Capitolo 37

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La sera arriva presto e vestiti di tutto punto ci riuniamo al locale per festeggiare il compleanno di Harry.
D'un tratto l'attenzione di tutti si sposta sulle due ragazze del gruppo. Mentre la mia sulla seconda ad entrare, indossa una tutina nera che le fascia perfettamente il corpo accentuandole ciò che più mi piace...
Salutano il festeggiato e un istante dopo gli occhi di Jessica incontrano i miei. Deglutisco imponendomi di guardare altrove.
Dopo aver bevuto innumerevoli drink ci spostiamo in pista.
Balliamo come fossimo gli unici e non ci vedesse nessuno.
Mi sposto di nuovo al tavolo cercando un bicchiere per dissetarmi.
Ho bevuto davvero tanto, probabilmente per liberarmi dell'immagine che continua ad impossessarsi della mia mente.
Pur non trovandomela davanti continuo ad averla impressa nella testa. Perciò mi obbligo a bere ancora un altro bicchierino.
<<Non ti ho ringraziato..>> mi volto di scatto pensando che oltre all'immagine adesso sento anche la voce.
Invece no, con passo lento si avvicina a me.
<<Anche se non credo che lo userò mai, è pur sempre un regalo. Penso che non dovresti sperperare il tuo denaro..>> cerca di coinvolgermi in una discussione.
<<Allora non ti farò più dei regali... se è questo che stai dicendo.>> mi massaggio le tempie.
<<Non dico questo. Solo... penso che ti ridarò il regalo indietro.>> si siede vicino a me, mantenendo comunque una certa distanza.
<<Non serve. Ho comprato anche qualcosa per me. E poi penso che serva più a te.>> la indico con l'indice incontrando i suoi occhi.
<<Non ferirmi. Smettila di trattarmi con sufficienza.>> stringe le mani sulle ginocchia coperte dalla liscia stoffa.
<<Va bene che non vuoi parlarmi, che non vuoi chiarire la situazione, ma non provare a ferirmi con le tue stupide battute del cazzo.>> alza leggermente la voce, alzandosi dal divanetto.
La osservo prendere dei respiri profondi.
<<"Con questo non rischi la gravidanza" o "serve più a te che a me" - mi scimmiotta- non serve, davvero! Mi dispiace non avertelo detto, non credevo fosse importante dal momento che in realtà era negativo il risultato.>>
<<Non vuoi parlarne davvero adesso.>> sussurro alzando gli occhi incastrandoli con i suoi.
<<E quando sennò?! Continui a comportarti da bambino e fuggire e non mi parli.>> si passa una mano tra i capelli agitata.
<<Ah, sarei io il bambino? Ne hai parlato con Jenna e con Harry e non con me che ero il diretto interessato?>> mi metto in piedi anch'io indicandomi.
<<Io non mi fido di te. E forse non mi sono mai fidato.>> la sua espressione muta, sembra affranta.
<<Non dire così.>> si avvicina.
<<Comincio a credere che avevi ragione tu.. che senza il sesso noi non saremo niente.>> sussurro distogliendo lo sguardo, perso nella pista da ballo.
Scuote la testa e mi afferra il mento costringendomi a guardarla.
<<Non pensarlo neanche! Noi siamo i bambini che giocano sull'altalena, siamo i baci nelle orecchie, siamo i passaggi in auto e i piedi sul cruscotto, noi siamo insicurezza e intraprendenza, siamo il carrello della spesa pieno di schifezze, siamo tentazione e tormento, siamo l'imbarazzo dentro un sexy shop..>> si morde le labbra per trattenere una risata.
Sospiro rumorosamente toccandomi il lobo in un gesto nervoso.
<<Ma siamo anche gli equivoci con i test di gravidanza. Lo so che ho sbagliato ed hai ragione. Volevo essere sicura dell'esito prima di dirtelo! Mi sono confidata con Jenna, ed Harry ha sentito tutto, anche se non doveva. Puoi fidarti di me! Anzi devi...>> mi accarezza una guancia.
Lascio scivolare la sua mano sul mio viso, chiudendo gli occhi e allontanandomi per interrompere il contatto.
<<Ti prego..>> sussurra impercettibilmente, avvicinandosi immediatamente depositando un bacio sulle mie labbra.
Mi volto di scatto interrompendo il contatto visivo e non.
Riprendendo coscienza, decido che è ora di tornarmene a casa quindi abbandono la festa.
Non posso continuare a soffrire e averla davanti mi rende fragile.

Io lo capisco che non aggiorno poi tanto spesso, ma mi sta passando la voglia di continuare a farlo. Mi piacerebbe ricevere dei commenti o delle stelline. Non dico di essere una scrittrice (questo mai) vorrei solo sapere se l'idea vi piace, se la storia è di vostro piacimento, tutto qui.

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