Capitolo 25

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La porta si chiude piano. 
Giuseppe è rientrato. 
Io sono in cucina, seduta con una tazza di tè ormai freddo. 
Lo sento passare dietro di me.
Non dice nulla. 
Io nemmeno.

Dopo qualche minuto, lo raggiungo in salotto. 
È seduto sul divano, con lo sguardo perso nel vuoto.

«Hai visto Marina?» chiedo.

Annuisce.

«E com’è andata?»

«Mi ha detto che siamo folli. 
Che tu sei troppo giovane. 
Che io… non so proteggere nessuno.»

Mi siedo accanto a lui. 
Non lo tocco. 
Non ancora.

«E tu cosa le hai detto?»

«Che ti amo. 
Che non mi importa di quello che pensa. 
Ma che forse… ha ragione.»

Mi volto verso di lui.

«Giuseppe, se ogni persona che ci giudica ci fa vacillare, allora non siamo abbastanza forti per stare insieme.»

«Non è solo il giudizio. 
È la paura. 
La paura di farti male. 
Di non essere all’altezza. 
Di vederti soffrire per colpa mia.»

«Ma tu non mi fai soffrire. 
Mi fai crescere. 
Mi fai sentire viva. 
E anche se ho perso qualcosa di grande… 
non ho perso me stessa. 
Perché tu sei rimasto.»

Lui mi guarda. 
Finalmente. 
Con quegli occhi neri che mi hanno sempre letto dentro.

«Miriam, io non voglio più scappare. 
Non voglio più pensare se è giusto o sbagliato. 
Voglio solo sapere se tu… vuoi restare.»

Mi avvicino. 
Gli prendo la mano.

«Io non sono più la ragazza che hai conosciuto in aula. 
Sono cambiata. 
Sono caduta. 
Ma sono ancora qui. 
E voglio restare. 
Con te.»

Lui mi stringe forte. 
Mi bacia la fronte. 
Poi le labbra. 
Un bacio lento. 
Consapevole.

«Allora restiamo. 
E stavolta… non ci nascondiamo più.»

Un passo dal cieloLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora