13. A Dance to Forget

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-Questa dovrebbe essere la traduzione di tutto ciò che vi è scritto a riguardo. Alcune rune sono poco chiare e dal significato ambiguo, ma direi che la mia interpretazione è globalmente corretta.- dichiara Odino, dopo aver alzato gli occhi da quel libro ed essersi voltato di nuovo verso i suoi ascoltatori, tutti dalle espressioni sconvolte e confuse, fatta eccezione per Loki, ovviamente.
E questo cosa c'entra con me?, si domanda la giovane, tra sé e sé, con lo sguardo fisso di fronte a lei, ma perso, focalizzato su nulla in particolare, mentre la testa inizia a girarle più che mai, ad ogni minimo movimento, e i muscoli perdono a poco a poco reattività, portandola ad una fastidiosa sensazione di intorpidimento generale.
Probabilmente, invece, sa dove quel discorso si collega alla sua persona, ma non è sicura di voler indagare oltre.
-Padre, io...non capisco. Vorresti dire che è lei la reincarnazione di quell'angelo?- domanda Thor, troppo scosso per ricordare che la protagonista del suo dubbio si trova nella stessa stanza e che, forse, avrebbe apprezzato un po' più di tatto.
Angel indietreggia, senza accorgersene, come colpita in faccia da quelle parole, ma, sorprendentemente, viene sorretta dalla mano di Loki, poggiata dietro la sua schiena e, cercando di riflesso il suo sguardo, si ritrova disorientata dai suoi occhi.
Quelle parole, quel racconto, capisce che lo hanno colpito, molto più di quanto dimostri: è sicura di leggere in lui rassegnazione, tristezza.
Perché, Loki?
-No, si parla di reincarnazione quando la stessa anima rinasce in un corpo differente. Angel non condivide l'anima con Ariel, in quanto quest'ultima si è dissolta, insieme alla sua forma materiale. Sono due persone diverse, di natura diversa, ma, per qualche ragione, Midgard ha voluto che fosse lei ad ereditare il suo cuore, quindi parte o tutti i suoi poteri, immagino.-.
-Questo non ha il minimo senso.- sbotta la ragazza, con voce flebile, a causa della paura che inizia a farsi strada dentro di lei, rendendole difficile anche il solo gesto di respirare e, quasi avesse sprecato troppe energie solo per una frase, le gambe iniziano a tremare, la mente si annebbia, come se l'ossigeno disponibile non fosse più abbastanza per mantenere tutte le funzioni.
-Eppure è la verità.-.
-Come può esserlo? La storia parla chiaro e, vi assicuro, nessun libro che io abbia mai studiato parla di angeli che vivono sulla Terra. Neanche quelli religiosi.-.
-Ne sei convinta? Nemmeno leggende?-.
-Beh...io...alcune nominano angeli caduti, ma sono storie di fantasia! Ognuna presenta una versione diversa dall'altra.-.
-Quindi abbiamo compiuto un'ottimo lavoro.-.
La terrestre fissa il sovrano, con un enorme punto interrogativo dipinto sul viso, oltre all'espressione sconvolta, difficile da nascondere, in quanto il suo pensiero più forte, al momento, è semplicemente quello di cercare in tutti i modi di non vomitare.
-Mio padre e alcuni suoi fedeli cancellarono i ricordi di tutti i popoli, per evitare il panico tra i midgardiani, ma, soprattutto, perché era convinto che questo avrebbe riportato i mondi alla normalità, a combattere tra di loro, com'era sempre stato, ignorando l'esistenza di qualcosa di così grande. Se qualcuno avesse capito che dialogare col male primordiale fosse tanto semplice, probabilmente avrebbe portato quest'ultimo ad ottenere il potere di rovesciare l'universo a proprio favore, prima che i Regni potessero anche solo pensare di riprendersi da quel conflitto. Tutti saremmo rimasti indifesi.- Padre Tutto fa una breve pausa, osservando ogni cambiamento negli occhi di lei:-Ovviamente, non è un'incantesimo assoluto e privo di errore. Le leggende che sono nate derivano da frammenti di memoria di qualcuno.-.
-Come conosci questi dettagli?- chiede il dio del tuono, preso più che mai da quel racconto.
-Me lo disse mio padre, nelle favole che mi raccontava prima di dormire. Nella mia mente di bambino era tutta fantasia, ma, ora, comprendo perché insistesse tanto con tutto questo. Doveva assicurarsi che non dimenticassi nulla, per poi poter collegare le sue parole a questi scritti.-.
Alla parola "padre" una consapevolezza si impossessa della giovane, provocandole un sussulto, che lei stessa arresta portandosi le mani a coprire le labbra.
Nella sua mente compare il viso della madre, che lei non ha mai visto, ma che, in foto, sembrava davvero molto simile al suo.
Lei è morta per colpa mia. Si accusa, trovando in tutta quella situazione la tanto evitata conferma al suo terribile dubbio.
Le avevano sempre detto che la gravidanza era stata molto difficile; sua madre aveva rischiato l'aborto spontaneo più volte e sofferto, come a poche succede, tanto che le era stato consigliato di rinunciare a portarla a termine. Secondo i medici, lei era troppo provata e debole, forse, per il momento triste che stava vivendo, in quanto ragazza madre ed era meglio evitare di correre rischi, in fondo, avrebbe potuto avere altri figli in futuro.
Lei, però, si era sempre opposta a quella scelta. Voleva dare la vita alla sua bambina.
Rose Clark non era affatto debole.
Al contrario, forse, era troppo forte e, ora, dopo anni e anni a ripetersi che quella morte non era stata colpa sua, Angel si ritrova davanti la verità: la sua natura ha ucciso sua mamma.
Cosa avrebbero pensato i suoi nonni, di tutto questo? Le persone che l'avevano cresciuta, amata, come fossero i suoi veri genitori, e consolata, quando ammetteva di odiarsi, per averli privati della loro unica figlia.
"Non puoi essere in alcun modo responsabile di quanto successo", le ripetevano, ogni volta, sorridendo e asciugando le sue lacrime.
Sì, invece. Lei è responsabile e non desidera altro che sparire, per questo.
-Ti senti bene?- domanda Thor, appoggiando una mano sulla spalla della giovane e svegliandola dal suo incubo:-Sei pallida.-.
Bene? E come potrei?
-M-mia madre...è per questo che è morta?- chiede, non riuscendo a fermare le immagini nel suo cervello, tanto meno fingersi lucida.
-È successo dandoti alla luce, vero?- domanda Odino, cambiando tono, sinceramente dispiaciuto.
-Sì.- pronuncia la ragazza, appena percettibile, sentendo poi le gambe cedere sotto il suo peso, appena, in quel turbine di ricordi, le parole di sua nonna le si presentano nella mente. Il dio dell'inganno, prontamente, blocca quella caduta, riuscendo a sorreggerla e avvicinandola al suo petto per darle stabilità.
-L-lei...mi ha guardata, ha sorriso e poi ha detto:"il suo nome è Angel".- continua, la voce tremante, lo sguardo vuoto, mentre ripete le parole della donna che l'ha cresciuta, quasi ricordasse il momento lei stessa.
Inesorabilmente, il suo viso inizia a rigarsi di lacrime amare. Quel dolore nascosto, trattenuto, esplode in tutta la sua cattiveria.
-Lo aveva capito.- singhiozza:-Aveva capito che l'avevo già uccisa!-.
Loki le afferra le braccia, che lei sbatte contro di lui, in uno strano tentativo di liberarsi o, forse, di sfogare la rabbia.
Consapevole che lasciandola andare avrebbe potuto solo farsi del male, lui la solleva da terra e, dopo un paio di tentativi di divincolarsi, la midgardiana cede, stremata, appoggiando il viso al petto del moro, per poi stringere i suoi abiti con tutta la forza che possiede.
-Loki, portala via. Ha sopportato abbastanza.- pronuncia il biondo, quasi in una supplica, osservando quella scena straziante.
Il minore lo guarda negli occhi e, senza aggiungere altro, si congeda. Non che la ragione sia la richiesta di Thor; semplicemente, a detta sua, almeno, non può sopportare un secondo oltre tutto quell'insulso dramma.

Salvation || LokiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora