"Sei davvero sicura?"
Le ultime parole pronunciate da Lincoln prima che Kelly scendesse dall'auto, le attraversavano la mente come la corrente attraversava un cavo.
L'arrivo della guardia che scortava T-Bag nella sala per le visite, la distolse bruscamente dai pensieri, riducendola in uno stato di dura indifferenza.
L'uomo attese che il secondino gli togliesse le manette, per poi concentrarsi sulla visione della donna che amava: dallo sguardo vitreo e freddo come un masso di iceberg con cui lei lo puntò, tramite le sue iridi verde acqua, intuì che doveva aspettarsi una visita peggiore di quello che credeva; dopotutto, l'ultima volta che avevano parlato si erano detti tutto, o meglio, Kelly gli aveva detto tutto e la dimostrazione che sentì uscire qualche minuto dopo dalle labbra della ragazza, spense anche la minima ed impossibile speranza che lei avesse fatto una piccola eccezione sul non volerlo più rivedere.
"Sono qui solo perché devo chiederti di fare una cosa importante. Riguarda Sara" iniziò Kelly, accavallando le gambe sotto il tavolino ed incrociando le braccia sotto il seno: non voleva scambiare parola più di quanto fosse necessario con l'uomo che le aveva rovinato la vita, motivo per cui andò dritta al punto "Saprai sicuramente che è stata incarcerata nell'ala femminile di Miami-Dade. Krantz ha messo una taglia sulla sua testa, per cui deve assolutamente evadere prima che le accada qualcosa" Bagwell, per quanto potesse avere il cuore rotto in mille pezzi, dovette fare appello a tutto l'autocontrollo di cui disponeva e seguire il filo della conversazione, a quel punto fattasi interessante "Ma per farlo c'è bisogno che tu faccia scattare l'allarme antincendio, domani sera, alle sette" la mora si accertò comunque di usare un tono discreto: lì, così come in qualsiasi altra prigione, le orecchie erano molto attente e non potevano permettersi errori sciocchi.
Il suo interlocutore prese boccate d'aria a vuoto, passandosi la protesi sul viso, in seguito ingoiando: Michael Scofield, l'uomo dai mille volti, era disposto a rivolgere la propria attenzione sui suoi nemici pur di aiutare coloro a cui voleva bene.
Persino ad uno come lui.
Non aveva nemmeno un briciolo di coscienza per tutto quello che gli aveva fatto.
Meritava di soffrire esattamente come stava succedendo a lui.
L'argomento gli si ritorceva contro se pensava alla persona che in quel momento aveva davanti e che stava attendendo una sua risposta, ma rifletté che forse poteva ancora ribaltare il lato della medaglia.
"Farò tutto quello che serve se mi ascolterai, Kelly..." T-Bag appoggiò la mano destra su quella della donna che amava, che però la ritrasse senza preamboli come se si fosse scottata, lanciandogli un'espressione disgustata, che lo colpì dritto come un pugno all'altezza dello stomaco, facendogli mancare l'aria.
In occasioni diverse, Kelly gli avrebbe fatto capire quanto si fosse sentita a pezzi quando si era ritrovata lei nella sua stessa posizione, poco dopo che si erano ritrovati, ed aveva pianto lacrime di sangue pur di farsi ascoltare.
Tutto per una mascherata poi.
Bugie su bugie.
Si risparmiò di farlo perché tra loro due era tutto irreparabile, ormai, e non servivano più i giochetti.
Era tutto spento come la fiamma di una candela consumata.
"Sono disposti a pagarti" proseguì sempre la giovane, ignorando totalmente le parole del suo ex, seguendo, invece, le indicazioni che aveva ricevuto da Michael.
"Kelly..."
"Cinquemila, non di più" quest'ultima usò ancora una volta cautela nel parlare, non volendo porgergli ancora il coltello dalla parte del manico, dandogli il ruolo di chi doveva stare alle condizioni poste, e non fargli capire che loro non potevano permettersi un'ulteriore somma.
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How You Live Me "Prison Break"
FanfictionSEQUEL di: 'How You Met Me' 'We are captives of our own identity' Kelly è riuscita a fuggire da Sona, nel Panama, grazie al piano di Michael Scofield. T-Bag è stato lasciato in carcere insieme a Bellick ed al detenuto, fino a poco tempo prima più...
