Una processione di gente conosciuta continua ad entrare ed uscire dall'ospedale.
I giovani detective e Doc salutano tutti con allegria, mentre Shinichi si ferma a parlare solo con qualcuno.
Shuichi Akai è uno di questi.
<<Non vai a vedere come sta?>>
<<Non sono il tipo da andare a curiosare. Ci sono già su mia madre e mia sorella, penso basti.>>
Shinichi esita un attimo.
<<C'è... C'è anche qualcun'altro, credo...>>
Akai lo guarda senza mostrare alcun sentimento; a volte sembra di guardare nell'occhio verde di Elena Miyano.
"La riservatezza dev'essere un carattere di famiglia..."
<<Credo che Vermouth sia salita a visitare la nipote... Nei panni di Akemi>>
Akai continua a non dire nulla, guardandosi intorno.
<<Pensi davvero avesse così cattivo gusto da travestirsi dalla sorella?>>
Domanda scettico l'agente dell'FBI, sorridendo tra sé e sé.
Shinichi ricorda di come Vermouth avesse tentato di salvare Shiho dall'incendio che ha bruciato il covo principale dell'organizzazione, nel quale Akai ha portato fuori Ran in coma.
Ricorda di come Gin le avesse sparato.
E poi avesse sparato a Sherry.
Scuote la testa per togliersi quei pensieri dalla mente, e continua la conversazione con l'agente.
Qualche piano più sopra una donna in pantaloni e camicia bordeaux ha raggiunto la camera d'ospedale di Shiho.
Nella stanza è sceso in un attimo un silenzio tombale.
Flashback
Questa luce... Questo calore... È questo il paradiso...?
Mi domandavo, mentre il corpo intorpidito rispondeva a scatti ai miei comandi di movimento.
La mia sorellina... Shiho... È andato tutto perduto... Ho avuto fiducia in quei bastardi, nelle loro promesse... Invece mi hanno fatto fuori e se la sono tenuta...
Piccola mia... Ti prego... Ti prego, non seguirmi...
Non sopporterei di essere stata la causa della tua morte precoce...
Cerco di aprire gli occhi, ma la luce bianca è troppo potente per permettermi di guardarmi intorno.
Sento della stoffa sopra e sotto il mio corpo.
Poi, una voce.
Ovattata, cupa, ma immediatamente riconoscibile dalla mia memoria.
<<Padre...?>>
Il cuore mi si riempie di gioia. È vero, ho lasciato Shiho a mala pena diciottenne da sola, ma quì... Quì ho ritrovato i nostri genitori...
La voce di mio padre si fa sempre più intensa.
<<Huardami... Huarda...>>
Non riesco a comprendere bene quelle parole, come se qualcosa in me si fosse rovinato.
<<Ahemi... Ahemi... Mi vehi?>>
La luce accecante sembra scomparire in un sol colpo, come se l'avessero spenta.
Ora riconosco un'ombra, in quella che assomiglia ad una sala operatoria, o una sala per gli esperimenti.
Capelli castani, occhi azzurri, occhiali e impermeabile contro le radiazioni.
Un quarantacinquenne del tutto simile a mio padre.
<<Padre....?>>
Chiamo ancora, perplessa, con la voce impastata, come avessi dormito per giorni interi.
Lui mi afferra delicatamente le spalle, voltandosi poi verso l'equipe al di là delle grosse vetrate.
Vedo un paio di loro correre via, un altro paio abbracciarsi e saltare dalla felicità.
Una donna dai capelli lunghi e ramati corre verso la stanza, e senza alcuna protezione entra di scatto nella camera.
Si avvicina a me, e posa leggera la mano calda sulla mia guancia.
<<Akemi...?>>
Ora l'udito va meglio, e anche il cuore, che fa una capriola nel mio petto.
<<M-Mamma...?>>
Non può essere... Sono morta, e loro sono morti... Eppure... Mi sento così...
Così viva!
E questo solo perché la droga che riporta in vita i morti aveva funzionato.
****
La ragazza muove qualche passo verso il fianco del letto, avvicinandosi alla giovane seduta ed appoggiata ad un paio di morbidi cuscini bianchi.
<<Ciao... Shiho>>
La ventenne non vedeva la sorella da un paio d'anni, da quell'incendio.
Era stata lei a sostituire il boss dell'organizzazione e ad organizzare la sua distruzione dall'interno, nelle ultime settimane dopo la sua rinascita: in fondo, chi non avrebbe seguito ciecamente lo scienziato pazzo che ha riportato in vita la figlia dalla pistola assassina di Gin?
Atsushi le restava affianco, nonostante il corpo ringiovanito della figlia, e lei seguiva i suoi consigli, nonostante fosse stato lui a dare l'ordine a Gin di eliminarla.
Atsushi non voleva un normale cadavere da far rivivere; con quelli ci era già riuscito.
A lui serviva la figlia.
Per questo motivo Elena l'aveva tenuto fuori dalla ricerca di Shiho.
Shiho si sporge dal letto per riabbracciare sua sorella maggiore, sparita nell'incendio che ha ucciso sia Vodka che loro padre, insieme ad altri membri degli uomini in nero.
<<Mi sei mancata, Shiho-chan...>>
Poi fa un leggero cenno del capo alla madre, che le risponde con un sorriso.
La giovane scienziata trema visibilmente tra le braccia della sorella maggiore, mentre alcune lacrime cominciano a scendere sul suo viso.
<<Akemi... Sorella mia...>>
Nel frattempo che di sopra le Miyano conversano e si salutano dopo anni di assenza, Shinichi resta seduto di fianco ai ragazzi nella hall a tartassarsi le mani.
"Che cosa voleva dire Shiho con 'Non può stare quì'...? Significa che non sono io il padre..? Che il piccolo è... È di quel calciatore famoso e ricco sfondato? Porca miseria... Eppure... Sembra tutto così strano... Se a Higo fosse permesso salire... Se lui... No! Non posso accettarlo."
Durante la sua riflessione entra dalle porte automatiche un giovane uomo.
Amuro volge lo sguardo ai detective boys, che spesso sono andati da lui al caffè Poirot quando lavorava come cameriere.
Il ragazzo si sistema la folta chioma bionda con la mano abbronzata, rivolgendosi poi al suo acerrimo nemico.
Akai lo guarda tranquillo, indicandogli la giusta via e il numero della camera.
Amuro lo ringrazia, e sale con calma le scale portando nell'altra mano un'elegante scatola bianca con dei decori dorati, probabilmente contenente dei pasticcini.
Arrivato alla stanza si ferma anche lui, osservando prima Mary e Masumi, poi Akemi, Shiho ed Elena.
Sfoggia un largo sorriso e alza la scatolina.
<<Come stanno le mie donne preferite?>>
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Shiho! {Coai, Shinshi}
Fanfic-COMPLETA- È passato qualche tempo dalla distruzione dell'organizzazione degli uomini in nero, e sia Conan che Haibara sono tornati nei loro corpi originali, finalmente adulti. In quali guai si cacceranno, ora che il giovane detective non può avere...
