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Non ho revisionato nemmeno stavolta ame💀

Spero comunque che vi piaccia❤️‍🩹

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Tyron

<<Rallenta, cazzo! Non ci devi uccidere!>> sbraitò Carissa dai sedili posteriori. Le lanciai un'occhiata attraverso lo specchietto retrovisore: era aggrappata con una mano allo sportello, con l'altra al mio schienale.

<<E poi dite che io guido male.>> aggiunse Daphne, gli occhi sbarrati.

<<Ora vomito.>> mormorò Grace, ancora più pallida del solito. Tanto che le lentiggini risaltavano maggiormente.

<<Non dentro la mia macchina.>> la fulminai con un'occhiata, prima di riportare lo sguardo sulla strada. Presi una grossa boccata d'aria e poi rallentai.

Stavo sfiorando i 180 km/h, non mi ero fermato a qualche stop e avevo superato in curva, rischiando per poco un frontale. Non pensavo a nulla, né al pericolo e men che meno alla paura. Avevo in testa solamente lei.

Se n'era andata per colpa mia, maledizione. Mia.

Sapevo di averla ferita, sapevo di averle spezzato il cuore... Ma non pensavo sarebbe mai arrivata al punto tale da andarsene pur di starmi lontano. Ero così tanto importante per lei?

E poi ero convinto che, una volta chiuso definitivamente con Asso, avremmo potuto ricominciare insieme. Il mio piano era questo: mi sarei liberato di quel psicopatico, le avrei raccontato la verità - in parte - e poi le avrei chiesto di darmi una seconda possibilità. Anika avrebbe capito, poi mi avrebbe baciata e mi avrebbe detto "lo sapevo. Sapevo che avevi un cuore e che non eri tu il cattivo della storia".

Invece no. Cazzo, stava andando tutto a puttane.

Andava a puttane con Asso. Andava a puttane con il caso irrisolto relativo alla morte di mio fratello, dato che ancora non si era trovato un colpevole dopo cinque anni. Andava a puttane con Dorothy, quella ragazzina che mi aveva stravolto la vita come se fosse un tornado, e senza battere le scarpette rosse tre volte per riuscirci.

<<Frena, frena!>> esclamò Daphne.

Frenai e inchiodai, schivando per un pelo l'ennesimo incidente. Non mi ero fermato a un semaforo rosso e stavo per schiantarmi contro un'auto.

<<Sheridan, lo sappiamo che sei preoccupato, ma->>

<<Non sono preoccupato, sono più che sicuro che lei sappia cavarsela nel quartiere in cui è cresciuta. Sono incazzato, ma con me stesso.>> mi passai una mano tra i capelli, mentre con l'altra picchiettai con il pollice sul volante in attesa che scattasse il verde.

<<Sei incazzato per averla lasciata andare troppo facilmente?>> mi chiese Daphne, con quel suo faccino angelico e innocente.

<<E' incazzato per averla fatta soffrire.>> la corresse Carissa, con gli occhi fissi su di me.

Inarcai un sopracciglio, limitandomi però a restare in silenzio e a non rispondere.

Da quando mi conosce così bene?

O forse, più semplicemente, riconosceva sé stessa ed Evander nella mia situazione con Anika. Sapeva ciò che provavo, i sensi di colpa che sentivo. Io però stavo facendo qualcosa, no? Riportarla a casa era qualcosa. Lei invece? E poi, di che verità parlava Asso?

<<E' verde.>> mi avvisò Grace. <<Ma vai piano, per favore. Soffro di mal d'auto.>>

Alzai gli occhi al cielo, ingranai la marcia e schiacciai il pedale dell'acceleratore.

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