6. The Queen

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Nel tentativo di ingannare il tempo, il biondo si ritrova a percorrere senza una meta precisa gli infiniti corridoi marmorei di quella parte del palazzo, lasciando vagare il suo sguardo distratto sulle colonne finemente lavorate che ne sostengono la struttura ai lati.
Nel giro di alcuni minuti, però, i suoi passi si arrestano, influenzati da un'esitazione involontaria dei suoi occhi, che rimangono per un secondo di troppo fissare un portone, leggermente diverso rispetto a quelli già incontrati. È dorato, ornato da scene dei miti più famosi dei Nove Regni e contornato da imponenti pilastri che riprendono le fantasie dei precedenti: l'entrata alla biblioteca dell'ala sud.
Sorride, pensando che, forse, il suo istinto lo abbia fatto fermare per un motivo preciso.
Sono anni che non entra in quel luogo, probabilmente dall'ultima volta che, dopo una discussione, aveva cercato suo fratello lì, in quanto uno dei posti in cui il minore era solito rifugiarsi quando qualcosa non andava. Ora, le circostanze sono diverse, ma se dovesse trovarlo tra le pagine di qualche manoscritto significherebbe che, almeno un po', le questioni legate ad Angel hanno smosso il suo animo o, se non altro, il suo interesse.
Speranzoso di poter confermare questa versione, varca l'enorme soglia, sentendosi schiacciato, come ogni volta, dall'infinità di scaffali stracolmi di libri di ogni genere e, con lo sguardo, inizia a vagare in ogni angolo, alla ricerca del dio degli inganni; sa bene che le varie scrivanie di legno lavorato non sono quasi mai la scelta del moro, che preferisce sedersi a terra, tra una scansia e l'altra.
-Che cosa vuoi, Thor?- lo richiama la voce del più piccolo, attirandolo qualche metro più avanti.
Non ne è sorpreso, quasi mai nella sua vita è riuscito a trovare il fratellino prima che quest'ultimo si accorgesse della sua presenza.
-Ciao, Loki.- apre la conversazione il maggiore, svoltando l'angolo e stando ben attento a nascondere la sua soddisfazione dietro un'espressione seria, per evitare che l'altro, ancora seduto con la schiena appoggiata ad uno scaffale, possa comprendere il vero motivo di quella visita.
Fortunatamente, comunque, anche quando il dio del tuono arriva a pochi passi dal fratello, quest'ultimo non accenna nemmeno ad alzare la testa. È talmente concentrato sull'enorme libro appoggiato sulle sue gambe da dare l'impressione di non avere alcuna intenzione di muoversi, non prima di aver concluso la lettura di quello e della pila di scritti posizionati al suo fianco, almeno.
-Per quale ragione ti trovi qui?-.
-Credo che ci siano alcune cose rimaste in sospeso tra te e lei e...penso che potreste discuterne.- improvvisa l'erede al trono che, effettivamente, non aveva pensato a come motivare la sua presenza, nel caso lo avesse davvero trovato.
-Non ho nulla da dirle.- risponde il minore, infastidito.
Non badando troppo a quella prevedibile risposta, il dio del tuono cerca, con difficoltà e tentando di non dare troppo nell'occhio, di distinguere il titolo di quel volume così impegnativo, avanzando leggermente. "Genealogia dei Popoli dei Nove Regni", riesce finalmente a leggere, sentendosi improvvisamente felice nel comprendere che, probabilmente, lui stia cercando spiegazioni rispetto la natura della giovane, nonostante abbia dichiarato di non esserne interessato.
-Loki, potresti non avere un altro momento. Lei sta morendo. Le restano poche ore.-.
È impercettibile, ma principe di Asgard è sicuro di vedere il corpo del fratellino irrigidirsi e il suo sguardo vacillare tra quelle righe, prima di ritrovarselo addosso, così intenso da immobilizzare il più grande per qualche secondo.
-Se ti stai prendendo gioco di me, non mi pare il caso di continuare. I curatori hanno dichiarato tutt'altro.-.
-Loro non potevano saperlo, fratello, le hanno applicato cure adatte ad un umano, ma lei in parte non lo è.-.
-Buoni a nulla.- sibila Loki, alzandosi in piedi, non curante del suo libro che, in un tonfo, crolla sul pavimento.
Con i nervi a fior di pelle e uno strano peso nel petto, inizia a camminare verso l'uscita, seguito dal biondo, mentre pensa a come poter torturare quegli incompetenti dopo avergli mostrato di essere in grado, da solo, di scacciare la morte dal letto di quella ragazzina.
-Dove si trova?- domanda poi, infastidito per non aver ancora ricevuto quell'informazione.
-Nella stanza da bagno.-.
-Prego?- domanda, bloccandosi e voltandosi verso il maggiore, poco dopo aver superato l'enorme portone, con espressione a metà tra stupore e rabbia.
L'erede al trono arriccia il naso, portandosi una mano alla nuca e sentendosi leggermente in colpa per aver mentito su qualcosa di tanto grave, ma, davanti al volto impietrito del moro, non riesce a trattenere una risata.
-Andiamo, Loki! Non mi avresti mai ascoltato, altrimenti.-.
-Mi hai preso in giro?- ruggisce il minore, avvicinandosi a lui, con sguardo fiammeggiante.
-Ho imparato da te, fratello.-.
Il dio delle malefatte si rilassa, allontanandosi con un sorriso e tornando sui suoi passi.
-Sono colpito.- ammette, riprendendo il suo solito ghigno compiaciuto.
-Aspetta un momento.- riprende poi, ripensando alla risposta del biondo:-Perché dovrebbe trovarsi lì?-.
-Ha espresso il desiderio di potersi fare un bagno.-.
Il moro alza gli occhi al cielo, serrando la mascella e i pugni, per trattenere l'istinto di trasformare il più grande in un insetto e calpestarlo.
-Sei impazzito, Thor? Come puoi non conoscere i rischi?-.
-Di cosa parli?-.
-Dopo essere stati sottoposti alle cure della fucina rigenerante è necessario aspettare giorni prima di potersi immergere in acqua, per evitare che questa contrasti con la guarigione e provochi spiacevoli effetti collaterali.-.
Il maggiore rimane immobile, sentendosi terribilmente colpevole davanti a quelle accuse; effettivamente, non ne aveva assolutamente idea, perché la magia curativa non è mai stata materia di suo interesse, ma, date le circostanze, forse avrebbe potuto informarsi.
-Se rimani lì, ad ucciderti mentalmente, non l'aiuti di certo.- lo rimprovera il dio degli inganni, visibilmente alterato, mentre si trova già a qualche passo da lui.
Il dio del tuono cerca di mettere da parte la paternale della sua coscienza, rendendosi conto che, come spesso accade, il fratello ha ragione. Così, praticamente correndo, prende a seguire quest'ultimo fino alla porta della stanza nella quale ha lasciato la ragazza, pregando che lei stia bene.
-Angel!- urla il biondo, bussando sull'uscio del bagno, una volta arrivato.
-Apri questa porta, Thor!- lo ammonisce Loki.
-Non credo sia il caso.-.
Il moro gli sferra un'occhiata glaciale:-Certo, allora aspettiamo che muoia, così non si accorgerà che l'abbiamo vista senza vesti.-.
-Thor?- chiama una voce sottile al di là della porta, interrompendoli e convincendo, definitivamente, il principe rinnegato a spingere l'erede al trono da parte ed entrare.
-Aspetta, Loki.- interviene però il maggiore, bloccando il fratello, che ha già le dita sul pomello dorato.
Il dio degli inganni lo scosta nuovamente con la mano libera, stufo di tutte quelle etichette da puritani, mentre, con l'altra, fa scattare la chiusura. Entrando, la sua attenzione si posa subito sulla vasca, trovandosi per questo ad incrociare lo sguardo della ragazza, che, colta alla sprovvista, spalanca i grandi occhi da cerbiatta e, d'istinto, si porta le ginocchia al petto, per coprirsi.
-Cosa ci fai tu qui?- domanda lei, spingendosi sempre di più contro la parete, imbarazzata e spaventata nel vederlo avanzare con tale convinzione.
-Esci di lì, ragazzina.- le ordina lui, arrivando a sovrastarla con la sua altezza.
-Angel, stai bene?- chiede l'altro, avvicinandosi al lato di Loki e offrendole un asciugamano.
Lei lo afferra velocemente, sistemandoselo alla bene e meglio sulle spalle, senza curarsi dei bordi immersi completamente nell'acqua.
-Perché siete qui?-.
-Hai perso del sangue.-.
-I-io sto bene.- risponde incerta la giovane, intimidita dallo sguardo del più piccolo.
-Esci subito. Non lo ripeterò una terza volta.-.
-Andate via e lo farò.-.
-Poi non accusatemi di non aver provato ad essere paziente.- ribatte il moro, afferrando il polso della midgardiana, con l'intento di avvicinarla a sé, sporgendosi, poi, in avanti per sollevarla dall'acqua e prenderla tra le braccia.
La ragazza cerca di ribellarsi, ma, in fondo, anche lei è conscia del fatto che sia solo energia sprecata; Loki è nettamente più forte e, sicuramente, a lui non gira la testa come a lei, che, a causa di quei momenti veloci, inizia a sentire i conati di vomito in fondo alla gola.
Angel smette di lottare appena si rende conto di avere addosso solo un asciugamano bagnato e mal messo e, pervasa dalla vergogna, cerca di sistemarselo in modo da coprire il suo corpo il più possibile, senza accorgersi che lui, in realtà, non ha osato guardarla nemmeno per mezzo secondo.
Una volta in camera, il principe rinnegato appoggia la ragazza sul letto e poi, prendendole il viso tra le dita, con lo scopo di attirare la sua attenzione, la interroga:-Devo sapere cosa senti.-.
Angel rimane in silenzio, perché le parole le muoiono in gola davanti a quegli occhi indagatori, che riescono, semplicemente fissandola con quell'intensità, a farla sentire esposta, vulnerabile, come se potessero scavare dentro la sua anima.
-Comportandoti così, finirà che il suo fragile cuore ceda prima che lei possa rispondere, figlio mio.-.
Al suono di quella voce calda e rassicurante, tutti i presenti si girano verso l'uscio principale, sorpresi nel vedere l'aggraziata figura della regina dei Nove Regni osservarli con espressione materna e l'accenno di un sorriso sulle sottili labbra rosee.
-Madre, per quale ragione sei...- accenna Thor, prima di essere interrotto dalla donna che, a passi leggeri, avanza verso di loro.
-Luce dei miei occhi, come puoi pensare che io non percepisca un'aura nuova e così singolare, in un luogo che conosco alla perfezione?- risponde lei, precedendolo e accarezzando il viso del maggiore con la delicatezza di un fiore.
-Sei già di ritorno.- interviene Loki, in tono contrariato, posizionandosi davanti alla giovane, in modo che la reggente non possa vederla in viso.
-Sì, sono stata alcuni giorni ad Alfheim, per gestire alcune questioni. Sapete che la diplomazia non è materia in cui vostro padre brilla in modo particolare.-.
Il biondo rimane per un momento stranito, ma poi accenna un sorriso: possibile che non si accorga mai della differenza tra sua madre e le illusioni con le sue sembianze, che presenziano di tanto in tanto i corridoi al suo posto?
Il moro, invece, conoscendo e condividendo tutte le doti magiche della donna, riconosce molto bene quella distinzione e sa anche che, la regina, è estremamente sensibile alle energie degli esseri viventi, molto più di quanto non lo sia lui. Loki ha perso questa nobile capacità da tempo, ormai, come conseguenza dell'avvicinamento alle arti oscure, che la madre ha sempre rifiutato. Abbracciare l'oscurità significa allontanarsi sempre di più dalla purezza dello spirito e, conseguentemente, dall'empatia nei confronti delle anime.
-È inutile nasconderla a me, sai che non avresti dovuto portarla qui, in tal caso.- continua la semi-dea, senza mai abbandonare il suo tono calmo e rassicurante.
-Infatti, lei sarebbe dovuta essere solo un ricordo al tuo arrivo, ma, a quanto pare, sono in ritardo.-.
-Non otterrai quello che credi di volere continuando a sfidare il mio amore per te, figlio mio. Non sopporto i soprusi, questo è vero e tu ne sei al corrente, ma dimentichi che io ti conosco. So che non farai del male a quella creatura.- sussurra la donna, tradendo il suo personaggio composto e regale con una flebile sbavatura emotiva nel tono della voce, accompagnata da un lieve cambiamento negli occhi, che ora appaiono coperti da un velo di tristezza.
-Io non sono tuo figlio.-.
Il dio degli inganni pronuncia certe parole tra i denti, una sillaba alla volta, senza guardare la destinataria di quell'appunto e, anzi, voltandosi di nuovo verso la ragazza, per afferrarle ancora una volta il polso, mentre la sua mente lotta per rifiutare e cancellare quello che Frigga ha appena affermato.
Angel, colpita dalla situazione, non si chiede nemmeno il perché della presa dell'uomo, cercando, invece, il contatto con i suoi occhi, nella speranza di trovare qualcosa in essi: che sia una conferma alle frasi della regina o anche solo un minimo cedimento. Questo, a lei basterebbe per provare alla sua parte razionale che lui non è affatto indifferente a tutto e tutti.
In effetti, qualcosa riesce ad intercettare; una sfumatura sottile, percepibile solo all'attenzione più meticolosa, ma, inaspettatamente, lei non si sente soddisfatta o sollevata nel coglierla. Il suo cuore, invece, si stringe in una morsa soffocante, perché, studiando il figlio rinnegato di Odino, capta una sofferenza silenziosa, che si mostra attraverso il suo sguardo di ghiaccio che, anche se solo per un attimo, vacilla; nonostante gli sforzi, il dio degli inganni non riesce a fingersi perfettamente impassibile con Frigga.
Il moro, però, non le lascia a lungo la possibilità di compatirlo e, appena si accorge delle iridi della giovane su di lui, si ricompone, tornando freddo, inaccessibile.
All'improvviso, una mano calda fa scivolare via quella del principe dannato dal braccio della ragazza, chiedendogli, con quel gesto gentile, di spostarsi più indietro, per farle spazio e permetterle di sedersi sul materasso.
Come se non fosse possibile il contrario, la signora riesce ad ottenere ciò che vuole, sorprendendo l'umana che vede, per la prima volta, qualcuno avere un ascendente su quell'essere così orgoglioso, portandolo, addirittura, ad assecondarne le volontà, senza opporsi.
-Sei proprio graziosa, bambina.- sorride Frigga, posando il suo palmo sulla guancia della terrestre.
Sorprendentemente, quest'ultima non riesce nemmeno a provare fastidio nell'essere toccata da una sconosciuta e, di riflesso, sorride, disorientata e coccolata da quel fare dolce e materno.
Da un momento all'altro, però, la donna diventa seria, concentrata, mentre, con la coda dell'occhio, Angel nota una luce bianca manifestarsi a lato del proprio viso.
-Smettila di guardare nella sua mente.- si oppone il figlio minore, cercando di afferrare la mano della reggente per spostarla, ma, in quell'esatto istante, è lei stessa la prima ad interrompere il contatto, quasi come colpita da una scossa elettrica.
-Madre?- la richiama Thor, preoccupato nel vedere la moglie di Odino immobile, a fissare il vuoto.
-Che cosa hai visto?- chiede l'altro, con tono di imposizione.
-Dimmelo!- comanda poi, poggiando le sue dita sulla spalla di Frigga, per risvegliarla dal suo stato e costringerla a guardarlo negli occhi.
-Figlio mio, hai controllato tutto ciò che hanno riportato i curatori?-.
-Certo.-.
-È non vi era nulla degno di nota?- continua la donna, visivamente scossa e fissando il moro come se ci fosse qualcosa di non detto, che solo lui potrebbe intuire.
-Se ti riferisci alla sua natura noi...-.
-Ovviamente non si tratta di questo, Thor.- interviene il dio degli inganni, nervoso, interrompendo il maggiore, prima che possa rivelare quella verità alla midgardiana.
-Thor, per favore, puoi andare a cercare tuo padre per capire se è a conoscenza della presenza della nostra ospite? In caso contrario, non fargliene parola. Ci penserò io.-.
Il biondo aggrotta le sopracciglia, confuso da una situazione in cui le sue capacità non possono servirgli a comprendere cosa sta nascondendo sua madre e per quale ragione sta tentando di allontanarlo con una così banale scusa. Decide, però, di annuire, intuendo che si tratti di qualcosa di molto delicato e, senza aggiungere altro, esce dalla stanza, per obbedire alla richiesta.
-Devi rivelarmi che cosa hai sentito.- scandisce bene Loki, in tono diverso, ora, più umile, quasi, forse dovuto alla frustrazione di essersi fatto sfuggire qualcosa di importante, mentre, a passi veloci, cammina verso la regina, nel frattempo allontanatasi per raggiungere la finestra.
-Te ne parlerò figlio mio, ma non ora. Non è il momento.- risponde sussurrando lei, girandosi un momento a guardare la ragazza, per poi riavvicinarsi all'orecchio del moro:-Adesso, però, ho bisogno del tuo aiuto. Devi tenerla sveglia a qualunque costo.-.
-Che cosa hai intenzione di farle?-.
La donna sorride con le labbra, ma non con gli occhi, attraversati da un chiaro velo di preoccupazione, ma, appoggiando una mano sul petto del figlio, lo rassicura dicendo:-Fidati. Cercherò di salvarla da quello che ho visto. Non so se ne sarò in grado, ma stai certo che non rischierò di ucciderla.-.
-Non capisco.-.
-Per una volta, non preoccuparti di questo. Ora, devi tenerla sveglia, per permettermi di cogliere fino a che punto potrà sopportare.-.
-No.-.
-Loki.- lo richiama lei, supplicandolo e prendendogli la mano, mentre lui si era già mosso per andarsene:-Aiutami a salvarle la vita.-.
Il principe dannato rimane immobile, lo sguardo immerso in quello celeste e dolce della madre.
Nonostante tutto quello che è successo, esiste ancora un'insolita connessione tra di loro e, anche se lei non gli ha spiegato i motivi legati a quella decisione, lui ne percepisce l'importanza, la gravità e, per questo, sa che deve farlo. Che vuole farlo.
Il moro, così, abbassa il volto, contraendo la mascella e stringendo con forza i pugni, e inspira intensamente, solo per poi tornare a guardarla, con il fuoco nei suoi occhi cangianti.
-Lo farò.-.
Frigga sorride, lasciando da parte, per una volta, le buone maniere e mostrando la sua dentatura perfetta.
I due si avvicinano nuovamente alla terrestre, che si irrigidisce nel vederli, in quanto, per tutto il tempo che sono rimasti lontani, lei ha accumulato solo tensione e timori, non riuscendo a sentire nemmeno una parola di quella conversazione, ma sicura di esserne la protagonista, seppur senza averlo scelto.
-Tesoro, questo asciugamano è completamente bagnato, ti verrà un raffreddore.- cerca di divagare la regina:-Loki, per favore, portamene altri puliti.-.
A quella richiesta, il figlio alza la mano destra, ritrovandosi dopo pochi secondi il necessario su di essa e porgendolo alla madre. Quest'ultima, con estrema cura, posiziona i due teli sotto quello bagnato, uno all'altezza del seno e uno sul basso ventre della giovane, per poi liberarla dall'altro e abbandonarlo al suolo.
-Stavamo parlando del fatto che ho notato un'emorragia interna in atto all'altezza del tuo ventre. Devo rimarginarla con la mia magia, va bene per te?-.
La giovane annuisce, non riuscendo a pensare o proferire parola, troppo confusa da tutto l'assurdo che la circonda, mentre il minore dei figli della corona, invece, la studia, per avere la certezza che lei abbia creduto a quella bugia ben fatta.
-Non sarà affatto indolore, ma tu devi resistere più che puoi.-.
A quella frase, Angel si gira istintivamente verso Loki che, prontamente, ha già virato la sua attenzione verso la madre, anche se, con sorpresa della ragazza, è seduto al suo fianco.
Frigga appoggia le sue mani calde appena sotto l'ombelico della giovane e, subito, una luce accecante, accompagnata da un dolore molto forte, costringono la terrestre a chiudere gli occhi e mordersi il labbro inferiore, per scaricare la tensione, mentre con le unghie cerca appiglio nel lenzuolo. In alcuni secondi, il male si intensifica, aumentando sempre più, fino a costringerla a liberare un grido, impossibile da trattenere oltre e, senza tregua, dopo un tempo che a lei pare infinito, anche la voce viene a mancarle, incapace di emettere altri suoni.
-Madre, fermati, non può sopportarlo ancora.-.
-Sì, invece. Falle coraggio, Loki.-.
Il semi-dio si concentra su quella fragile creatura, stranamente teso nel vedere la sua fronte imperlata di sudore e il viso angelico contratto in un'espressione di sofferenza che, lentamente, sembra mutare, affievolendosi, mentre anche le sue dita perdono l'appiglio del lenzuolo. Lei sbatte più volte le palpebre, visibilmente al limite: la vista ha già iniziato a cedere, mostrandole immagini confuse, disordinate, poi addirittura grigie e, infine, nere. Insieme ai colori, anche il dolore pare sparire, facendola sentire sollevata, libera.
-Devi resistere, ragazzina.-.
Lei riesce a sentire la voce del moro, ma terribilmente lontana, come fosse parte di un sogno.
Realizzando di averla quasi persa, lui inizia a scuoterla, sotto lo sguardo preoccupato della madre, per poi darle dei colpetti sul volto, ai quali, però, lei non pare reagire.
Colto da un turbine di sensazioni che sembra abbiano preso il sopravvento sulla sua mente fredda, Loki decide di giocare la sua ultima carta, avvicinandosi al viso della giovane e baciando le sue labbra socchiuse, in un gesto che, dall'esterno, nessuno potrebbe capire.
La ragazza non è cosciente della situazione, ma, inspiegabilmente, dentro di sé qualcosa si risveglia: un calore conosciuto inizia a bruciarle nel petto e tutto diventa più vicino, possibile, vero, necessario. Senza controllo, si spinge in avanti, cercando con le mani i capelli corvini del principe per affondarci dentro le dita, contribuendo, poi, a quei movimenti, seguendoli e trasformando, così, il tutto in una bellissima danza, persino più forte del dolore che, poco prima, le stava assorbendo ogni forza, adesso restituitale da quella magia.
Il principe dannato le appoggia una mano sotto la schiena, per avvicinarla di più a sé e, nello stesso istante, lei viene attraversata da un brivido lungo tutta la colonna vertebrale, inebriata da quel tocco freddo, così perfettamente in contrasto con il fuoco che ha dentro.
Una voce in lontananza, sempre più forte, allontana lui dal quel contatto, costringendo Angel ad aprire gli occhi per incontrare i suoi, ora tremanti e con sfumature di pura luce, che non aveva mai notato prima. Subito, però, il semi-dio si volta, sottraendosi a quel gioco di sguardi e lei, non riuscendo più a distinguere nulla in modo nitido, chiude le palpebre, stremata nel corpo e nella mente.

Salvation || LokiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora