37. Never Love Again

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When we first met
I never thought that I would fall
I never thought that I'd find myself
Lying in your arms
And I want to pretend that it's not true
Oh baby, that you're gone
'Cause my world keeps turning,
and turning, and turning
And I'm not moving on.
Don't wanna feel another touch
Don't wanna start another fire
Don't wanna know another kiss
No other name falling off my lips
Don't wanna give my heart away
To another stranger
Or let another day begin
Won't even let the sunlight in
No, I'll Never Love Again.
(Lady Gaga - I'll Never Love Again)


Un urlo squarcia l'aria, interrompendo quell'opprimente silenzio, figlio di un lutto struggente, scandito solo dai respiri accelerati di Tony Stark e dall'infrangersi delle sue lacrime sul viso pallido di Angel.
Per Loki non era più sufficiente scaricare il dolore conficcando le unghie nella terra o tendendo ogni singolo muscolo del corpo; è stato costretto a liberare la sua voce, a causa dell'esplodere di una sofferenza indicibile dentro di sé, mai patita prima.
Nel breve tempo di quel grido, la pelle che copriva le sue scapole è stata profondamente lacerata dal nascere di due imponenti ali nere che, ora, si innalzano in tutta la loro bellezza sopra il corpo tremante del semi-dio.
Seppur senza la sua volontà, egli ha appena subito lo sconvolgimento e la metamorfosi forzata di ogni fibra e cellula del suo essere, per accogliere dentro di sé quel potere misterioso. Unendosi alla sua, quella forza si è accesa, trovando finalmente il terreno adatto in cui potersi manifestare ed espandere, ma, per farlo, ha costretto le sue povere membra a sopportare qualcosa per il quale, molti altri, sarebbero morti.
Il dio dell'inganno, però, non è il tipo che si arrende per ragioni simili e, infatti, c'è ben altro che gli impedisce di rimettersi in piedi, assumere la sua solita postura perfetta, nascondere ogni emozione nel profondo e indossare, come sempre, la sua maschera di impenetrabile freddezza: Angel non c'è più.
Nemmeno le torture mentali del Titano pazzo, il male fisico subito nel corso degli anni, la scoperta di essere un gigante di ghiaccio o quella stessa trasformazione messe insieme sarebbero mai bastati per devastarlo così profondamente.
Anche senza riuscire ad alzare gli occhi per guardare la ragazza, l'immagine del suo sacrificio, le sue parole, la sua espressione e il suo sguardo continuano a tormentarlo, facendo razzia di ogni forza o stilla di motivazione a reagire, arrivando, persino, ad impedirgli il respiro.
Si sente perso e, nel vuoto infinito che percepisce nel petto, si rende conto che tutto ciò che credeva di sapere o, addirittura, di essere è morto con lei.
Quella giovane gli manca già, perché, in realtà, quello che prova ora è molto simile a ciò che sentiva dentro di sé prima di conoscerla. Certo, allora, ignorando cosa significasse vivere davvero, era in grado di sopportare meglio il tutto, ma quell'oblio, quel dolore, quella paura, gli paiono sin troppo simili a ciò che era solito comporre l'essenza del vecchio Loki.
In una consapevolezza del genere, gli è finalmente chiaro perché, nella sua vita, una fastidiosa e opprimente sensazione continuava a tormentarlo, giorno e notte, rimandandogli l'assenza di qualcosa di indispensabile e vitale, ma senza mai suggerirgli un nome.
Quella mancanza si chiamava Angel e solo ora riesce a capirlo. Troppo occupato a negare i suoi sentimenti, a nascondere il suo vero Io e a fare guerra a sé stesso non si era accorto che lei gli mancava anche prima di conoscerla e che quel vuoto, una volta entrata nella sua vita, era sparito.
Lei, prima di morire, aveva attribuito quella sensazione dentro di lui alla distanza dai poteri di Ariel, da sempre destinati al moro. Il semi-dio, però, è certo che, almeno in questo caso, la giovane si sbagliava. Forse, il suo essere è davvero completo adesso, ma lo stesso non può dirsi per la sua anima, che ora sta urlando e scongiurando la morte di venire a prenderla.
Allo stesso modo, il suo cuore è vuoto, ma paradossalmente in grado di fargli sentire un dolore mai conosciuto prima e, in tutto questo, poco conta la forza che ha preso a scorrergli nelle vene, perché, per assurdo, non è sufficiente ad impedirgli di sentirsi debole e piccolo, come non mai.
Per tutte queste ragioni, Loki è intenzionato a ribaltare ogni legge dell'Universo, perché per alcun motivo lui vivrà senza lei ed è una decisione che non ha intenzione di rivedere; ormai, il semi-dio l'ha scelta e sa di averlo fatto persino prima di rendersene conto. Perciò, non si arrenderà ora; se è vero che lui è il dio del caos, l'origine di tutte le cose, potrà anche trovare un modo per impedirle di andarsene per sempre.
Eppure, nonostante la sua testa continui a ripetergli che non è finita, che troverà una soluzione, il suo cuore e il suo corpo sembrano arresi a quella sofferenza; il primo rimandandogli l'eco dei suoi battiti vuoti, incapaci di riempirlo e dare vigore al suo sangue, e il secondo tremando come una foglia, mentre al suolo, proprio dove sta guardando da interi minuti, nota delle gocce cadere e la terra farsi più scura al loro infrangersi.
Sta piangendo, ma non riesce a sentire i suoi occhi pizzicare o la vista appannata, così come non percepisce nessun arto, quasi sia completamente paralizzato, ma con la mente ben cosciente.
A quanto sembra, la confusione è l'unica cosa definibile e coerente dentro di lui, al momento.

Salvation || LokiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora