Qualche mese più tardi
Angel si stringe nel suo lungo cappotto rosso vino, appena il vento pungente del novembre newyorkese la coglie a tradimento. Non soffre più il freddo come quando era umana, ma nemmeno quel corpo straordinario può cancellare l'odio per le basse temperature scritto nelle membra delle sue origini texane.
Lasciandosi la porta girevole alle spalle, non fa nemmeno in tempo ad alzare lo sguardo dalle piastrelle del marciapiede che un clacson attira la sua attenzione, come se l'enorme e pretenziosa auto scura davanti a lei possa in qualche modo passare inosservata.
Frettolosamente, percorre i pochi passi che la separano da quella vettura, arrivata per lei e parcheggiata sul ciglio della strada, ma, prima di aprire lo sportello, si volta un momento, dedicando una fugace occhiata sognante all'imponente struttura di vetro dalla quale è appena uscita.
Nonostante siano mesi che studia in quel luogo, non le sembra ancora vero di essere riuscita ad entrare alla Julliard.
Di nascosto dai suoi nonni, aveva presentato domanda quando ancora credeva di essere soltanto una ragazza con un quoziente intellettivo leggermente superiore al normale, ma non avrebbe mai immaginato che sarebbe davvero riuscita a frequentare l'università dei suoi sogni, soprattutto considerando gli accadimenti di quell'estate.
Infatti, dopo essersi risvegliata con il suo nuovo e strabiliante corpo, il suo primo pensiero non era stato esattamente dedicato al futuro accademico e, anzi, era praticamente certa di dover passare il resto della sua lunga vita ad Asgard.
Invece, prendendosi alcuni giorni per sistemare le cose, piangere il sovrano del Regno dorato e dare un degno funerale a lui, Lady Sif e il povero Regan, lei, i nuovi sovrani e Frigga erano arrivati a stabilire le regole per cercare di favorire tutti.
La regina avrebbe continuato a rappresentare Asgard, richiedendo la presenza dei figli solo quando necessario, Thor avrebbe continuato la sua vita da giovane principe guerriero, almeno per un altro po', e Loki ed Angel, considerando la situazione, ebbero il permesso di vivere sulla Terra, fino a che i cari della ragazza sarebbero esistiti.
Piacevolmente stupita da certe decisioni, l'ex umana non riuscì a far altro se non tirare fuori dal proverbiale cassetto la vita e i desideri che aveva dovuto mettere da parte, decidendo che, seppur con qualche compromesso, avrebbe provato a riprendersi i suoi sogni; la Julliard, New York, una carriera nella danza.
Però, a quel punto, era già settembre inoltrato e ciò, almeno negli Stati Uniti, presuppone che tutti i corsi siano già cominciati.
Tuttavia, come facilmente intuibile, quell'anno scolastico non era iniziato come tutti gli altri; a causa delle possessioni, molte persone si erano ritrovate a dover sopportare lunghi periodi di convalescenza e, visti i numeri altissimi delle vittime, gli USA avevano deciso di concedere a coloro che avevano subito quel triste destino di accedere o riprendere i corsi una volta guariti.
Ovviamente, Angel non figurava in tale categoria, ma, decisa a nascondere la verità sulla sua natura e sul suo contributo alla salvezza dell'universo, Tony fece in modo di farla risultare tra quegli sfortunati. Così, considerando anche la borsa di studio riconosciutale tempo prima, ottenne il diritto ad un'audizione che, con sua immensa gioia, superò con i complimenti della commissione.
Beandosi tra quei ricordi, la neo-asgardiana saluta con un sorriso quel palazzo di vetro, mentre apre distrattamente la portiera posteriore della macchina in sua attesa.
Una volta dentro, esordisce con un "ciao Happy", prima ancora di spostare l'attenzione al sedile del conducente.
Al posto del solito saluto fugace, però, si ritrova ad assistere ad un'animata discussione, che, a causa dell'identità dei due attori, strappa alla ragazza una spontanea risata.
Non avrebbe mai creduto di vedere Loki al volante di un'auto e, anche nella più recondita possibilità, non avrebbe scommesso nemmeno un dollaro sulla presenza di Tony al suo fianco.
-Stai facendo un gioco di ruolo?- domanda allora, diretta al semi-dio, cercando di trattenere il suo divertimento.
In tutta risposta, marciando sull'interpretazione più piccante di quella supposizione, lui aggancia i suoi occhi a quelli della fidanzata, attraverso lo specchietto retrovisore, provocandole un brivido lungo la spina dorsale. Lei, nel tentativo di calmare le sue reazioni, cerca di convincersi del fatto che, l'intensità di quell'occhiata, non sia affatto complice di qualche intenzione indicibile, ma piuttosto serva per eliminare l'illusione che rende le sue iridi castane, permettendo loro di tornare a risplendere di tutti i colori dell'arcobaleno. Scusa reale, oltretutto, che però non esaurisce il messaggio veicolato da quello sguardo insistente che, infatti, per Angel funziona esattamente come una calamita.
Con lui le basta davvero poco per accendersi, è vero, e magari si potrebbe dare la colpa alla sua nuova e quasi instancabile natura asgardiana, al loro legame indissolubile, dato dal potere celestiale che scorre nelle vene della giovane, all'innata sensualità di Loki o, ancora, alla voglia matta di viversi, giustificata dall'inferno che sono stati costretti a sopportare.
Più semplicemente, però, tutto questo potrebbe essere una conquista delle loro anime che, dopo aver tanto sofferto e lottato, hanno finalmente imparato, insieme, che il passato va accettato, compreso, metabolizzato e non combattuto. Una volta fatto questo, esso non potrà più interferire con il presente e, ciò che ne deriva, è probabilmente la libertà che stanno vivendo i due amanti.
A conti fatti, comunque, a nessuno dei due importa più di tanto quale sia il vero motivo di tanto desiderio l'uno per l'altra, perché, in quella condivisione di sguardi, l'unica cosa che entrambi riescono a pensare è di cacciare Tony da quel dannato veicolo.
-Il tuo fidanzato psicopatico ci avrebbe uccisi, se non fosse stato per Jarvis.- si lamenta proprio quest'ultimo, rivolto alla figlia, ma guardando l'uomo seduto al lato guidatore.
Con quelle parole, il miliardario, che forse aveva avvertito le vibrazioni poco gradevoli, riporta i due alla realtà, tanto che il moro interrompe di scatto il contatto con la passeggera, per riservare un'occhiata sprezzante al vicino.
-Ti sbagli, io non morirei per così poco.- controbatte il semi-dio, ricomponendosi e usando lo stesso tono tagliente dell'altro.
-Quindi, stai confessando di aver tentato di uccidermi, perfetto. In fondo mi serviva soltanto una scusa per negarti la mia benedizione.-.
-Come se mi servisse.- risponde Loki, esagerando una risata:-Angel, racconta al tuo genitore umano cosa siamo soliti fare quando lui non c'è, magari potrebbe prendere spunto e soddisfare quella povera donna che lo sopporta.-.
Il semi-dio lancia un sorriso vittorioso al terrestre, soddisfatto di aver ottenuto vendetta per l'intromissione di quest'ultimo di pochi secondi prima.
-Loki!- lo riprende la giovane, assumendo in viso lo stesso colore del capo che indossa, mentre allunga al colpevole di quella figuraccia un colpo alla nuca, per niente delicato.
-Non ascoltarlo, lo fa solo per provocarti.- cerca poi di rimediare, notando l'espressione omicida sul viso di Iron Man, fisso sull'asgardiano.
Quest'ultimo, poi, si volta anche verso di lei, riservandole un'occhiata severa, con su scritte le parole "scordati di rimanere sola con lui ancora una volta".
Lei abbassa lo sguardo per la vergogna, ma anche per nascondere un mezzo sorriso, complice di una calda sensazione nel petto, nata da quella reazione da papà che, francamente, Angel non avrebbe mai immaginato di vedere sul volto di un uomo, non nei suoi confronti, almeno.
Cercando di non lasciarsi troppo andare ai sentimenti, scuote la testa, per poi tornare ai due presenti cambiando abilmente discorso:-Comunque, vuoi spiegarmi perché hai fatto guidare lui?-.
-Ho pensato che insegnandogli a guidare avrei potuto tenerlo fuori dai piedi, di tanto in tanto.-.
In effetti, da quando Angel frequenta l'università, Loki ha accettato di lavorare alle Stark Industries, classificando la cosa come un "hobby ben pagato" e, ovviamente, non si riferisce al denaro, ma alla soddisfazione data dal punzecchiare Tony.
-Peccato che lui ti stia prendendo in giro. Sa guidare le navicelle spaziali, figurati una banale auto.- ride la ragazza, lanciando una veloce occhiata allo specchietto retrovisore, appena in tempo per cogliere l'espressione divertita negli occhi del fidanzato.
-Quelle non richiedono il rispetto di un codice stradale.- precisa il terrestre:-Rock of Ages si rifiuta di fermarsi ai semafori.-.
-Illuso tu, se credevi che avrei permesso a delle luci colorate di darmi ordini.-.
Tony si porta una mano sul viso, sfregandosi gli occhi, nel tentativo di reprimere l'impulso di strozzare il suo vicino che, chiaramente, continua a farsi beffe di lui.
-La volete smettere di fare i bambini? Saremo già dovuti partire.- li rimprovera la neo-asgardiana, appena, cercando di nascondere una risata, abbassa lo sguardo sul suo orologio da polso.
-Parti, Green Day.- ordina allora l'umano, cogliendo quell'occasione per assestare una gomitata di vendetta al conducente:-Conviene anche a te arrivare in fretta al jet, considerando la poca stima che hanno i Clark nei nostri confronti. Un ritardo non aiuterebbe per niente.-.
In effetti, nessuno dei due uomini era stato accolto con particolare entusiasmo dai parenti della ragazza.
Tornando su Midgard, subito dopo aver controllato le condizioni di Pepper, il gruppo si era diretto a casa della giovane, dalla sua famiglia.
In un primo momento, Angel si era presentata da sola, per godersi il ricongiungimento con Catherine e Richard, ma, dopo i primi convenevoli, con estrema cautela, aveva iniziato a raccontare la sua storia, o meglio, la trasposizione di essa messa a punto insieme a tutti gli altri; per lo più la verità, seppur trasformando o tralasciando alcune parti più difficili da digerire.
Riportò loro la versione di Tony della relazione con Rose, mostrando la fatidica lettera, insieme anche ad una sorta di tablet super tecnologico, prestatole dal miliardario e capace di mostrare tutte le impronte digitali presenti sulla carta, tra cui quelle di Obadiah Stane. Spiegò loro che la sofferenza della gravidanza della sua giovane mamma non era affatto dovuta al cuore infranto, ma alla peculiarità della figlia che portava in grembo e, nel dire ciò, svelò loro anche la sua stessa natura, cosa che, oltre ad esserle utile per motivare il fatto che non l'avrebbero mai vista invecchiare, le serviva per fare strada e rendere un po' meno terribile l'incontro con Loki.
Nonostante gli sforzi, nessuno dei due uomini era stato accolto a braccia aperte; i due diffidavano della persona che aveva fatto soffrire la loro unica figlia e, per quanto riguarda l'asgardiano, conoscevano i fatti di New York. Non serve dire, quindi, che le omissioni di Angel sugli aspetti più sgradevoli dei suoi trascorsi con il moro non erano serviti un gran ché a renderlo simpatico alla sua famiglia.
Ci vollero tempo e pazienza perché Catherine accettasse le new entry nella vita della nipote e per fare in modo che Richard, almeno, riportasse il fucile in soffitta.
La ragazza, infatti, testarda com'è, continua ad organizzare la sua vita anche attorno alla speranza di poter unire tutti. Durante la settimana, ovviamente, abita a New York, per frequentare la Julliard, e divide gli appartamenti all'Avengers Tower con Loki, Tony e Pepper. Di tanto in tanto, poi, Thor fa la sua apparizione, così come Hope e Cap, che ora collaborano insieme e, seppur non l'abbiano ancora ufficializzato, non soltanto in ambiente lavorativo. Il weekend, invece, solitamente lo trascorrono tutti in Texas, a casa di Richard e Catherine.
Il piano, seppur dopo qualche mese, sembra mostrare i suoi frutti e, a prova di ciò, sono stati i Clark stessi ad invitare tutti a passare il weekend del Ringraziamento da loro.
STAI LEGGENDO
Salvation || Loki
Hayran Kurgu~COMPLETATA~ (In revisione -> capitoli corretti: 12) Tutti conoscono Loki come il dio degli inganni, delle malefatte o, più ufficiosamente, lingua d'argento. Nomi utili a mettere in guardia da un uomo apparentemente senza cuore, con una mente subdo...
