Rage

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Passano i minuti e io continuo imperterrita a guardare la libreria di fronte a me.

Decido di approfittarne e cerco di leggere quanti più titoli dei libri riesco a scorgere, sia per capire se li ho già letti, sia per tranquillizzarmi.

Dietro di me Rachele e Kalei stanno in silenzio, probabilmente staranno comunicando in qualche modo assurdo, che solo loro conoscono, o semplicemente aspettano che io sia pronta.

Già, ma pronta per cosa?

Ricapitolando: io sono qui perche la mia aura mi ha perculato, facendomi morire prima di aver portato a termine la mia missione da 007; cosa che quindi devo fare ora, altrimenti non vado in Paradiso o in qualche altro posto...
<<Sì, il tuo riassunto è corretto>>, mi arriva la voce di Rachele, facendomi sussultare.

Mi giro lentamente, respirando e cercando di rimanere calma.
Purtroppo, proprio in questo momento, decide di subentrare il mio sarcasmo Serpeverde:
<<Bhe, grazie! Questo si che mi aiuta... vorrei ricordarle che: uno, sono morta; due, sono qui, bloccata con voi, invece di essere in paradiso a guardare la tv o che ne so io; tre, ho appena scoperto che devo pure faticare per rimediare a un problema che non ho creato io...
Però almeno sono una brava ragazza che fa i compiti e ha capito subito tutto al volo! Che conquista, facciamo davvero dei passi avanti qui>>.

Mentre parlo non mi rendo conto del mio tono di voce che va aumentando; infatti mi ritrovo con il fiatone.

Mi accorgo solo ora, comunque, dei loro sguardi stupiti; decido quindi di continuare a guardarli e mantenere una sorta di occhiata assassina/ scettica, che è la mia specialità.

Dopo svariati minuti, nei quali i due angioletti si sbirciano a vicenda, decido di intervenire prima di diventare una furia:
<<Scusate, eh, non vorrei disturbarvi, ma sapete com'è...- decido di alzare la voce- io non vi sento parlare se comunicate nella mente, quindi per cortesia, potete rendermi partecipe?>>.

Aspetto...
Il primo a parlare è Kalei:
<<Olimpia, ora devi calmarti, basta!>>. Queste semplici parole mi spaventano prima e mi calmano subito dopo. Tutta la rabbia scompare, lasciandosi dietro solo dell'amarezza.
Ho solo voglia di riposare e tranquillizzarmi del tutto, ma soprattutto di sapere cosa verrà.

Rachele a questo punto si riavvicina e con voce dolce mi sussurra:
<<Olli, ascoltami, so che è difficile, per ogni persona lo è... quello che conta è che tu riesca ad accettare la situazione. Prima lo farai, prima riuscirai a impegnarti del tutto e concludere la tua missione. Ora, Kalei ti porterà nella stanza accanto, dove potrai riposarti e riflettere in pace. Quando sarai pronta, uscirai e ti spiegherò il tuo percorso, in maniera molto più approfondita. Puoi prenderti tutto il tempo che vuoi...A dopo>>.

Penso che in realtà non è poi una cattiva idea, ne ho proprio bisogno in effetti.
Seguo Kalei, che mi sta osservando vicino a un'altra porta, nascosta fino ad ora alla mia vista.
Lo raggiungo in poco tempo e Kalei mi apre la porta.
Mi ritrovo immediatamente in un ambiente molto piccolo, con un semplice letto singolo e una lampada a muro di colore blu. Non riesco a capire bene i colori delle pareti, in quanto la luce crea effetti strani sui muri.

Decido di non soffermarmi sulla stanza e mi dirigo in fretta verso il letto.
Mi stendo e non faccio neanche in tempo ad iniziare a riflettere che mi addormento profondamente.

THE COLOURS QUESTIONDove le storie prendono vita. Scoprilo ora