Donald Self

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Il gruppo giunse fino ad una casa di legno in mezzo al bosco, dove si rifugiarono ed iniziarono uno scontro a fuoco con i loro inseguitori.

"Hanno abboccato" asserì Lincoln con una nota soddisfatta nella voce, osservò fuori dalla finestra i loro inseguitori che stavano circondando l'uscita principale "Andiamo, forza! È il momento!"

La trappola meditata dal fratello di Michael, infatti, prevedeva di trattenere Gretchen e i suoi uomini in una sparatoria in realtà registrata, così da permettere loro di avere il giusto tempo per scappare; uscirono in fretta da una porta sul retro prima che il trucco venisse scoperto, e si allontanarono a bordo di una macchina lasciata in precedenza da Burrows e Sucre appositamente nelle vicinanze.

Durante il tragitto James ribadì più volte ai due fratelli di non fidarsi della Compagnia.

Gli unici a restare in silenzio furono Kelly ed Alex, costretti a subire continue discussioni.

Fecero tappa nei pressi di un grande e vecchio magazzino abbandonato, dove, da come la ragazza comprese, si sarebbe dovuto effettuare uno scambio con Whistler ed il figlio di Lincoln.

Kelly avanzò casualmente verso il muro costellato da vetrate sporche ed in alcuni tratti rotte di media grandezza: l'interno era completamente vuoto e solo pieno di ragnatele; non c'era nulla che facesse intuire per cosa lo usassero in precedenza.

Adesso era solo ciò che appariva ai suoi occhi: una struttura del tutto logora e abbandonata.

"Vedo che la tua caviglia va meglio..." Lincoln le comparve alle spalle, il tono era comunque abbastanza piatto.

Lei, dal canto suo, rimase in completo silenzio prima di parlare, tornando ad essere invasa dall'orgoglio; incrociò le braccia al petto, osservando davanti a sé "La cosa ti dispiace, forse?"

Burrows non rispose, lasciandola continuare.

"Non ti preoccupare, la mia presenza non vi sarà più di disturbo perché non intendo fare ancora parte dei vostri giochi!"

"Ci sono questioni decisamente più importanti di cui potrei dispiacermi, ad esempio se dovessi perdere mio figlio! È l'unica cosa che mi importa. Lo consideri un gioco questo? Dubito tu possa capire, non sei un genitore" l'uomo spostò lo sguardo freddo dalla sua interlocutrice, facendole capire che anche quella conversazione era terminata lì.

A dire la verità, era più un semplice scambio di parole che un vero e proprio dialogo.

Kelly invece non scostò nemmeno una pupilla, serrò labbra e denti, oltre ai palmi della mani: si sentiva umiliata, loro che non sapevano assolutamente nulla sul suo conto.

Ma non era assolutamente intenzionata a fare la parte della ragazzina piagnucolona, che pur di ribattere si sarebbe messa a raccontare dei fatti propri, poi in un momento come quello.

Nel complesso non si risparmiò comunque una risposta.

Si diresse verso l'angolo dov'erano entrati, ad un certo punto si fermò a metà strada, voltandosi "Non avrò un figlio, ma so cosa significa perdere qualcuno che si ama e guardare il responsabile dritto in faccia, senza poter fare nulla!"

Non necessitava di cerimonie per far capire che si riferisse a Scofield, ma non seppe se il più robusto avesse effettivamente afferrato il concetto, non sapendo della sua storia, seppur breve, con T-Bag.

"Quel bastardo ha ucciso mio padre!" esplose improvvisamente Lincoln, facendola sobbalzare dallo spavento, nel mentre indicando Mahone che in quel momento avanzava nella stessa stanza "Non c'è minuto che passa in cui non cresca in me il desiderio di fartela pagare per quello che ci hai fatto! Per quello che hai fatto a nostro padre!"

How You Live Me "Prison Break"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora