Sono passati dieci giorni.
Dieci giorni senza messaggi.
Senza chiamate.
Senza sguardi.
Io studio.
Vado a lezione.
Parlo con Elia.
Ma dentro… è silenzio.
Non ho detto a nessuno che ci siamo presi tempo.
Nemmeno a Sammy.
Nemmeno a Filippo.
Perché non è una rottura.
Non ancora.
È una sospensione.
Un respiro trattenuto.
Una sera, torno a casa.
Trovo una busta sul letto.
Senza mittente.
Ma la scrittura… è sua.
La apro.
Dentro, una lettera.
Scritta a mano.
Con calma.
Con cuore.
“Miriam,
non so se questa lettera ti farà bene o male.
Ma non potevo più tenerla dentro.
Ti ho vista crescere.
Ti ho vista scegliere.
Ti ho vista diventare.
E ogni passo che hai fatto… mi ha reso fiero.
Ma poi ho iniziato a temere.
A temere che la tua crescita ti portasse lontano.
Che il tuo mondo nuovo non avesse più spazio per me.
Ho sbagliato.
A giudicare.
A reagire.
A pensare che bastasse l’amore per non avere paura.
Ma la verità è che ti amo.
E che non so come stare al tuo fianco senza sentirmi inadeguato.
Non ti chiedo di tornare.
Ti chiedo solo di leggere.
E se un giorno sentirai che possiamo ricominciare… io sarò qui.
Sempre tuo,
Giuseppe.”
Resto ferma.
Con la lettera tra le mani.
Con il cuore che batte piano.
Con le lacrime che non scendono.
Non è una richiesta.
Non è una scusa.
È una verità.
E io… non so cosa fare.
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Un passo dal cielo
RomanceUn rapporto che va ben oltre la semplice relazione tra un professore e una sua alunna, un legame destinato a spingersi oltre le mura scolastiche, superando confini che nessuno dei due avrebbe mai immaginato.
