Thirtytwo.

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«Vede, é tutto cosí...buio. Ho sempre avuto una visione nera delle cose. Partiamo dalle persone, le persone sono tutte le stesse, credi che ti vogliano bene e poi ti attaccano alle spalle uccidendoti, ti fanno cadere, perché? Perché illudere? Non ci sará mai una risposta appunto perché sono tutti cosí. Ho smesso di fidarmi delle persone».

«Ma esiste l'amore, quello é sincero».

«Non credo piú all'amore, non é un vero sentimento, ti ferisce. Tu fai di tutto per amare, farti amare, fai di tutto per chi ti ama ma alla fine non verrai mai ripagato, cadi, affondi, e nessuno ti puó rialzare».

«É questa la tua visione della vita?».

«La mia visione della vita é che non ha un senso. Nasci, cresci in un mondo tutto rose e fiori e poi arrivi in un punto critico della tua vita chiamato adolescenza, il punto é che soffri talmente tanto in questa adolscenza che nessuno ti capirá mai, pochi sono quelli che comprendo ma vede, c'é chi muore. Io volevo morire, me lo hanno impedito e sono dovuta andare avanti. Fino a qualche mese fa mi ritrovavo sul punto di non poter comprare del cibo. Quello che dico é che quando cresci la vita fa schifo e poi muori. Cosa ne hai avuto? Che senso ha questa vita? Nessuno».

«É possibile cambiare questo tuo pensiero?».

«No».

«Va bene Ila, per oggi abbiamo finito». Annuisco mentre mi volto verso il dottor Brow.

«Ila la situazione non migliora...». Sospira scuotendo la testa.

«Devi riprenderti al piú presto e se sará necessario farai delle visite in ospedale e prenderai delle pillole e se neanche in quel caso non migliorerai avrai seri problemi». Annuisco ancora e dopo averlo ringraziato esco dallo studio. Raggiungo la mia auto e salgo per poi mettere in moto, devo raggiungere casa di Dinah, mi ha detto se potevamo vederci. Non ci metto molto ad arrivare, fermo la macchina davanti casa sua e scendo per poi suonare.

«Ila». Sorride lei una volta dopo aver aperto.

«Ciao Dinah». Ci abbracciamo per poi entrare in casa. Raggiungiamo il salone e ci sediamo sul divano. Mi guarda con sguardo preoccupato.

«Com'é andata la seduta?».

«Ha detto che non sto migliorando e che se sará necessario andró in ospedale a fare visite e prendere pillole». Rispondo guardando a terra. Lei sospira e passa una mano tra i capelli.

«Come stai Ila?». alzo la testa a questa domanda e mi guardo in torno.

«Come sto....». Continuo a ripetermi le due parole tra me e me.

«Vorrei morire». Guardo Dinah.

«Dio é piú grave di quanto pensassi». Afferma scuotendo la testa.

«Lily dov'é?». Chiede ancora.

«A casa, sta studiando». Annuisce.

«Rimango per lei». Continuo per poi guardarla. Non parliamo piú di tanto, mi fa le solite raccomandazioni, mi dice che lei c'é ed io la ringrazio, posso fare solo questo. Quando esco da casa sua nin voglio andare a casa, ne da nessun'altra parte ma solo in un posto, da papá. Cammino con l'auto fino al cimitero, ne approfitto per prendere dei fiori nuovi e quando arrivo davanti alla lapide li cambio. Mi inginocchio e guardo la foto, le scritte, i fiori. Sento che per quanto io resista le lacrime scendono, scendono senza fermarsi.

«Mi manchi papá». La mia voce esce in un sussurro.

«Mi manchi cosí tanto papá». Scoppio a piangere singhiozzando portanto le mani sul viso coprendolo.

«Papá sono stanca, non ce la faccio piú, io voglio raggiungerti. Ho bisogno delle tue braccia, ho bisogno che tu mi stringi come sempre facevi, voglio addormentarmi tra le tue braccia e svegliarmi con il tuo profumo ma come faccio? Come faccio a lasciare Lily? Lily, la mia sorellina, é tutta la mia vita e senza di lei sarei morta. Dammi la forza papá, dammi la forza..». Non riesco piú a parlare per via dei tanti singhiozzi e delle lacrime che non smettono di scendere. Sono stanca e non riesco ad andare avanti, non ce la faccio piú.

Sto da mio padre per un bel po', credo di essere rimasta in ginocchio davanti a lui per un'adesso non so dove sto andando, cammino con l'auto senza una meta, ormai si é fatto buio ma non mi importa niente. L'unica cosa che provo é il nulla, la morte é una soluzione a tutto e vorrei tanto passare a quella.

La vita, che senso ha la vita? Noi, noi che viviamo e abbiamo fatto di tutto per stare bene e adesso ci ritroviamo nel fondo a pensare a quando finisca. Ma allora che senso ha? É inutile combattere e poi moriremo lo stesso, niente ha un senso.

Devo prendere il telefono e chiamare mia sorella per vedere che sta facendo e dirle che tarderó di mezz'ora. Prendo il telefono che é sul cruscotto davanti, mi allungo ma succede tutto in meno di un secondo. Suono di macchina che sbattono, luce bianca, aria che mi attraversa il corpo, liquido rosso e dopo buio.


*****

Nuovo capitolo, spero vi piaccia.

P.s.
Scusate gli errori.

Meet for case||Demi LovatoDove le storie prendono vita. Scoprilo ora