Capitolo 42

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È martedì.
La verifica di matematica è appena finita.
Giuseppe raccoglie i fogli, io mi rilasso.
Non è andata male.
Ma l’aria in classe è strana.
Tesa.

Quando lui esce, sento le prime battute.

«Chissà che voto prenderà Miriam…»
«Tanto lei ha il canale diretto.»
«Professore e fidanzato: combo perfetta.»

Mi giro.
Li guardo.
Non parlo.
Non ancora.

Sammy mi lancia uno sguardo.
Come a dire: “Ignora.”
Ma stavolta… non voglio ignorare.

Mi alzo.
Mi metto in piedi davanti alla classe.

«Avete finito?» chiedo.

Silenzio.
Poi una ragazza risponde.

«Non è cattiveria.
È solo che… non è normale.
Tu sei una studentessa.
Lui è il tuo prof.
È strano.»

«Strano non vuol dire sbagliato.
Vuol dire diverso.
E sì, è diverso.
Ma non è scorretto.
Non è ingiusto.
Non è un vantaggio.»

«Ma come possiamo sapere che non ti favorisce?»

«Perché non lo fa.
Perché se lo facesse, io non lo accetterei.
Perché il rispetto che abbiamo l’uno per l’altra…
viene prima di tutto.
Anche dei voti.
Anche della scuola.»

Silenzio.

«E se pensate che io sia qui per approfittarne…
allora non mi conoscete.
E non avete mai provato a farlo.»

Mi siedo.
Le mani mi tremano.
Ma dentro… sono ferma.

Nel pomeriggio, Giuseppe mi chiama.

«Mi hanno riferito della discussione» dice.

«Lo so.
È partita in aula.
Dopo che sei uscito.»

«Hai risposto?»

«Sì.
Con calma.
Con chiarezza.»

«Hai fatto bene.
Ma mi dispiace che tu debba sempre difenderti.»

«Non mi dispiace.
Mi rafforza.
Mi ricorda perché siamo qui.
Perché non ci nascondiamo.
Perché non abbiamo nulla da vergognarci.»

Silenzio.

Poi lui parla.

«A volte penso che dovrei allontanarmi.
Per proteggerti.
Per non farti vivere tutto questo.»

«E io ti direi di restare.
Perché non ho bisogno di protezione.
Ho bisogno di verità.
E tu… sei la mia.»

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora