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It's all my folt...

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Erano trascorsi due giorni da che era rientrato in possesso del libretto, sebbene ad un prezzo altissimo, ma grazie ad esso T-Bag riuscì casualmente a trovare dei messaggi nascosti, ma non ancora decodificati, al suo interno; complice la macchia di tè che aveva impregnato le pagine dopo che aveva rotto la tazza.

Ad interromperlo fu Trishanne che, affacciatasi dalla porta dopo aver bussato, lo avvisò di qualcuno che lo stava cercando.

Di fatto, dietro la donna comparve un tipo dai tratti orientali, munito di espressione fredda e per nulla incline a costruire rapporti amichevoli.

Questo non si degnò di stringere neppure la mano dell'uomo che aveva di fronte.

Il sorriso sulla faccia dell'ex detenuto scomparve all'istante e ritornò nervosamente quando lo sconosciuto, sedutosi sulla seconda sedia libera nella stanza, posò sulla scrivania una pistola "La mia merce doveva arrivare due giorni fa. Dov'è?" domandò quello, rompendo il silenzio ed aumentando però la tensione: il tono era piatto e neutro, ma lasciava comunque ben intuire la minaccia che si celava al di sotto.

"Dov'è cosa?"

"Signor Pfeiffer, non ho fatto un lungo viaggio per farmi prendere in giro. Mi dica dove si trova Scylla, e voglio saperlo adesso"

Bagwell, cercando di mantenere le acque più calme possibili, optò per una scusa, per quanto essa potesse risultare valida "Signore, sono a lavoro. Capirà che non posso parlare liberamente... mi dia una scadenza"

"Bene. Se lei mi consegna la merce entro oggi, io le consegnerò la somma pattuita" gli disse allora, l'uomo.

"Per tanto vorrei dirle che sarà possibile in..." facendo scrocchiare il collo, l'ex membro degli otto di Fox River non riuscì a terminare la frase.

"Mettiamola così: se mi consegna la merce entro un giorno riceverà il cinquanta per cento della somma. Se fra due giorni, il venticinque. Fra tre giorni... le faccio saltare il cervello. Ecco le scadenze a sua disposizione"

"Ehm... ma certo" balbettò T-Bag, ingoiando; rimase ad osservare con una smorfia il tipo mentre usciva dalla porta, così come era entrato, nel frattempo riflettendo di dover scoprire a tutti i costi le intenzioni di Whistler, se oltre alla mano non voleva perdere anche la testa.

***

Lincoln bussò alla porta della stanza; non ottenendo alcuna risposta decise di entrare lo stesso, e così facendo capì il motivo di tutto quel silenzio: Kelly, infatti, era addormentata sul letto. 

Il suo aspetto era leggermente migliorato, ma rimaneva ancora un leggero colorito scuro sotto gli occhi e pallido sulle labbra.

Dopo essere tornati, Sara aveva raccontato loro cosa era accaduto, provocando l'aumento della frustrazione del fratello di Michael verso Bagwell; non ne aveva la certezza, ma il primo indiziato era lui, visto anche il compito della ragazza di trovarlo, benché non avesse con sé il libricino.

L'uomo mosse qualche altro passo fino al bordo del letto e facendo attenzione a non svegliarla, passati i primi attimi di esitazione alzò una mano, sfiorandole appena la pelle della guancia destra; nel compiere tale gesto provò una strana sensazione dentro di sé, qualcosa che non provava dai tempi della sua vecchia fiamma, Veronica; la perdita della donna gli provocava ancora dolore, ma Kelly stava facendo germogliare qualcosa in lui, esattamente come una piantina che affonda le prime radici nella terra.

Era una gran testa calda, particolare a lui per nulla estraneo, ma era sicuro che infondo nascondeva un animo buono, solo pieno di sofferenza a causa di incontri con persone sbagliate. 

Sorrise quasi senza accorgersene.

Ebbe modo di conversare con lei nel bel mezzo della sua seconda entrata; stavolta, però si ritrovò faccia a faccia con le iridi chiare della sottoscritta.

How You Live Me "Prison Break"La tua prossima ossessione. Scoprilo ora