41. Break the Ice

666 59 23
                                        

Il dio del caos, serrando le palpebre e tendendo ogni muscolo per sopportare lo sforzo, ritira le sue ali all'interno delle scapole, provocando un bagliore accecante, che, per un pelo, Captain America riesce ad intercettare, portandosi una mano sugli occhi, appena un secondo prima di inginocchiarsi al fianco dei due.
-State bene?- cerca di informarsi, osservando l'espressione tirata del minore e il suo respiro corto.
-Non hai proprio trovato nulla di meglio da dire?- chiede Loki, tentando con tutte le sue forze di simulare un tono di scherno.
Steve sorride, cogliendo la stanchezza e la fatica dietro quell'ironia pungente, che, in qualche modo, gli sembra quasi familiare e, mentre il moro volta il capo verso di lui, aprendo a fatica gli occhi, gli altri Avengers raggiungono il loro leader, fermandosi alle sue spalle.
-Più vicini.- sussurra il minore dei principi di Asgard, con tutta la voce di cui ora dispone.
I terrestri, pur avendo chiaramente sentito quel comando, gli riservano uno sguardo confuso, non comprendendo lo scopo di quelle parole.
Il dio del caos, troppo stanco per dare spiegazioni inutili, rotea gli occhi e, muovendo appena le dita, con la sua magia attira a sé i tre umani ancora in piedi.
Intuendo le intenzioni del fratello, Thor, ancora con le palpebre socchiuse, prende un profondo respiro e, con tono più fermo possibile, pronuncia il nome del guardiano di Asgard, così da sollevare il moro da quello sforzo.
Immediatamente, tutto il gruppo viene investito da una luce accecante e, ancora prima di riuscire a domandare qualsiasi cosa, si ritrova ad attraversare una sorta di tunnel luminoso, letteralmente alla velocità della luce.
Seppur anche gli Avengers umani abbiano compreso la meta che li attende, si ritrovano inesorabilmente a dover trattenere il fiato, per evitare che il cuore gli salti via dal petto, a causa del turbine di emozioni contrapposte suscitato dalla vista surreale dell'universo, che ora gli scorre accanto.
Di colpo, l'improbabile squadra si ritrova sputata all'interno di una stanza, semi-vuota e completamente dorata.
Tutti si ritrovano stesi a terra, a faccia in giù e, se i due asgardiani non tentano nemmeno di rimettersi in piedi, gli altri lo fanno in uno scatto, muovendo velocemente gli occhi su quelle pareti decorate da circoli d'oro. Tesi come corde di violino, prima ancora di riuscire ad ammirare lo spettacolare scorcio di costellazioni alle loro spalle, l'attenzione viene attirata dall'imponente figura di un uomo.
Egli si erge al centro dell'ambiente, vestito da una pesante armatura, in tinta con tutto ciò che la circonda, e una sorta di elmo dello stesso colore, che gli ricopre il capo e i lati del viso. È immobile, le mani saldamente serrate su una spada, conficcata a sua volta in una struttura concentrica, che si erge dal piedistallo sulla quale, anche l'asgardiano, poggia i piedi. Fissa i presenti, serio e regale, con quegli occhi dal colore inquietantemente innaturale.
-Abbassate la guardia, non sono vostro nemico. Nessun asgardiano lo è.- pronuncia Heimdall, solenne, notando i quattro Avengers sulla difensiva.
Il guardiano, poi, sposta lo sguardo sui suoi simili e, in un attimo, si precipita al fianco del suo principe, aiutandolo ad alzarsi.
-Sì, grazie Heimdall, a me non serve affatto aiuto.- brontola Loki, mentre in una smorfia cerca di mettersi seduto.
-Nell'ala della regina.- pronuncia l'uomo dagli occhi dorati, ignorando il moro e riferendosi all'erede al trono:-Si trovano lì.-.
-Sì, lo immaginavo.- sorride il biondo, per poi voltarsi verso il fratello:-Dobbiamo andare.-.
Loki, molto più consapevole del semi-dio biondo sull'urgenza della situazione, annuisce, cercando di raccogliere tutte le sue forze per rimettersi in piedi.
Inaspettatamente, Rogers coglie quella silenziosa sofferenza e, parandosi davanti a lui, gli offre la sua mano per alzarsi.
-È chiaro che ti piaccio.- ironizza Loki, afferrando le sue dita.
Steve sorride, consapevole, ormai, che il moro tenda a mettere in imbarazzo gli altri quando si trova in situazioni scomode.
-Semplicemente, hai la mia gratitudine.- risponde, passandosi il braccio del semi-dio dietro il collo, per permettergli di appoggiarsi a lui nel camminare.
-Oggi.- aggiunge, poi, lanciandogli un'occhiata a metà tra l'ironia e il risentimento vero.
Intanto, Hawkeye ha preso il posto di Heimdall nel sostenere Thor che, tutto sommato, riesce a reggersi in piedi molto meglio del fratello e, dopo che il guardiano ha fornito le istruzioni ai principi su dove dirigersi, il gruppo si congeda, lasciando l'uomo al suo lavoro.

Salvation || LokiDove le storie prendono vita. Scoprilo ora