d'élite, un luogo in cui le famiglie più ricche e potenti potevano mandare i propri figli a "guarire" senza attirare l'attenzione e senza dar vita a uno scandalo. Un'istituzione religiosa gestiva ogni cosa. Dicevano di voler curare le nostre devianze morali e comportamentali, di riportarci sulla "retta via".
Era stato mio padre a portami lì circa un mese prima. Una sera in cui non ero a casa, aveva cominciato a curiosare nella mia stanza, fino a trovare una siringa, un laccio emostatico, un cucchiaio e una bustina contenente della cocaina dentro il primo cassetto del comodino. Quando ero tornato a casa, ero andato dritto nella mia camera. Avevo aperto la porta, vedendo mio padre seduto sulla poltroncina di pelle posta in un angolo della stanza. Davanti a sé, su un tavolino, posava tutto ciò che aveva trovato. Avevo sgranato gli occhi, incredulo e sconvolto. Non pensavo lo avrebbe mai scoperto, non credevo avesse notato qualcosa di strano in me, tanto da spingerlo a frugare fra le mie cose. Non sapevo cosa dire.
Si era alzato dalla poltrona e mi era venuto incontro. Mi aveva afferrato un braccio e sollevato la manica della felpa, osservando i lividi violacei e i segni arrossati, provocati delle ultime punture.
Avevo strattonato il braccio e mi ero liberato dalla sua presa, poi ero fuggito via. Mi ero recato a Marilyn Manor, da Evan, e lì avevo trascorso la notte. Il giorno dopo, comunque, mi venne a prendere con dei medici, che mi trascinarono su un'ambulanza. Furono costretti a sedarmi per portarmi al centro. Mio padre disse a tutti che ero andato in vacanza, e tutti, persino i miei migliori amici ci credettero.
Era già passato un mese...
Un mese di torture, di menzogne - perché facevano credere ai loro pazienti di volerli aiutare - e di dolore.
STAI LEGGENDO
Heartless
Romance[Dark Romance] Primo Volume: completo Secondo Volume: in corso "Ti sbagli, io non ho un cuore." "Nemmeno io ho un cuore, ma ti assicuro che ci sono momenti in cui mi sembra quasi di sentirlo battere." ---- Tre semplici ragazze che vogliono vivere la...
