Cospiracy

146 4 16
                                        

Era da venti minuti che Bagwell non faceva altro che avanti e indietro per l'ufficio.

Kelly e Gretchen erano le uniche testimoni del suo infinito monologo: la prima era appoggiata al muro, a braccia conserte ed un'espressione neutrale; la seconda, invece, aveva optato per la sedia come posto dove trattenere la noia.

Ad un certo punto Gretchen si infastidì, agitando una mano mezz'aria "Non mi spiego davvero come la gente possa bersi cretinate del genere!"

"Diavolo, mi serve ispirazione! Così non mi aiutate sicuramente" si lamentò acidamente, lui, emettendo sonori sbuffi. 

Nello stesso istante, la porta del ripostiglio si spalancò e ne uscì Lincoln, di umore decisamente pessimo, causando sconcerto generale; senza curarsi di ciò che accadeva intorno a lui, l'uomo si diresse dritto dalla donna dagli occhi di ghiaccio e, afferratala senza delicatezza per un braccio, la costrinse a seguirlo.

"Lasciami subito!" protestò lei, invano, perché il più robusto le rivolse un muso duro quanto quello di un toro pronto a caricare. 

"O vieni, o ti butto dalla finestra. Scegli tu l'opzione che preferisci, a me vanno benissimo entrambe"

T-Bag intervenne per calmare le acque, o almeno ci provò, rischiando molto probabilmente di ricevere un pugno dritto sul setto nasale "Ehi, calma. Vi ricordo che questo è un luogo di lavoro"

Fortunatamente, sia Burrows che Gretchen si limitarono ad ignorarlo completamente, continuando a scambiarsi occhiate di sfida.

"Lincoln, che succede?"

"Un guaio" rispose acidamente il fratello di Michael, rivolto alla compagna, mentre si dirigeva nuovamente nel tunnel insieme alla sua nemica numero uno.

Calò un breve silenzio prima che l'ex detenuto, ancora immerso nelle 'prove', tornò a concentrarsi su di esse "Ora che ci penso, dov'è finito il ciccione?" scrollò le spalle "Tornando al discorso, diamine... a Fox River mi venivano fuori certe caramelle, ora invece mi sto arrugginendo..." la voce gli si spezzò di colpo, dopo ciò che sentì dire dalla sua ex.

"Bellick è morto"

Paralizzato sul posto, Bagwell mosse solo la testa di scatto verso di lei, boccheggiando, come gli fosse stato versato addosso un secchio di acqua congelata "Cosa?" riuscì a proferire a voce più bassa, ridotta ad un sussurro.

"Prova a dire un'altra stronzata su di lui, e ti giuro che è la buona volta che te la strappo quella lingua"

Kelly non poteva sapere cosa frullasse nella testa di Theodore dopo quella rivelazione; per il momento poteva solo basarsi su ciò che aveva visto nei trascorsi con l'ex guardia.

Non immaginava minimamente che il suo ex compagno provasse una certa tristezza per lui, che lo piangesse addirittura ed ovviamente, a modo proprio.

L'opinione della ragazza si ritrovò a dover cambiare quando assisté, da dietro la vetrata, proprio al discorso pronunciato da lui stesso davanti ad individui di alto livello, tutti seduti attorno ad un grande tavolo: lo osservò con un'espressione sorpresa per aver scoperto un altro suo lato nascosto, e per le parole che aveva usato nei riguardi di Bellick; sebbene il contesto fosse inventato, qualcosa di profondo ed interiore lo aveva caratterizzato per tutti quei minuti.

Ecco cosa la torturava: l'ago della sua bilancia mentale non pendeva da nessuna parte e per la prima volta avere l'equilibrio tra due opzioni non era positivo.

***

Trishanne aprì la porta davanti a sé, attese diversi secondi prima di stringersi nelle spalle e farsi avanti a passi lenti nell'ufficio di Don Self, udendo il rumore dei propri tacchi rimbombare nella piccola area illuminata solo dalla luce esterna proveniente dalla finestra alla sua sinistra.

How You Live Me "Prison Break"Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora