Tyron
Mi ero seduto davanti al computer la sera prima, in chiamata con Evan, per hackerare l'account che aveva caricato online il video di Daphne e Cameron. Era stato piuttosto semplice effettuare un cracking della password. Prima di rimuoverlo dalla piattaforma, però, avevamo controllato la sezione "attività d'accesso", che mostrava sia il dispositivo che l'aveva creato, si trattava di un iPhone modello 16 il cui numero di serie era LQV1XYQQ2Y, sia l'area geografica in cui era stato effettuato l'accesso.
Cameron non sarebbe stato affatto contento di sapere chi fosse il responsabile.
Dopodiché, dopo aver chiuso la chiamata con il mio migliore amico, avevo cercato online alcuni articoli relativi alla violenza domestica, scritti da alcuni psicologi. Uno in particolare attirò la mia attenzione, diceva: "alcune persone tendono a compiere gesti estremi in situazioni di violenza, pensando forse di mettere fine a tutta la sofferenza".
Per questo, quella mattina, subito dopo essermi svegliato ed essermi preparato per andare a scuola, mi ero diretto alla camera degli ospiti in cui aveva Carissa aveva trascorso la notte. Mi auguravo vivamente che non fosse così stupida da suicidarsi a casa mia, non per quel bastardo. Avrebbe risolto le cose in qualche modo, altrimenti le avremmo risolte io, Evan e Cam.
Cazzo, Evander non l'avrebbe fermato nessuno.
E comunque, se pensava davvero che non gli avrei detto niente si sbagliava di grosso. Anche perché ci avrebbe visti arrivare insieme a scuola e si sarebbe fatto due domande.
Avrei potuto spiegare anche ad Anika la situazione, senza entrare nei dettagli magari, dato che Carter non voleva si sapesse, ma dovevo ammettere che mi faceva comodo il fatto che mi detestasse ancora di più dopo avermi visto con la sua amichetta: più mi odiava e più mi stava alla larga, e non mi sarebbe venuta quell'insana voglia di divorarle le labbra, come ieri sulle scale. Dio, il modo in cui mi fronteggiava, la gelosia che si riduceva a sguardi infuocati colmi di odio...
Bussai alla porta della stanza in cui aveva dormito Carissa e, nell'attesa, lessi un messaggio che mi era appena arrivato, da un numero Anonimo. Asso i suoi cazzo di telefoni usa e getta, maledizione.
"Abbiamo venduto un numero sufficiente di dispositivi, possiamo procedere. Venerdì metteremo in atto il piano Q"
"Siamo solo a metà dell'opera, vedete di non fare cazzate"
Eccolo, quel fastidioso promemoria di ciò che potevo e non potevo fare.
Era sempre stato facile vivere senza provare nient'altro che odio, costringersi a non volere nulla che non fosse la vendetta. Ma era tremendamente difficile bramare qualcosa e non poterla avere.
Non potevo dire a Dorothy dei piani di Asso e non potevo starle accanto, perché lui aveva minacciato di spezzarla come un ramoscello per paura di venire tradito probabilmente, o perché era certo che per "amore" avremmo anche potuto decidere di abbandonare la nave.
Forse, alla fine della nostra vendetta, avremmo anche potuto darci una possibilità. Su questo avevo riflettuto ogni notte, poi però pensavo: mi avrebbe voluto ancora dopo aver saputo ciò di cui ero capace? Mi avrebbe perdonato per averla distrutta, solo per proteggerla?
Anika era quella persona che vedeva il buono in chiunque, che scusava facilmente anche dopo un "mi dispiace". Avrebbe perdonato anche me, alla fine?
Distolsi velocemente lo sguardo dal telefono quando la porta venne aperta. Carissa era lì sulla soglia, con addosso gli stessi vestiti della sera prima, ma aveva i capelli umidi, sicuramente si era appena fatta una doccia.
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Heartless
Romance[Dark Romance] Primo Volume: completo Secondo Volume: in corso "Ti sbagli, io non ho un cuore." "Nemmeno io ho un cuore, ma ti assicuro che ci sono momenti in cui mi sembra quasi di sentirlo battere." ---- Tre semplici ragazze che vogliono vivere la...
