In qualche modo bisogna lottare

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Nel corso della mia vita, ho osservato questo ragazzo fare tantissime cose.
L'ho osservato mentre si cimentava in ogni sport e in tutti era fenomenale.
L'ho osservato mentre provava a cucinare e combinava disastri, ma poi si voltava a guardarmi con un sorriso colpevole e poco importava che la mia cucina sembrasse il campo di una guerra.
L'ho osservato mentre studiava e la matematica non gli entrava proprio in testa, e allora mordicchiava la matita e sbuffava.
L'ho visto fulminare con lo sguardo chiunque ci provava con me.
L'ho visto un po' ubriaco.
L'ho visto ridere e l'ho visto piangere.
E ho sempre pensato lui fosse bellissimo.
L'ho visto anche mentre si cimentava nella sua passione e cantava, certo...
Ma vederlo qui, è così diverso.
È sempre il ragazzo riccio dagli occhi più belli del mondo e al tempo stesso è così diverso.
E la sua non è più una passione, ma è diventata lavoro.
Esiste qualcosa di più bello di quando queste cose coincidono?
Lo guardo ora, curvato lentamente sul tavolo.
I capelli sono tenuti dietro da un cerchietto nero, ma alcune ciocche laterali gli scivolano lo stesso sul volto facendolo sbuffare ogni tot secondi.
Le braccia sono esposte e messe in risalto dalla T – shirt aderente
Ha la matita fra le labbra ma più per vizio che perché non stia riuscendo in ciò che fa.
Infatti Louis accanto a lui ogni tanto esulta quando è particolarmente soddisfatto di ciò che stanno facendo.
Comporre un testo non è affatto semplice e lo dimostra la quantità di ore impiegate, eppure restano tranquilli in un habitat tutto loro fatto di penne e fogli sparsi.
Gliel'ho sempre detto che con le parole era così bravo che avrebbe potuto scrivere le sue canzoni, ma lui scuoteva la testa e mi diceva che era bravo solo con me a parlare.
Zayn, davanti a loro, intona piano le parole che i due stanno scrivendo. Suppongo per provare come suonino.
Niall ingurgita del cibo, mentre cerca il titolo adatto.
E poi c'è Liam, seduto davanti a me.
Non so se gli sono particolarmente antipatica o cosa, ma non stiamo collaborando un granché.
È così preso dal telefono.
«Liam?».
«Mh?». non alza la testa e digita.
«Coglione, non lo vedi che sta facendo tutto da sola?».
Urla Louis dal fondo della stanza, per poi lanciargli una penna che cade miseramente ben lontano dal corpo del castano.
«Apprezzo il tentativo». lo rassicuro, e i ragazzi scoppiano a ridere mentre Payne addirittura blocca il cellulare e lo posa sul tavolo.
«Scusa, di solito sono più collaborativo. È che non vedo la mia ragazza da un po' e beh..». Si stringe nelle spalle.
«Tranquillo. Lo capisco. In qualche modo bisogna pur lottare contro la distanza».
Anche questo riferimento, non è affatto casuale, Harry caro.
È così che dovrebbe essere.
Ok, forse Liam è un tantino eccessivo dal momento in cui ha già riafferrato il suo telefono e sicuramente essere fidanzati e non amici implica, ma la nostra non era un'amicizia comune e non meritava certo quello che ha subito.
In ogni caso, torno a concentrarmi sulle foto e sul lavoro che sto facendo praticamente sola, nonostante io senta sulla pelle l'unico sguardo in grado di perforarmela.

«No... Sì mamma, certo che mangio. Ah – ah».
Stringo il telefono mentre salgo le scale e al tempo stesso cerco la tessera per aprire la porta della stanza.
Impreco quando non riesco a trovarla, vorrà dire che semplicemente busserò.
«Come? Niente di che, sono stata un attimo al negozio qui vicino e ora sto rientrando. Probabilmente usciremo stasera».
Mi dispiace mentire a mia madre, ma non riesco a immaginare come reagirebbe se sapesse quello che sto facendo.
Ha sempre amato Harry come un figlio, ma è anche vero che ciò che ho inscenato potrebbe sembrarle parecchio discutibile.
«Adesso devo andare, dai un bacio a papà da parte mia. Mi manchi anche tu».
Riaggancio dopo le classiche raccomandazioni e infilo il telefono nella borsa, distraendomi andando ovviamente a sbattere contro qualcuno e perdendo l'equilibrio.
Dio, sembra che io non sia fatta per camminare su due gambe.
Ariel appena perso la coda da sirena, riusciva a gestirle meglio.
Mi preparo all'impatto mentre barcollo all'indietro, ma tutto ciò che sento sono delle mani che ormai conosco bene e una risata mista ad uno sbuffo.
Nate.
Com'è possibile che lui sia sempre pronto a salvarmi non lo so, ma gli sorrido quando mi aiuta a riprendere il controllo del mio corpo.
«Sei impossibile.». Mi scompiglia i capelli in un gesto spontaneo e poi storce il naso, questa parrucca deve proprio fargli schifo.
«Smettila di guardarmi così, le bionde di solito sono sexy!».
«Ehi, non diciamo stronzate. Team more a vita!».
Appare dal corridoio la mora più bella, con un sorriso che un po' sparisce quando vede il modo in cui le mani di Nate mi sono ancora addosso.
Con un sorriso e una finta nonchalance mi sfilo dal mezzo abbraccio, mentre mi sporgo verso Tess per lasciarle un bacio sulla guancia.
Sbucano anche Loren e Luke.
«Ciao bella bionda». Mi prende in giro lei, con un sorriso.
«Stavamo andando ad aspettarti giù. Muoio di fame». Continua il biondo accanto a lei e io annuisco, «Tolgo solo la parrucca e le le lenti e andiam».

Rivolgo uno sguardo colmo di speranza a Tess, che accenna un sorriso e alza gli occhi al cielo, prima di seguirmi perché sa che sarei in grado di far disastri.

Una volta in stanza, resta in silenzio mentre armeggia con le ciocche bionde.
«Come stai?». Le chiedo, trovando strano il suo silenzio.
Si stringe nelle spalle e mi sfila la cuffia, poi lascia scivolare sulle spalle i miei capelli scuri e spettinati, fra cui si appresta a passare la spazzola.
«Non so che farei senza di te».
Mi sorride e poi indietreggia, per poggiarsi contro la doccia mentre aspetta che io tolga le lenti.

Una volta fatto anche questo, mi volto a guardarla.

«Cosa succede?».

«Niente, solo un po' troppo tempo per pensare».

Storce il naso, poi mi afferra per la mano dicendo che Luke potrebbe iniziare a mordere passanti a caso.

Scena inquietante in cui potrei immaginarlo al fianco di Niall.

Gotta be you || Harry StylesDove le storie prendono vita. Scoprilo ora