~COMPLETATA~
(In revisione -> capitoli corretti: 12)
Tutti conoscono Loki come il dio degli inganni, delle malefatte o, più ufficiosamente, lingua d'argento. Nomi utili a mettere in guardia da un uomo apparentemente senza cuore, con una mente subdo...
Loki osserva la ragazza che, ormai, non è più in quella stanza con lui; il suo corpo, infatti, sembra quello di una statua, privo di espressioni, reazioni. È tornata in quel luogo, all'interno del suo inferno personale e, probabilmente, sta rivivendo tutto, di nuovo. A quella consapevolezza, il moro serra la mascella e, stringendo i pugni, si avvicina a lei, misurando ogni passo con attenzione, ancora incerto se quella che gli è appena balenata in mente sia davvero l'idea migliore. Ad un metro da lei, lascia andare un profondo sospiro per poi, in uno scatto, poggiarle i palmi delle mani ai lati del viso. Chiude le palpebre, sigillando i suoi bellissimi occhi, mentre, dall'altra parte, la ragazza sussulta, crollando improvvisamente sulle ginocchia e portandosi dietro anche lui che, concentrato nella sua missione, non ha intenzione di mollare la presa. -L-loki!- grida lei, brutalmente catapultata nel mondo reale. -Loki smettila!- continua, cercando di divincolarsi dalla presa. Angel inizia a gridare e graffiare le mani del semi-dio, nel disperato tentativo di staccarsi da quel contatto, di porre fine a quell'orribile tortura. Nella sua testa, che ora sente scoppiare, si ripete, alla velocità della luce, ciò che ha vissuto in quei terribili momenti, dal suo rapimento sulla Terra all'incontro con il secondogenito di Odino. Tante, innumerevoli volte da quando è successo è tornata in quel luogo, però, in qualche modo, è sempre riuscita a scappare, distraendosi, o pensando ad altro, questo, anche grazie al fatto che, da quando è ad Asgard, non ha mai avuto troppo tempo per stare sola. Ora, invece, è diverso, perché la persona che l'ha sempre scossa, salvandola da sé stessa, è dall'altra parte del campo di battaglia, sua nemica, e lei sa bene che non può nulla contro un avversario simile. -Perché mi fai questo?- sussurra lei, tra le lacrime, talmente svuotata da non riuscire più nemmeno ad urlare. Quei ricordi, infatti, la stanno annientando: così dettagliati da farle orrore, ma, allo stesso tempo, talmente veloci da renderle impossibile qualsiasi tipo di controllo. Questo perché, adesso, non è lei la padrona della sua mente, ma Loki e, anche se non è in grado di spiegarsi come o perché, sa che è proprio lui a costringerla a quella tortura. Lo sente dentro di sé, in un modo che le fa ribrezzo e paura, come un parassita che infetta e distrugge gli organi, in modo subdolo e doloroso. Arrivata oltre ogni limite, smette di lottare: i suoi arti superiori crollano lungo i fianchi e i muscoli perdono tonicità, facendola afflosciare come uno straccio. Lei ha gli occhi aperti, ma non riesce a cogliere alcuna immagine, così come non può percepire le sensazioni legate a ciò che la circonda. Nemmeno il contatto col semi-dio che, adesso, se la sistema tra le braccia, o le dita di quest'ultimo che le accarezzano il viso, asciugando alcune lacrime. Poi, Angel sente una goccia cadere. Solo una, silenziosa, che si infrange sul suo zigomo dall'alto, risvegliandola da quella dimensione in cui si era inesorabilmente persa. L'umana, a quel punto, è completamente sotto shock: il corpo trema, dalla punta dei capelli alle dita dei piedi, il cuore le batte all'impazzata e sta ansimando, nel tentativo di inalare l'ossigeno che sembra mancarle, mentre, sbattendo le palpebre, cerca di rimettere a fuoco le immagini. La prima cosa chiara, che riesce a distinguere, sono gli occhi di Loki, disorientati e incapaci di nascondere un'espressione stravolta dall'orrore. -Che cosa ti hanno fatto.- sussurra, poi, confondendo di più la giovane, ancora stordita e non nel pieno delle sue facoltà mentali. Per quanto assurdo sembri, pare lui la vittima, anziché il carnefice. -L-lasciami andare.-. È l'unica frase che riesce ad esprimere lei, a causa del caos di sensazioni dentro di sé. Lui, troppo occupato dai suoi pensieri, la lascia fare, permettendole di sgusciare via dalle sue braccia. La goccia, che poco prima era caduta sul viso della midgardiana, a causa di quel movimento le scivola via, ma lei non riesce a darne il peso che vorrebbe, perché, fissando quelle iridi chiare, adesso quasi spiritate, la rabbia si impossessa di lei. -Cosa hai visto?- chiede, stringendo i pugni e pregando con tutta la sua volontà che quello che crede sia successo non sia reale, che se lo sia solo immaginato. -Me la pagheranno cara.- ruggisce lui, trasformandosi di nuovo in un felino predatore. -Hai guardato nella mia testa?- sbotta lei, non curandosi delle lacrime che, di nuovo, inizia a sentire tra le ciglia. -Era l'unico modo.-. -Che cosa?!- grida lei, ormai fuori di sé:-Come hai potuto farmi una cosa del genere?-. Lei si alza in piedi, ma, stordita da tutte quelle sensazioni, barcolla, costretta ad appoggiarsi con le mani tremanti allo schienale del divanetto lì accanto per non cadere, abbassando, poi, lo sguardo sul pavimento, ansimante. Vedendola in quello stato, lui impreca mentalmente, interrogandosi sulle proprie azioni; era consapevole di fare qualcosa di opinabile, ma si era giustificato dicendosi che il fine giustifica i mezzi. Lui doveva conoscere la verità, vedere i volti di ognuno di quei rifiuti asgardiani. Inoltre, era convinto che costringerla a parlare sarebbe stato peggio e, sicuramente, meno efficace per ottenere tutte le informazioni necessarie: non sarebbe stato facile convincerla a raccontare e, anche nell'utopico caso ci fosse riuscito al primo tentativo, avrebbe dovuto chiederle le cose più di una volta per ottenere ogni dettaglio, con il risultato che lei avrebbe dovuto rivivere tutto ancora e ancora. È stato meschino approfittarsi della sua mente quando si trovava priva di ogni difesa, questo lo sa, ma era l'unico modo. Non sarebbe mai riuscito ad imporsi in lei in altre situazioni; Angel è troppo forte e lui poco allenato in quell'arte. Il moro si alza a sua volta e, nel tentativo di spiegarsi, si avvicina, ma la ragazza, sentendo i suoi passi, si ritrae, allontanandosi da quel sofà e fissandolo in modo truce:-Non toccarmi.-. Non sarebbe passata sopra quella finzione con facilità; sta soffrendo troppo per quell'azione che l'ha costretta a rivivere certi orrori e la cosa che la fa impazzire è che lui non riesce a capirlo. Non sa cosa significhi vivere una cosa simile, essere in balia della volontà di qualcun altro, senza una via d'uscita, costretta a sopportare il dolore, consapevole che, dopo quello, ad attenderla, ci sia soltanto la morte. Per evitare di peggiorare la situazione, lui, dal canto suo, alza le mani, fermandosi a poca distanza da lei. È vero, non può sentire quello che prova la giovane, ma, adesso che ha visto, si rende conto dell'inferno che lei sta attraversando, di cosa significhi quello che ha passato. Capisce di aver sottovalutato qualcosa che, a viverla, è davvero peggiore di qualsiasi tortura al quale lui sia mai stato sottoposto. -Dovevo vederli, ognuno di loro.- pronuncia lui, in una sorta di giustificazione. -No, invece.-. -Ieri pomeriggio, mentre dormivamo, ti ho vista ballare su un palco, pensavo di sognare, ma, poi, quando ti ho vista farlo con i miei occhi, ho avuto la certezza di aver vissuto un tuo ricordo.- cerca di spiegare lui, divagando leggermente, nel tentativo di calmare le acque:-È stato singolare, perché non riuscivo ad entrare nella mente di qualcuno da tempo.-. A quelle parole, lei, con un sorriso malinconico dipinto sul viso, distoglie l'attenzione, prendendo a vagare con gli occhi in ogni angolo, pur di evitare le iridi lui e rischiare di scoppiare a piangere, al pensiero che, dopo quel sogno che lui ha appena nominato, si era svegliata addirittura felice, perché, per la prima volta da quando si trova ad Asgard, non aveva fatto incubi e, scioccamente, le era persino venuto il dubbio che fosse merito della vicinanza con Loki. Osservando distrattamente la stanza, mentre la rabbia l'abbandona lentamente, cedendo il campo al dolore, si rende conto che, ormai, le luci artificiali sono state sostituite da quella naturale del sole, ancora basso nel cielo. Hanno passato la notte in bianco e lei non ci ha neanche fatto caso. -Ho provato a leggerti ancora nelle ore successive, ma non ci sono riuscito, non con te.- riprende lui, fingendo di ignorare la chiara frustrazione nello sguardo della terrestre. -L'hai fatto con Hope?- chiede lei, ma ancora in modo distratto, assente. -Sì, ma la sua mente non è forte come la tua. Per questo ho creduto che l'unico modo fosse coglierti priva di difese.-. Lei alza i suoi grandi occhi su di lui, mostrandoli pieni di lacrime trattenute. È delusa, amareggiata, arrabbiata e stanca. -Possibile che non ti renda conto di quanto suoni orribile questa spiegazione?-. -Me ne rendo conto.- ammette lui, avvicinandosi di un altro passo, senza mai distogliere i suoi oceani dalle iridi cremisi di lei:-Ma solo ora, ho compreso la verità.-. -Verità che io non volevo vedessi!- sbotta la giovane, tirando un calcio al divano e nascondendo il volto alla vista di lui che, adesso, si mostra chiaramente sorpreso da quel cambio repentino di atteggiamento. -Per quale ragione?- domanda il moro, senza muovere un muscolo:-Di tutto ciò che è successo, cosa abbia visto io mi pare il dettaglio meno importante.-. -No, invece.- ammette lei, la voce chiaramente rotta dal pianto, anche se lui non riesce a vedere il suo volto, coperto dai capelli:-Perché finché rimane nella mia testa posso fingere che non sia reale.-. Loki perde un battito o, forse, torna a sentire il cuore dare segni di vita dopo molto tempo. Quelle parole lo colpiscono più forte persino della scoperta di essere uno Jotun e, senza riuscire a pensare, afferra la giovane in vita, per attirarla a sé, cogliendola di sorpresa. In un primo momento, lei oppone resistenza, ma, poi, sentendo la sua presa farsi sempre più forte, scoppia piangere, nascondendo il viso tra le sue vesti. -È reale, Angel.-. È la prima volta che la chiama per nome, senza usare termini vezzeggiativi e, per qualche ragione, le piace molto di più quando è lui a pronunciarlo; sembra quasi poesia, una canzone, che arriva dritta al cuore. Non basta, però, a cancellare quell'incubo, a fermare quei ricordi, che ha sempre e solo cercato di evitare. È una ragazza forte, ma, adesso, si sente più debole che mai. -Ora, però, è finita.- aggiunge lui, dopo qualche secondo, esprimendo a voce alta soltanto il più adatto dei pensieri che si stanno accavallando nella sua mente. A quella frase, la giovane si allontana appena, quanto basta per guardarlo negli occhi e dare un senso a quella rassicurazione. In quelle iridi, non c'è il Loki freddo di sempre, quello che si nasconde dietro un'armatura fatta di falsa indifferenza ed ironia, ma, bensì, un uomo con sentimenti profondi, che non ha timore di mostrarli. Forse sono solo pazzi, tutti e due. Magari questo è solo un momento, poi, lui tornerà ad essere quello di sempre, ma, onestamente, a lei non importa affatto. Per quanto stupido questo sembri, ora, al suo fianco, lei sta finalmente bene. Con dolcezza, le sue labbra si appoggiano su quelle di lui, che subito chiude gli occhi, portando una mano sul viso della giovane e l'altra in vita, per avvicinarla ancora. Nonostante sia il dio dell'inganno, dopo la prima mossa di lei, a prendere le redini della situazione, non cambia quel ritmo lento e piacevole, almeno, non fino a che, le mani della midgardiana non passano dai suoi capelli al suo petto, proprio all'altezza del cuore. Cosa sto facendo?, si chiede lui, allontanandosi dalla ragazza e dandole le spalle. -Loki, va tutto bene.- cerca di tranquillizzarlo lei, percependo chiaramente la sua tensione e confusione e sicura che, se non cercasse di rimediare in qualche modo, lui finirebbe per chiudersi ancora nel suo guscio. Con quella reazione, tutto quello che poco prima lei ha messo da parte, si ripresenta: il pensiero che lui abbia visto certe cose la schiaccia, di nuovo. Non gli ha detto tutta la verità: lei si vergogna, non vuole che lui la compatisca, che cambi il modo in cui la vede. Teme che, d'ora in poi, guardandola negli occhi, non ci sarà più quella scintilla magica, ma solo pena e imbarazzo. Interrompendo quei tormenti, il dio dell'inganno si volta e, con occhi infuocati, ringhia:-Se non te ne andrai tu, lo farò io. E se oserai incrociare il mio cammino ancora, ti ucciderò, insulsa ragazzina.-. -Perché?- sussurra lei, fissandolo attonita, sconvolta. -Perché?- grida lui, muovendo un passo verso la ragazza. Lei, nel tentativo di indietreggiare, cade sul pavimento, in ginocchio e, appena alza gli occhi, rimane sconvolta nel trovarsi davanti un uomo completamente diverso. Probabilmente, ha visto più emozioni in lui in quei minuti, che da quando lo conosce. Sembra disorientato, spaventato. I suoi occhi tremano. -Non ti permetterò di distruggermi.- sibila, poi, sottovoce, stringendo talmente tanto i pugni da rendere in rilievo le vene delle mani. Detto ciò, sparisce, uscendo dalla stanza e lasciandola lì, sola, provata e con mille pensieri a tormentarla. Loki, in realtà, non è andato molto lontano. È appoggiato con la schiena alla porta, gli occhi chiusi e tutti i muscoli in tensione, mentre è occupato a maledirsi per tutto quello che è successo. Non capisce cosa gli stia capitando. Sa bene cosa provi lei nei suoi confronti; non che sia troppo difficile, dopo che, addirittura, si è svelata nella sua vera essenza, credendolo in pericolo. In più, se anche il moro volesse provare a negarlo, dopo il racconto di Odino non è più possibile: era molto chiara la condizione necessaria agli angeli di Midgard per poter volare. E lei si è librata in aria, è innegabile. Quello che non comprende, nonostante gli sforzi, è la motivazione dei propri comportamenti. Lui sa cosa vuole, sa chi è. Infatti, per lui, certe cose sono sempre state semplicemente un gioco di seduzione, niente più. Con lei questo è diverso, è vero, ma a causa di una serie di fattori che si sono accumulati, non certo perché lei sia un'eccezione alla regola. Non ci sono dubbi, non esistono sentimenti ridicoli per quella ragazzina, ma allora perché quando è con lei non ha più controllo su nulla? Lui, che è un mago in queste cose. Perché quelle immagini lo hanno scosso a tal punto? Quei ricordi. Appena nominate, quelle scene ricominciano a presentarsi davanti ai suoi occhi e l'aria, attorno a lui, si fa rarefatta, rendendogli difficile riprendere fiato. Il semi-dio si guarda le mani: stanno tremando. Che cosa significa?, si chiede, sentendo l'ira crescergli nel petto, tanto che, dopo appena un paio di secondi, le sue dita iniziano ad emanare delle piccole scintille verdi. La sua mente perde ancora di lucidità e, senza un apparente motivo, i piedi iniziano a muoversi, la testa si svuota, così come gli occhi, in cui ora si legge solo una parola: odio.
Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
-Dimmi che è un incubo.-. Hope è vicina alla finestra aperta, nella stanza di Loki, gli occhi bassi sulla sua struttura di ferro, mentre i conati di vomito la costringono a trattenere il fiato. Thor le ha raccontato tutto o, almeno, quello che lui conosce dall'arrivo di Angel su Asgard alla sua trasformazione. Ha cercato di essere il più delicato possibile, ma, nelle cose che aveva da dire, c'era ben poco per poterlo essere. Ha temuto che la giovane potesse avere una crisi di nervi, per questo, ora è a poca distanza da lei, pronto a soccorrerla, in caso di bisogno. Quando la terrestre ha aperto la finestra, dopo svariati minuti in cui non ha fatto altro che boccheggiare nel tentativo di riuscire a prendere fiato, ha temuto il peggio, ma, adesso che è riuscita almeno a mettere insieme una frase, si sente più tranquillo. -Mi dispiace, ma era giusto che tu lo sapessi.-. -Io non l'ho difesa.- sussurra l'altra, mentre l'ultima scena della sua vita insieme all'amica sulla Terra continua a ripetersi nella sua mente. Pensava che fosse stato Loki a rapirla, e già era una supposizione terribile, per i suoi sensi di colpa, ma, ora che sa qual è la verità, vorrebbe solo morire di una fine lenta e dolorosa. -No, fermati.-. L'agente alza gli occhi, trovandosi il dio biondo a pochi centimetri, la mano destra sulla sua. Abbassa lo sguardo: le sue dita sono sull'elsa del coltello che, pochi minuti prima, aveva trovato su uno dei comodini, nascondendolo nella tasca dei jeans, sicura che lui non l'avesse notata. Sbagliava, a quanto pare. Lo aveva preso solo per usarlo contro Loki, per difendere Angel, ma questo era prima di sapere certe cose. Non si è nemmeno accorta di averlo estratto, con l'intenzione di usarlo contro sé stessa. -Non è stata colpa tua.-. -No, ma tu al mio posto come ti sentiresti?-. Il dio del tuono rimane stupito da quella domanda, dai tentativi della ragazza di mantenere il sangue freddo. -Come ti senti tu, ma non serve a nulla. Tu sei una midgardiana molto sveglia, mi pare. Lei ha bisogno di te, del tuo sostegno, non di vederti così.-. -Hai ragione. Mi sento una stupida per questo.-. -Non mi hai capito.- la riprende lui, poggiandole una mano sulla spalla, per ottenere i suoi occhi:-Hai il diritto di stare male, non devi nasconderti. Solo...non farlo davanti a lei. Puoi parlare con me se vuoi, oppure...posso andarmene, così tu puoi sfogarti.-. Lei sorride, ringraziandolo mentalmente per aver compreso. Non è mai stata una persona capace di mostrare i sentimenti all'esterno e, sicuramente, l'addestramento che ha ricevuto, non ha fatto altro che accentuare questo tratto. Thor, empatizzando la situazione, le fa un leggero cenno del capo e, silenziosamente, si congeda. Nel chiudersi la porta alle spalle, rimane stranito nel cogliere la sagoma di Loki, in fondo al corridoio, sparire verso le scale sulla destra. Muove un passo per seguirlo, ma, poi, pensando che vederlo solo significa che qualcosa è andato storto con Angel, decide di fermarsi da lei che, in generale, è decisamente più aperta al dialogo, rispetto suo fratello. Bussa alla porta e, senza aspettare l'invito, entra, trovando la ragazza in ginocchio, lo sguardo perso. -Che è successo?-.
Ciao a tutti :) Sì, lo so, questo capitolo non è stato esattamente leggero (nemmeno da scrivere), ma era necessario per la storia. Ormai è chiaro che Angel è sotto dieci treni (e come darle torto *.*), ma Loki? Chissà cosa nasconde... Grazie ancora a tutti per il sostegno, al prossimo aggiornamento :D