Mi sentii toccare un braccio e spalancai subito gli occhi.
- tranquilla, sono io -
Alzai lo sguardo e vidi Alvin in ginocchio vicino al letto.
- scusa, non volevo svegliarti -
- non fa niente, dovrò rimanere qui per un po' e avrò tutto il tempo per dormire -
Alvin mi fece un piccolo sorriso.
- come ti senti? - mi chiese un po' preoccupato.
- sto bene, é solo febbre non sono mica ad un passo dalla tomba -
Alvin rise e mi spostò una ciocca di capelli dietro all'orecchio.
- la mia sirenetta sta male, questa si che é una tragedia -
- stupido - scherzai.
Alvin si alzò e si mise a sedere sul letto.
- sai cosa sto per dirti... - mi disse.
- si lo so, me l'avevi detto che era meglio se stavo a casa per oggi - risposi.
- e tu non mi hai ascoltato. Comunque, non ti farò tante storie, so che farti prendere cura da mia zia per te è stato già abbastanza traumatico...ti ha fatto il brodo di pollo? -
- si, dici che era avvelenato? -
- non credo se non sei morta durante il sonno...da piccolo, quando stavo male, lo faceva sempre anche a me -
Alvin guardò un punto fisso sul pavimento e sul suo viso comparve un sorriso nostalgico...probabilmente stava ricordando quei momenti.
- sai, mi hai fatto preoccupare oggi, perché non mi hai detto che ti sentivi poco bene? Anche Lucia si è spaventata, stava per mandare a monte il suo appuntamento di stasera con Luke per venirti a trovare - disse tornando alla realtà.
- cosa? Devo chiamarla, devo dirle che non deve assolutamente... -
- ci ho già pensato io, le ho detto che non ce n'era bisogno, che tu saresti stata più contenta se fosse andata a cena con Luke e che probabilmente l'avresti scannata se avessi saputo che era venuta qui e avesse rinunciato all'appuntamento per te - mi bloccò Alvin.
Ci fu un momento di silenzio, Alvin mi si avvicinò.
Pensai che volesse baciarmi quindi chiusi gli occhi, ma lui mi baciò la fronte.
- scotti meno di prima, direi che é un buon segno - sussurrò ad un centimetro da me.
Io annuii e Alvin si abbassò ancora, questa volta per baciarmi sulla bocca ma si fermò ad un millimetro dalle mie labbra.
- che c'è? - gli chiesi.
Ci mise un po' a rispondere, stava pensando...ma a cosa?
- nulla, ora dovresti riposare -
Non mi diede nemmeno il tempo di rispondergli che uscì dalla stanza lasciandomi nuovamente sola.
Ma che gli è preso?
Forse era colpa mia, avrei dovuto fermarlo...ma non volevo che si fermasse, volevo che mi baciasse.
E lui lo voleva?
Rimasi con questo dubbio, perché Alvin non si fece più vedere per tutto il resto della giornata.
Cominciavo ad annoiarmi, ero sola da tre ore ormai ed ero anche un po' arrabbiata con Alvin perché non era più venuto a vedere come stavo.
Era entrata solo Cassandra un paio di volte, ma ora era a lavoro e in casa c'eravamo solo io e lui.
Siccome mi ero stufata di contare le mattonelle del pavimento, decisi di scendere di sotto.
Uscii dalla stanza e, anche se con un po' di fatica, scesi le scale.
Mi sentivo la testa pesante ed ero senza forze, questa non era affatto una buona cosa, dovevo rimettermi in fretta.
Mi sedetti sul divano e accesi la tv.
Girai i vari canali finché ne trovai uno che trasmetteva un film e decisi di guardarlo.
Pochi minuti dopo mi ritrovai con le lacrime agli occhi e un mucchio di fazzoletti usati addosso.
Quando Alvin decise finalmente di farsi vivo e uscire da quella sua sottospecie di tana che lui chiamava camera e mi trovò in questo stato, corse subito da me preoccupato.
- Melody che c'è? perché piangi? Ti senti male? - mi chiese Alvin posandomi una mano sulla fronte per sentire la febbre.
Io scossi la testa continuando a singhiozzare e gli indicai lo schermo.
- questo film è la cosa più triste che io abbia mai visto - gli dissi tra le lacrime.
Alvin capì ed alzò gli occhi al cielo.
- torno subito - mi disse sparendo in cucina.
Tornò un istante dopo con in mano un bicchier d'acqua e me lo porse.
Finito di bere mi calamai in un istante e Alvin spense la tv.
- scusa, ho fatto un disastro - dissi guardando i fazzoletti sparsi per il divano.
- che vuoi che sia, sono solo fazzoletti...sono io quello che deve scusarsi, stavo scendendo apposta prima per portarti qualcosa da bere, ma poi ti ho trovata qui -
- stavi veramente venendo a scusarti? - chiesi sorpresa.
- si, mi dispiaceva di averti lasciata da sola, immaginavo che fossi arrabbiata con me...lo sei? -
Scossi la testa.
- in realtà prima lo ero, ma ora che mi hai detto che ti dispiace... -
Mi alzai dal divano e lo abbracciai.
Lo abbracciavo tantissimo in questi giorni, in realtà lo facevo perché mi piaceva quando mi stringeva e quando avevo occasioni come questa ammetto che un po' ne approfittavo.
A lui non sembravano dispiacere i miei abbracci infatti mi strinse a sé.
Per fortuna questa volta nessuno ci interruppe.
- va bene sirenetta, ora torna su, ti chiamo io quando é pronta la cena - disse staccandosi.
Quella sera dopo aver cenato e aver preso la medicina, Alvin venne a controllarmi e a chiedermi come stavo ogni cinque minuti.
La mattina dopo mi svegliai sentendomi un po' meglio.
La febbre c'era ancora ma era più sopportabile.
Mi misi a sedere e sbadigliai.
Trovai un biglietto sul comodino di fianco al letto con su scritto " leggimi ".
Lo aprii e riconobbi subito la scrittura di Alvin.
" buongiorno sirenetta,
Ti ho lasciato la colazione sul tavolo in cucina, ho fatto quei pancake che ti piacciono tanto. Sono a scuola, per qualsiasi cosa chiama pure mia zia, le ho detto di tenere il telefono acceso nel caso avessi avuto bisogno di lei.
Mi raccomando riposati e non metterti a pulire casa tutto il giorno okay?
Torno presto.
Alvin"
Lasciai il biglietto sul letto e scesi in cucina.
Appena entrai sentii subito l'odore dei pancake ancora caldi.
Alvin non doveva essersene andato da molto.
Sopra il tavolo c'era un vassoio coperto con dentro i pancake.
Alzai il coperchio e venni circondata da un dolce odore di zucchero.
Voglio sposare questi pancake, ora!
Oppure potresti sposare il cuoco...
Mi suggerii la mia odiosa coscienza.
Io non la ascoltai nemmeno, presi subito un piatto e cominciai a mangiare.
- che delizia! - esclamai alla stanza vuota.
Erano proprio come la prima volta che li avevo assaggiati, anzi, erano meglio!
Dovevo assolutamente fare i compimenti ad Alvin appena tornato a casa.
Non avevo nemmeno finito di mangiare che sentii suonare il campanello.
Pensai che fosse Cassandra che aveva dimenticato le chiavi così andai ad aprire, ma non vidi nessuno.
Mi guardai intorno e quando abbassai lo sguardo vidi che c'era una lettera a terra. La raccolsi e rientrai in casa.
Sopra la busta c'era scritto " per Melody ".
Dietro non c'era scritto da chi era stata inviata, ero troppo curiosa.
Mi sedetti sul divano e la aprii subito.
" come va Melody?
Bene, anzi, più che bene direi.
Complimenti, ottima idea quella di fingerti malata per farti coccolare dai due ragazzi più popolari della scuola.
Goditi le loro attenzioni finché puoi perché sappi che presto tutto questo finirà e tu rimarrai sola. Nessuno potrà aiutarti, non ci sarà il tuo caro Alvin a proteggerti.
Ti avevo avvertita di stare lontana da lui e invece siete addirittura diventati più intimi. Come lo so? Io so più di quanto immagini...sirenetta.
Preparati perché ciò che ti accadrà sarà solo l'inizio.
Ti consiglio di non far vedere questa lettera a nessuno se non vuoi che qualcuno a te caro finisca nei guai.
Buona fortuna, ne avrai bisogno.
P.s. Non mi firmo. Sei intelligente, pensaci, sai già chi sono."
Come faceva a sapere che io e Alvin eravamo più intimi? Come faceva a sapere che mi chiamava "sirenetta"? Chi poteva essere?
Rilessi la lettera un'altra volta soffermandomi su ogni frase, quando lessi dinuovo "ti avevo avvertita di stare lontana da lui " capii.
- Nicole! - esclamai.
Non sapevo se darle retta o meno, volevo dirlo ad Alvin e fargli leggere la lettera...ma non volevo che Nicole facesse del male a qualcuno. E se avesse preso di mira Lucia? Se avesse tentato di compromettere la sua quasi-relazione con Luke?
A proposito, ieri sera non le avevo chiesto com'era andata con Luke, quando Alvin fosse tornato gli avrei chiesto di raccontarmi ogni dettaglio della serata, sapevo che Lucia gliene avrebbe parlato.
Decisi che non avrei detto niente ad Alvin, dovevo far finta che quella lettera non fosse mai arrivata...ma dovevo stare in guardia, Nicole aveva scritto che mi sarebbe successo qualcosa e la febbre di certo non avrebbe aiutato nell'impresa.
STAI LEGGENDO
Mermaid
FantastikMelody è una ragazza , ma non una ragazza normale bensì una sirena.Vive nel fondo dell'oceano con la sua famiglia.La loro regina purtroppo è morta e ora al comando del regno c'è una strega del mare di nome Morena. Essa aveva promesso pace e serenità...
