Man of life

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Il gruppo si riunì attorno ad Alex, prossimo a scoprire la posizione dell'indirizzo della Barista; tramite il materiale recuperato da T-Bag e Don Self, il gruppo risalì non solo al suo nome,a anche al suo indirizzo.

"Quello è l'indirizzo di Tia, ingrandiscilo" indicò Don Self.

"Dunque" l'ex agente FBI seguì i tracciati della mappa sul portatile, si sfiorò il mento con il pollice e l'indice prima di indicare vari punti sullo schermo "Lei abita qui, lavora qui, e ieri ha usato la sua carta al Pelican club dopo mezzo giorno. Ha fatto spese in questo negozio dopo l'una"

"Quindi prima che il suo uomo scendesse dalla barca" fece notare Bagwell.  

"Lascialo parlare!" lo ammonì aspramente l'ex federale con la voce leggermente alterata a causa del cerotto nasale, ancora risentito per l'episodio di pochi minuti prima. 

"Lui era già in città?" chiese conferma Lincoln ad Alex, ricevendo una risposta affermativa.

"Allora vive al porto turistico" continuò T-Bag.

"Oppure indica che questo è un lavoro fatto dall'interno" s'intromise Gretchen, alle loro spalle, agitando una mano "Se è della Compagnia state facendo un lavoro inutile: non troverete mai il suo nome sulla lista dei passeggeri"

"Esatto. Stanno spostando Scylla per nave" riprese Donald.

"Per scoprirlo, non ci resta che andare lì e perquisire tutti i passeggeri" concluse Kelly, battendo con un colpo le mani.

"Esatto" riprese la donna dagli occhi di ghiaccio.

***

Uscirono a passo svelto dall'edificio, dirigendosi verso il fuoristrada grigio perla, parcheggiato poco lontano dal loft.

"Siamo in troppi, qualcuno dovrà sedersi in braccio a qualcun altro, o faremo la fine delle sardine in scatola..." bofonchiò T-Bag, inclinando la testa sul lato sinistro, inarcando un sopracciglio nel notare il ridotto spazio nel veicolo confrontato con la loro superiorità numerica "Altrimenti qualcuno dovrebbe restare"

"Dimenticatelo" lo ammonì il più robusto del gruppo, intento ad aprire la portiera di guida, senza neppure degnarsi di guardarlo in faccia.

"Tu di certo non ti sederai sulle mie gambe, Bagwell" replicò acidamente l'ex agente federale, prendendo subito posto nel lato sinistro dell'auto.

Gretchen alzò le mani, escludendosi a sua volta e seguendo Don, posizionandosi al centro.

Non seppe come mai, ma Kelly ebbe l'improvviso presentimento che di lì a poco si sarebbe verificato qualcosa di estremamente imbarazzante e probabilmente fuori luogo.

"Dai, la più esile di noi è lei. Che vi costa, salite, non sarà un tratto lungo. Sono sicuro che a Lincoln non dispiacerà, vero?" dichiarò infatti il loro, Self, indicando la giovane ed in seguito richiamando l'attenzione di Burrows, il quale, se non fosse stato per la fretta, gli avrebbe rotto nuovamente il setto nasale, perché, ovviamente, la frase pronunciata gli bruciava eccome.

La mora ingoiò un grumulo di saliva: evitò di concentrarsi sulle sue emozioni contrastanti come il sole con la tempesta ed alla fine si ritrovò per tutto il tragitto a sedere proprio sulle gambe del suo ex compagno.

Ogni millimetro del suo corpo era rigido come un paletto di ferro.

Fece ben attenzione a non fare movimenti bruschi, soprattutto perché era posizionata sopra qualcosa che poteva drizzarsi facilmente da un momento all'altro, le bastava sentire già un normale rigonfiamento premerle contro per mordersi la lingua; si aggrappò con le mani al poggiatesta del guidatore, fingendo indifferenza, benché nella sua mente stessero avendo luogo scene discutibili che nemmeno mettendoci tutta la forza di volontà riusciva a cancellare. 

How You Live Me "Prison Break"La tua prossima ossessione. Scoprilo ora