Big problem

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T-Bag avanzò nel luogo prestabilito per l'incontro; si guardò intorno, passandosi nervosamente la mano destra sul viso.

Del mandante del messaggio neanche l'ombra, almeno fino a quando una voce maschile dal timbro quasi piatto, alle sue spalle, lo fece voltare di scatto e sbarrare gli occhi.

"Mi fa piacere che tu sia venuto, Theodore. Spero che dover uscire da solo non ti abbia recato alcun problema. Non siamo due sconosciuti, accomodiamoci"

Bagwell non sapeva se considerare quelle parole come una semplice presa per il culo, ma quello di cui era consapevole era di non essere nella posizione favorevole per dire o fare gesti avventati; per cui si sedette a sua volta sulla sedia e mosse il collo in un gesto nervoso, mantenendo la calma "Mi dica generale: non è soddisfatto dei piccoli servizi che le sto rendendo? Se è così, le posso assicurare che lo sto facendo nella più totale discrezione..." accennò un finto sorriso che sparì così come era arrivato, davanti all'espressione impassibile del suo interlocutore.

"Sei uno che passa subito al dunque e ciò non toglie che sia un ottimo pregio. Tuttavia, il tuo difetto è che finisci per perderti in chiacchiere inutili e questo mi irrita non poco. Per cui cuciti la bocca e stai a sentire quello che ho da dirti" replicò schietto l'uomo anziano, con uno sguardo serio e senza ammettere obiezioni.

L'altro si limitò ad annuire, reprimendo dentro altra umiliazione che, se avesse potuto, gli avrebbe ben volentieri spiattellato in faccia sottoforma di un buco sulla fronte tramite l'utilizzo della sua arma prediletta.

Non solo a lui.

Inizialmente fungere da portavoce lo allettava, ma da quando la Compagnia aveva minacciato la madre, l'idea cominciava a calzargli piuttosto stretta.

"Come ti ho già detto e ti ripeto: i tuoi servizi mi sono stati utili, ma io sono un uomo sempre pieno di risorse"

"Che cosa vuole dire?"

"Voglio farti diventare ancora più efficace. In futuro potrebbero presentarsi dei sacrifici molto più grandi di questi da dover fare" rispose il generale Krantz, muovendo appena le mani intrecciate fra loro; l'ex detenuto aveva la ferrea sensazione che il punto principale della conversazione fosse appena arrivato e temette ciò che poteva arrivargli alle orecchie "Non credere che ho sempre avuto alla mia portata la fortuna. Ho spesso avuto dipendenti che mi hanno voltato le spalle... come tu e la dolce ragazzina con cui hai pensato di scappare" a quelle parole, Theodore serrò la mascella: mossa che fece ben intuire da leggeri movimenti delle labbra e delle palpebre che sbatté più volte; nello stesso momento avvertì un leggero dolore all'altezza delle sopracciglia a causa della rigidità che aveva assunto "Un mio uomo monitorava ogni vostra mossa. Ricorda, Theodore: non c'è pelo che sfugga da sotto il mio naso senza che io lo sappia" terminò l'anziano, abbassando il tono di voce.

Essere stati beccati era un grosso problema.

Il galeotto di Fox River riuscì ad intuire cosa stesse per chiedergli e sentirlo con le proprie orecchie non fece che peggiorare la situazione.

Il generale, infatti, proseguì subito "Di solito non io rivango il passato quando una faccenda è chiusa..." fece una breve pausa "Ma lei potrebbe essere di tutt'altra opinione se per errore venisse a sapere cose di cui la sua mente attualmente è all'oscuro. Considerato il suo carattere, non ho alcun dubbio che non le piacerà. Ingannata poi dallo stesso uomo che ama... quando vi ho mandato posta, ho scoperto alcune cose interessanti sul suo conto che potrebbero coinvolgere te in prima persona. Come pensi potrebbe reagire? Mh? Ma tutto potrebbe continuare come sempre, se dunque svolgerai il tuo compito al meglio. In più ti aggiungo una cosa: dal momento che Gretchen è fuori dai giochi, mi serve una sostituta" il capo della Compagnia non ricevette altro che una scia di mutismo carico di tensione e agitazione da leggere negli occhi.

Se a caratterizzare il suo stato d'animo era la preoccupazione, adesso si era trasformato letteralmente in una maschera di cera; una consapevolezza si fece spazio nella mente di T-Bag "Kelly?" sussurrò incredulo, aspettando la conferma della sua ipotesi.

"Esatto. Lei farà parte della mia organizzazione. Ha un buon carattere, adatto per questo lavoro. Certo, sarà da limare qualche dettaglio, ma ogni cosa a suo tempo. E tu non mi ostacolerai in alcun modo, anzi, sarai tu a convincerla"

"Come?"

"Hai sentito benissimo e conosci altrettanto bene le conseguenze a cui andrai incontro se non ci riuscirai. La minaccia a tua madre è solo un assaggio. Le foto servono più da incentivo per motivarvi verso il recupero di Scylla"

L'ex detenuto si portò la mano sulla bocca, sempre più allibito; guardò in alto, dando modo di far notare la sua preoccupazione e rabbia nel viso pallido e sudato; il petto si alzava ed abbassava a ritmi scoordinati, mentre le ultime parole del generale gli rombombavano insistenti nel cervello.

"Allora, abbiamo un patto, Theodore?" gli porse una mano, quest'ultimo.

***

Alex riuscì a trovare Lincoln ed a salvarlo appena in tempo da un attentato organizzato dalla madre di quest'ultimo, dopo che il figlio aveva scelto di non darle ascolto.

I due avvertirono T-Bag di recarsi a prenderli con il fuoristrada.

Riuscirono così a sfuggire alla polizia, non prima di aver preso il cellulare del cecchino che aveva attentato alla vita di Burrows.

***

Il generale rientrò nella limousine nera, prendendo posto accanto ad un suo dipendente.

"La ragazza e Scofield saranno ottime pedine: lei è testarda e decisa in quello che fa. Inoltre, la sua amnesia sarà proprio la pedina che ci farà fare scacco matto" commentò, afferrando un bicchiere di vetro e versandovi dentro del brandy.

"Sarà disposta a sottomettersi, Krantz?" espresse l'altro uomo, esternando i propri dubbi.

"Se ci saranno problemi basterà far cantare l'uccellino ed all'istante ubbidirà ai nostri ordini come una macchinina telecomandata. Ho un piano ben preciso per lei, ma ne sarai aggiornato a tempo debito..." il più anziano fece una breve pausa prima di riprendere il discorso, portandosi alla bocca il bicchiere "Per quanto riguarda Michael, lui possiede una delle menti più brillanti che abbia mai visto"

"Questa cercherò di non prenderla troppo sul personale" replicò il dipendente, in una nota sarcastica, provocando una risata da parte del suo superiore.

"Hai dimenticato che quel ragazzo ha trapanato la cassaforte nel tuo ufficio e ha copiato Scylla, d'altronde senza che tu te ne accorgessi. Credo che dovresti prenderla sul personale"

"Sarà vero, ma se la memoria mi assiste tu eri affianco a me"

"Se fossimo riusciti a convertirlo sarebbe stato come avere al servizio sua madre per altri tre anni" rispose sempre Krantz, mandando giù il sorso della bevanda alcolica.

Giunti ad un punto isolato della strada, il suo sottoposto ordinò all'autista della limousine di accostare sul lato della banchina sterrata; questo si tolse poi la cintura di sicurezza, il tutto sotto lo sconcerto del generale, il quale si accorse troppo tardi del tranello in cui era caduto, anche dalla propria cintura manomessa che gli impedì di liberarsi "Bene, io scendo. Quella è la mia macchina e questa è al tua fermata, vecchio" lo informò semplicemente, l'uomo, impassibile, scendendo dal mezzo e raggiungendo il complice.

A seguito di svariati tentativi, Krantz provò a tagliare la stringa con il cavatappi che aveva usato per aprire la bottiglia di brandy.

Nel frattempo, uno dei due uomini che si stavano allontanando nell'altra auto, premette un pulsante situato su un detonatore, a cui ne seguì istantaneamente una forte esplosione.

How You Live Me "Prison Break"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora