Capotolo 45

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L’esame è finito.
La scuola è finita.
Il tempo… si è aperto.

È luglio.
Il caldo è ovunque.
Ma io respiro.
Per la prima volta dopo mesi, respiro davvero.

Non ho più orari.
Non ho più verifiche.
Non ho più simulazioni.

Ho solo me.
E il tempo.
E Giuseppe.

Ci vediamo spesso.
Ma senza fretta.
Senza nascondigli.
Senza tensioni.

Un pomeriggio mi porta al lago.
Un posto tranquillo, fuori città.
Acqua ferma.
Cicale.
Silenzio.

Stendiamo un telo sotto un albero.
Lui legge.
Io ascolto.

«Hai voglia di parlare?» chiede.

«No.
Ho voglia di stare.»

«Allora stiamo.»

E stiamo.
Senza parole.
Senza dover dimostrare nulla.

Un altro giorno andiamo in bicicletta.
Strade sterrate.
Campi gialli.
Sudore e risate.

Ci fermiamo in un bar di paese.
Beviamo limonata.
Parliamo con la signora dietro il bancone.

«Siete in vacanza?» chiede.

«Siamo in pausa» rispondo.

«La pausa è sacra» dice lei.
«È lì che si capisce cosa conta.»

Io la guardo.
Annuisco.

Una sera, torniamo al punto panoramico.
Quello di sempre.
Quello nostro.

La città è sotto.
Le luci tremano.
Il cielo è pieno di stelle.

«Tra poco inizia l’università» dico.

«Sì.
E tu sei pronta.»

«Ma ho paura.
Di cambiare.
Di perdermi.
Di perderti.»

Lui mi prende la mano.

«Non ti perderai.
Perché ti porti dietro tutto.
La scuola.
La forza.
Noi.»

«E se il tempo ci allontana?»

«Allora ci ritroviamo.
Come sempre.
Come ora.»

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora