Un bacio sbagliato

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Alla fine, dopo che Louis ha riso per mezz'ora trascinando con sé tutti, la pizza l'abbiamo ordinata.
Harry è stato non so quanti minuti col broncio e ancora non si è ripreso.
«Cosa ne facciamo di tutto quel cibo?».
«Fai una domanda del genere con Niall in casa?».
Replico, sorprendendomi della naturalezza con cui distinguo i tratti principali dei ragazzi.
È strano, perché effettivamente loro non li conoscevo una settimana fa.
Louis ci sta provando con Tess in modo abbastanza esplicito e Nate è davvero nervoso.
«C'è un balcone da qualche parte? Ho bisogno di prendere aria». Dice, infatti.
Harry si gira a guardarlo e credo che lo stia prendendo in simpatia, nonostante la tensione non abbia ancora lasciato il bel viso.
«Certo, lì in fondo, dietro la tenda...».
Indica una finestra distante qualche metro. Questa stanza è enorme, siamo al piano di sopra, che non avevo mai visto.
Dopo qualche secondo, lui sparisce dietro la stoffa scura e Tess continua a fissare il punto in cui era qualche secondo fa.
Ha Louis Tomlinson accanto eppure lei è un po' imbronciata, perché nonostante tutto la persona che ama non è lui.
Sapendo che è troppo orgogliosa per farlo e sapendo che Loren e Luke aspettano me, sospiro e mi alzo.
«Esco un attimo..».
Il riccio accanto a me già lo sapeva perché annuisce, passandomi una felpa dall'angolo del divano.
«Fa freddo...».
Il sorriso sul mio volto esce spontaneo e lui lo ricambia subito.
Louis si intromette.
«Oooh tieni amore, metti la felpa col mio profumo». E fa strane mosse col corpo, scimmiottandolo.
Il cuscino gli arriva dritto in faccia e Luke scoppia a ridere.
La felpa ha davvero il profumo di Harry ed è calda, mi ci stringo dentro mentre esco.
Nate è poggiato al balcone, ma non guarda né il cielo né la strada sottostante, guarda proprio la porta da cui esco.
Come se mi stesse aspettando.
Mi squadra e scuote la testa.
«Mi state facendo diventare pazzo...».
Mi avvicino e mi sento così fragile ed in una situazione instabile.
Lo supero, per poggiarmi alla ringhiera davanti a me e guardo giù.
Cerco qualcosa da dire, ma mi sembra tutto così banale.
«Sento una confusione in testa che non mi fa respirare, non riesco a capire che cosa provo, che cosa è giusto e cosa no, cosa voglio e cosa penso di volere».
«Nate... ».
Il mio è un mormorio, ma lui lo sente e alza il volto per guardarmi.
Restiamo qualche minuto in silenzio e anche quando apro bocca per parlare, le mie labbra vengono azzittite dalle sue che si posano sopra, prepotentemente.
Mi sta baciando.
Ed io non sto baciando lui.
Ed io non voglio baciare lui, porca troia.
Mi allontano nel momento esatto in cui Harry apre la porta.
«Sono arrivate le pizz... ah».
Cazzo.
«Che cazzo succede?».
Mi guarda confuso e probabilmente deluso.
E questo, in un modo insensato, mi fa incazzare.
Non capisco per quale motivo lui sia deluso da qualcuno che a stento conosce.
Aspetta una risposta che non arriva, finché una voce allegra non ci richiama dal salotto.
L'espressione con cui mi guarda prima di entrare non è davvero delle migliori.
«Che cosa diavolo ti è saltato in mente?».
Nate è una statua accanto a me.
«Mi dispiace. Davvero. È che avevo bisogno di capire...».
Aveva bisogno di capire. Certo. E quindi mi bacia sul balcone di Harry.
«Lo hai fatto almeno? Ma che cazzo ti passa per la testa? Pensi che sia così che si chiariscano i dubbi?».
«Mi è servito, invece».
«Perché?».
«Lo so che per voi non è facile capirmi.
Ma tu e Tess mi state torturando il cervello.
Ci sono attimi in cui penso che sia impossibile non perdere la testa per te e attimi in cui penso che nonostante Tess sia la pazza che è, è per lei che impazzisco.
Siete così dannatamente diverse.
Non riesco a capire se è il tuo modo di essere che mi piace di più oppure il suo.
E ogni volta che mi convinco di aver capito, succede qualcosa che mi porta al punto di partenza.
Stasera il modo in cui Louis la sta divorando con gli occhi mi stava facendo impazzire.
E poi tu sei uscita con la felpa di Harry addosso.
Però quando ti ho baciata non ho sentito niente... e quando lui è uscito mi sono sentito solo in colpa.
Mi dispiace. Non voglio tu ti senta usata.
E so che ti sembrerà il modo più stupido che ci sia per capirne qualcosa, ma forse è anche l'unico efficiente.
Grazie a questo ho capito che di te sono geloso in un modo forse anche un po' eccessivo, ma perché sento nei tuoi confronti molta protezione. Ma con Tess è tutto diverso».
Il discorso mi tranquillizza profondamente, non avrei voluto sentire niente di diverso.
Resta il fatto che Harry ci ha visti e che nonostante lui non abbia nessun motivo per incazzarsi, la mia coscienza non sia apposto per niente. Soprattutto perché la ragazza di cui Nate ha parlato è la mia migliore amica.
Blatero qualcosa di insensato senza neanche guardarlo, poi entro.
Di Harry vedo il profilo, mentre gioca con la pizza ancora intatta.
«Hai del rossetto sulle labbra».
Purtroppo, la voce arriva proprio dalla mora seduta accanto a Louis. E la frase è riferita a Nate.
Mi sento morire all'istante, mentre lui impreca cercando di togliere i segni chiari e quasi impercettibili, e torna a sedersi dov'era prima, come faccio anche io nonostante lo sguardo carico di rabbia che mi sento addosso per tutto il tempo.
Harry non mi parla. Ricordo il suo essere possessivo, lo ricordo benissimo. Ma con me, non con una ragazza qualsiasi.
Non so davvero come possa risolversi la situazione.

Il viaggio in auto è silenzioso come la cena, provo a parlare, ma Tess si infila le cuffiette.
Il rientro in camera è ancora peggio. Doveva essere il viaggio dei nostri sogni e sto rovinando tutto.

Gotta be you || Harry StylesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora