È martedì.
Una giornata come tante.
O almeno così pensavo.
La scuola scorre tra lezioni, compiti, chiacchiere nei corridoi.
Io sono più tranquilla.
Dopo il concorso, dopo il discorso in classe, dopo tutto…
mi sento diversa.
Più sicura.
Più presente.
Durante l’ora di lettere, la professoressa mi fa cenno di restare alla fine.
«Miriam, posso parlarti un attimo?»
Mi avvicino alla cattedra.
Lei ha un’espressione seria, ma gentile.
«Ho ricevuto una chiamata dal comitato del concorso nazionale.
Hanno letto il tuo testo.
E vogliono proporti qualcosa.»
«Cosa?» chiedo, con il cuore che accelera.
«Un percorso di mentoring.
Con una scrittrice professionista.
Un laboratorio di scrittura avanzata.
E la possibilità di pubblicare un racconto in una rivista letteraria.»
Resto in silenzio.
Non riesco a parlare.
«È una grande occasione, Miriam.
Ma devi decidere tu.
Non è solo scrivere.
È metterti in gioco.
Davvero.»
Annuisco.
«Ci penso.
Ma… grazie.
Davvero.»
Nel pomeriggio, sono a casa di Giuseppe.
Lui corregge compiti.
Io sono seduta sul tappeto, con il foglio della proposta tra le mani.
«Ti vedo pensierosa» dice.
«Mi hanno proposto un laboratorio di scrittura.
Con una scrittrice vera.
E la possibilità di pubblicare.»
Lui posa la penna.
Mi guarda.
«È fantastico.
È quello che hai sempre voluto.»
«Sì.
Ma ho paura.»
«Di cosa?»
«Di non essere all’altezza.
Di deludere.
Di non riuscire a gestire tutto.
La scuola.
Noi.
Me stessa.»
Si avvicina.
Mi prende le mani.
«Miry, tu sei già all’altezza.
Hai affrontato cose che avrebbero spezzato chiunque.
Hai parlato quando tutti tacevano.
Hai scritto quando non avevi più voce.
E ora… è il tuo momento.»
«E noi?
Tu ed io?
Se tutto cambia… cambiamo anche noi?»
«Forse.
Ma non è detto che sia un male.
Crescere non vuol dire perdersi.
Vuol dire scegliersi di nuovo.
Ogni giorno.»
Mi si riempiono gli occhi.
Non di paura.
Di gratitudine.
«Allora lo faccio.
Accetto.»
«E io sarò lì.
A leggerti.
A sostenerti.
A amarti.
Sempre.»
La sera, scrivo una mail.
Accetto la proposta.
Invio il testo.
Chiudo il computer.
Poi mi sdraio accanto a Giuseppe.
Lui mi abbraccia.
Io chiudo gli occhi.
Il futuro non è più un’ombra.
È una pagina bianca.
E stavolta… la scrivo io.
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Un passo dal cielo
RomanceUn rapporto che va ben oltre la semplice relazione tra un professore e una sua alunna, un legame destinato a spingersi oltre le mura scolastiche, superando confini che nessuno dei due avrebbe mai immaginato.
