Angel scatta a sedere sul letto e, sgranando gli occhi, in un unico gesto, salta giù dal materasso, senza nemmeno accorgersi del suo respiro corto o del battito impazzito, perché troppo occupata dal suo solo ed urgente pensiero: Loki.
Subito, corre verso l'armadio, con foga, non curante di aver accidentalmente fatto cadere a terra la casacca dell'uomo e, aggrappandosi letteralmente alle maniglie, apre le ante del mobile, iniziando a scansare in modo scomposto e confusionario i vestiti appesi.
Appena decide di fare i conti con la realtà e con il fatto che il semi-dio, con tutta probabilità, non abbia deciso di mettersi a giocare a nascondino, si lascia cadere sulle ginocchia, con lo sguardo vuoto, fisso sul fondo di legno di quell'articolo da arredamento.
Lui non c'è, nonostante lei ci abbia stupidamente sperato.
Chiude un momento le palpebre, mordendosi il labbro inferiore, confusa da tutta quella situazione.
Si era addormentata, o meglio, ora è convinta che Loki abbia fatto in modo che succedesse, sicuramente con un incantesimo sui suoi vestiti abbandonati sul letto e, in effetti, il fatto che lui avesse lasciato qualcosa fuori posto avrebbe dovuto far insospettire la ragazza all'istante, ma, come ormai è chiaro, ogni volta che nella sua mente compare il viso accattivante del dio delle malefatte, il suo cervello, normalmente piuttosto abile, perde ogni capacità di ragionare il modo lucido e attento.
Cercando di ripercorrere la scena che quella magia le ha fatto vivere, lo stomaco le si contorce, come se tutto fosse stato reale, tanto pare chiaro e dettagliato nella sua memoria.
Forma astrale...come ho fatto?, si domanda, riascoltando le ultime parole del moro.
È certa di non averlo letto nei libri di Frigga, ma, magari, anche in questo caso, è stata opera del principe rinnegato di Asgard e non di una sua innata abilità.
Le ali.
Inconsciamente, la giovane si tocca una spalla con la mano opposta, trattenendo il fiato, come se fosse davvero convinta di poter avere addosso quelle estremità piumate senza essersene ancora accorta. Poi, abbandonata l'assurdità di quel timore, torna a prendere aria, lasciando andare un sospiro carico di tensione.
Ti ci dovrai abituare, a quelle cose, si rimprovera, ricordando a sé stessa che, anche se non riesce ad accettarle, non ha nessuna scelta se non quella di imparare a sfruttare quei poteri e quel corpo che, però, lei non ha mai scelto.
Afflitta, si rimette in piedi, afferrando le due ante per richiuderle, quando, in controluce, nota qualcosa brillare sul ripiano in basso dell'armadio, appena sotto gli indumenti appesi, e leggermente coperto da un mantello verde.
La giovane si abbassa, ancora, scostando quel tessuto morbido e scoprendo, nell'angolo a sinistra, un ciondolo nero, con incastonata al centro una pietra verde e brillante.
Nel prenderlo in mano, per osservarlo meglio, nota che questo si trova appoggiato su un foglietto, a sua volta sopra alcuni vecchi libri dalle copertine scure e le pagine ingiallite.
Incuriosita, afferra anche il biglietto, sorridendo appena le salta agli occhi la firma in basso, scritta in una calligrafia elegante e raffinata, quasi d'altri tempi e, per un momento, dimentica l'altro oggetto che ha tra le dita, per leggerne il contenuto.
"So che sarai restia nell'usarla e, francamente, spero che non ti sia necessaria, ma ritengo che tu abbia il diritto di conoscere anche il lato oscuro della magia, per lo scenario peggiore.
Ti ho lasciato l'amuleto che ti permetterà di accedere a parte delle mie conoscenze. Confido che tu ne faccia buon uso.
Fai attenzione, come ben sai, il male può macchiare con estrema facilità gli animi più puri.
- Loki"
Angel si morde il labbro inferiore leggendo quelle parole, alzando gli occhi al soffitto, per non cedere al pianto.
Perché le permette di imparare la magia nera, con tanta facilità?
Potrebbe davvero essere per aiutarla, come dice lui, ma, avendo ormai imparato a conoscere Loki, fatica a crederci; sa che lui ha sempre un piano e che questo è costantemente un passo avanti alle idee di tutti gli altri.
Magari ti sta solo usando, stupida, le ricorda la parte di sé più pessimista. Eppure, così non tornerebbero tante cose: tutto quello che lei sente, ciò che lui le ha detto la sera prima, il suo modo di comportarsi contraddittorio. Però, rimane il fatto che il semi-dio se ne sia andato, senza nemmeno avvisare.
Più la midgardiana pensa a tutto questo, più le verrebbe voglia di aprirsi la cassa toracica, strapparsi il cuore e calpestarlo, tanto è l'odio che prova per quello stupido organo che riesce solo a farla soffrire fisicamente, ma, soprattutto, emotivamente.
Cercando di calmare quella crisi, che la sta portando a tendere inconsciamente ogni singolo muscolo, inizia a ripetersi che è inutile cercare risposte con uno come lui, ricordando, invece, che ora la sua completa attenzione deve essere assorbita da altro. Così, nel tentativo di distrarsi, afferra tutta la pila di libri, si alza in piedi e torna verso il letto, dove si siede.
Nel prendere uno di quegli strani scritti tra le mani, osserva una sorta di lucchetto in legno, in rilievo e al centro della copertina, con un incavo della forma esatta di quella collana. Così, torna a guardare quello strano amuleto, studiandone la forma, composta da due croci sovrapposte e incastrate in modo da creare otto punte di freccia, dove quelle perpendicolari e parallele al suolo risultano più lunghe.
La terrestre riconosce con facilità quel simbolo, seppur non esattamente uguale e con uno smeraldo al posto del cerchio originale: l'iconografia del caos.
Decisamente da Loki.
Senza indugiare oltre, porta l'oggetto ad incastrarsi sulla copertina di quel libro, mentre, nello stesso istante, una luce color verde acceso la investe, facendo scattare il piccolo meccanismo che porta il ciondolo a ruotare in senso orario, mentre i rami scuri che, fino ad un secondo prima, abbracciavano completamente il manufatto, si ritirano all'interno di quell'ingranaggio.
Con estrema delicatezza, per paura di poter rovinare un oggetto che pare tanto antico, la ragazza inizia a sfogliare le prime pagine, con un'irrefrenabile voglia di conoscere ogni parola incisa su quei sottili fogli ingialliti, come se questo avesse il potere di farla sentire più vicina al protagonista dei suoi tormenti che, se da un lato possiede le capacità per distruggerla, dall'altro è l'unico in grado di farla sentire viva.
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Salvation || Loki
Fanfiction~COMPLETATA~ (In revisione -> capitoli corretti: 12) Tutti conoscono Loki come il dio degli inganni, delle malefatte o, più ufficiosamente, lingua d'argento. Nomi utili a mettere in guardia da un uomo apparentemente senza cuore, con una mente subdo...
