Like a Joke

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Kelly parte della compagnia.

Quasi gli sembrava assurdo, anzi, lo era.

Vederla in mano, o addirittura una loro pedina (perché questo erano ormai tutti coloro che erano dipendenti o scagnozzi) obbediente nella mani di quella specie di organizzazione corrotta, era l'ultima cosa che voleva accadesse.

Ma la minaccia ricevuta bruciava ancora come un getto di alcol su una ferita fresca.

Mantenere il segreto sigillato per Theodore era della massima priorità: se fosse venuta a galla ogni cosa, sapeva come sarebbe andata a finire ed era determinato a non farlo a tutti i costi accadere, perché avrebbe significato perdere per sempre la donna che amava.

Oltre al fatto che remare contro Krantz contribuisse a mettere ulteriormente in pericolo anche sua madre, motivo per cui doveva eseguire alla lettera, come un mastino, tutto ciò che gli era stato ordinato, per quanto potesse essere umiliante.

"Bastardo, figlio di..." ringhiò, irato, Bagwell, battendo con violenza il pugno destro sul volante del fuoristrada; prima di scendere dal veicolo sentì trillare il proprio cellulare: era Mahone ad avergli inviato un sms.

L'uomo gli ordinava di andarli a prendere nell'immediato.

Letta la posizione, richiuse la portiera e sgommò di nuovo per le strade di Miami fino a quando non caricò a bordo Alex e Lincoln prima che i due venissero fermati dalla polizia, giunta anch'essa sul posto.

***

"Non abbiamo nessuna novità, tranne che questo telefono" dichiarò Alexander, una volta rientrati nell'appartamento, indossando un paio di intellettuali occhiali da vista e mettendosi subito davanti al cellulare ed al portatile "Non resta che analizzarlo e scoprire se quel tizio ha a che fare con Christina"

Lincoln non rispose, si diresse verso il lavandino e si sollevò la manica della camicia celestina fino al gomito, lasciando che il getto di acqua fredda calasse sulla ferita che aveva riportato durante l'inseguimento del cecchino che aveva cercato di ucciderlo.

Da una parte i suoi pensieri erano rivolti al possibile mandante e non riusciva a scacciare l'ipotesi che fosse proprio sua madre ad aver pianificato la propria dipartita, quando lui e Michael erano ancora ragazzini.

"Il cecchino ha ricevuto diverse chiamate da un numero privato. La Compagnia vorrà analizzarlo" spiegò Mahone.

Don Self si appoggiò con le braccia sul bancone, accanto ad Alex "Secondo me lo scopo di quell'uomo non era farti fuori, semplicemente non gradiva il tuo tatuaggio, Linc... non prendertela, ma queste cose dovresti lasciarle a tuo fratello"

Il diretto interessato non si scompose rispondendo per le rime, ma con una strana calma, alla frecciatina appena ricevuta; fu solo alla seguita affermazione di Theodore che si voltò.

"E se il mandante dovesse essere davvero tua madre, in tal caso come gestiresti la cosa sentiamo" gli sguardi dei restanti presenti si alternarono dall'uomo che aveva pronunciato la domanda, al fratello di Scofield: l'occasione di conoscere la risposta che sarebbe potuta arrivare, si dissolse per la chiamata del generale (sopravvissuto all'attentato alla sua vita, ma sfigurato in una parte del viso), il quale volle essere aggiornato riguardo i risultati che avevano ottenuto.

A telefonata terminata, a Bagwell, così come al resto della squadra, non era affatto sfuggito un particolare.

Il galeotto di Fox River si staccò dal bancone ed avanzò di un passo, sfiorandosi il mento con l'indice, mimando il gesto di pensare "Nel discorso mi pare che tu abbia omesso un semplice passaggio fondamentale, Lincoln: ovvero che Scylla è nella mani di mammina" avanzò ulteriormente fino a trovarselo frontalmente "In quanto affare di famiglia, come lo spiegheresti?"

How You Live Me "Prison Break"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora