Una colazione particolare

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Dopo delle giornate tranquille e un risveglio invece piuttosto agitato, il mio giovedì comincia con Niall Horan che mi si butta addosso.
Arrossisco e ricambio l'abbraccio. Harry, prendi esempio!
«Buongiorno, bellezza».
Gli sorrido di cuore, è così dolce.
Mi guardo intorno: Sono appena arrivata nel posto che hanno scelto per lavorare.
Paul ha insistito per venire a prendermi stamattina, ma ho preferito prendere un taxy ed eccomi qui.
È una casetta piuttosto isolata e dalle sembianze basiche ma eleganti.
«Gli altri sono di là, vieni».
Stringe la mia mano trascinandomi con sé attraverso una stretta entrata e un lungo corridoio.
Harry è il primo che vedo.
Si volta d'istinto e mi ricorda di quando entrambi sentivamo la presenza dell'altro senza il bisogno di sentirci arrivare.
Stamattina è bellissimo.
Ha addosso dei pantaloni neri sportivi ed una felpa dello stesso colore, i capelli scombinati di chi non aveva voglia di dedicarci del tempo e legati in modo frettoloso, gli occhi che di questo colore al mondo ce gli ha solo lui e quel sorriso che non saprei descrivere neanche se conoscessi tutte le parole esistenti al mondo.
Le labbra si curvano piano all'insù, mentre si schiarisce la gola.
«Ciao.».
«Buongiorno, Harry.».
Sto parlando con Harry. Io non credo che mi ci abituerò, onestamente.
Lui, dal suo canto, mi guarda per qualche secondo prima di essere spinto via da Louis.«Ciaaaao!». Fischia guardandomi da capo a piedi.«Minchia Harry, hai scelto bene però. Eppure mi aspettavo una mora, da quando ti piacciono le bionde?».
Lui gli risponde trucidandolo con lo sguardo.
Niall intanto, con nonchalance, mi accompagna a sedermi intorno ad un tavolo pieno di ogni tipo di cibo che una persona possa volere a colazione.
Il suo sguardo comincia a brillare e Liam scoppia a ridere contagiando anche me, ma lui neanche se ne accorge.
«Hai fatto colazione?».
Chiede Harry e io mi volto a guardarlo.
Cerco indizi sul suo volto, cerco qualche segnale, cerco qualsiasi cosa possa essermi d'aiuto.
E mi sento così male quando vedo il suo volto accanto a me.
Lui è la stessa persona che da anni voglio rivedere, stringere, affrontare.
E invece ora siamo nella stessa stanza e devo stare zitta e fingere tranquillità mentre mi sento implodere.
Scuoto la testa, sapendo di rivederlo il mio stomaco si è rifiutato di ingerire qualunque cosa, con il disappunto di Nate.
Sobbalzo quando la sedia accanto cui ho preso posto si sposta, e lui mi siede accanto.
Questo ragazzo vuole uccidermi? E poi ora c'è la conferma che sia stato lui a scegliermi, ma perché? Spero di riuscire a chiederglielo, questi giorni.
In ogni caso, di sicuro non mi aspettavo di fare colazione con loro quando ho deciso di infilarmi in questa situazione.
Niall mi comprende in qualche discorso di poca importanza e io realizzo per la prima volta d'essere seduta allo stesso tavolo con i One direction.
Okay, c'è il mio Harry che tanto mio non è più, ma ci sono anche li altri e credo che mezzo mondo morirebbe per essere al mio posto.
«Sei fidanzata?».
Alzo lo sguardo sorpresa dalla domanda, anche se avrei già dovuto inquadrare che tipo strano sia Louis Tomlinson. È proprio il suo sguardo che mi trovo addosso, con un'espressione maliziosa.
«Smettila di guardarla come se volessi stuprarla davanti a noi, bleah».
Niall lo guarda schifato ricordandomi ancora una volta Luke, mentre Louis scoppia a ridere.
«Ehi, non sono uno stupratore!».
Si difende, lanciando un pezzo di pane che Niall afferra al volo con la bocca.
Seriamente?
Harry ride fissando la scena e poi quello che deduco essere il suo migliore amico, che insiste.
«Allora, lo sei o no?».
«No». e mi trattengo dal roteare gli occhi al cielo perché è pur sempre Louis e la mia migliore amica mi soffocherebbe nel sonno se sapesse che l'ho fatto.
Un sorriso si forma sul suo viso.
«Dubito sia roba per te, Louis»..
La voce di Harry è calma e decisamente la mia voce preferita al mondo.
«Non ascoltare quello lì, è un po' scemo. Cerchi fidanzato? O che ne so, uno scopami...».
«LOUIS».

Niall mi fa sobbalzare e poi ridere spontaneamente e sento gli occhi di Harry addosso ancora, prima che anche lui si lasci andare ad una risata, che si interrompe quando le nostre mani si sfiorano perché stiamo per prendere lo stesso cornetto. 
Io vorrei solo stringerla nella mia, ma lui ovviamente la ritrae.

Fra situazioni del genere e battute imbarazzanti, la colazione termina piuttosto velocemente, nonostante all'improvviso Payne sia balzato sulla sedia urlando "Sono le 10!".
Ebbene sì, sembra che lui sia quello ansioso del gruppo, quando stacca gli occhi dalla chat e nota il mondo esterno.
Il che sembra non succedere così spesso, comunque.

La seconda stanza della casa in cui ci spostiamo è letteralmente straripante di foto. 
Sul serio, polaroid o foto semplicissime, sbucano da ogni centimetro della stanza. 
Già così profuma di paradiso.

Riesco a mettere da parte per un attimo solo Harry e i ragazzi e mi rendo conto che per me un lavoro del genere è davvero quanto di più splendido esista al mondo.
Insomma, io vorrei che questo fosse il mio futuro!
Stamattina il manager mi ha anche parlato dello stipendio, quando mi ha chiamata, e per me che lo avrei fatto gratis –o magari pagando io, per stare con Harry – , la cifra è piuttosto importante.
Esaltata all'idea di tutto ciò ascolto i ragazzi raccontarmi di ciò che dovremo fare.
Niall apre bocca e cerca di spiegarmi qualcosa di cui non capisco niente, perché ha portato con sé del cibo e lo sta mangiando e sputacchiando ovunque.

«Smettila, per l'amore del cielo». Urla Zayn, quando del cibo insalivato gli finisce addosso, «Nella prima fase quattro della band lavoreranno sul testo mentre a rotazione il quinto lavorerà con te, dovrete scegliere le foto più idonee e particolari. Dovrai passarle al pc, modificarle, migliorarle. Tutto qua.».
Breve e chiaro.

Tutto qui? Beh, a lavoro. 

Gotta be you || Harry StylesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora