"Perché l'hai fatto Alex?" trovò il coraggio di domandargli la ragazza, rompendo il silenzio: era da un bel po' che era sprofondata nel mutismo, ormai divenuto insopportabile.
L'ex agente FBI si voltò per un istante verso di lei ed attese diversi secondi prima di risponderle "Perché tu mostrasti considerazione per me, quando non ne avevi motivo, Kelly. Non l'ho dimenticato. So come ti senti: tradita e ferita dallo stesso uomo che ti ha puntato contro la pistola. Ma dentro di te fai di tutto per addossarti la colpa per come sono andate le cose, pur di continuare a sperare che tutto possa tornare apposto"
Quelle parole fecero sgranare gli occhi alla sua interlocutrice: nonostante non avesse la facoltà di leggere nella mente delle persone, Alex le scrutava, perché aveva fatto centro.
Kelly non poté replicare nulla davanti a quella evidenza; sebbene l'uomo avesse saltato un recente passaggio molto importante che completava il quadro di parole.
Mentre parlavano, grazie al localizzatore in mano a Mahone, giunsero sotto la palazzina dove T-Bag aveva preso in ostaggio Michael e Bellick.
L'uomo le intimò di non parlare e tenne stretta una pistola tra le mani "Fa attenzione" le disse; con un movimento della gamba scoprì la porta già aperta, ma sfortunatamente con nessuno all'interno "Se ne sono andati a quanto pare" commentò con voce quasi delusa, abbassando l'arma.
"Alex" vagando per la stanza, Kelly raccolse dal pavimento un pezzo di carta a forma di gru e glielo mostrò "Potrebbe averlo lasciato Michael" dedusse, aggrottando lo sguardo alzato verso di lui.
Lui lo prese e sollevò una parte del cigno di carta, scoprendo il nome 'Gate' scritto su di essa, facendo loro capire dove avrebbero potuto trovarsi.
Raggiunto subito l'edificio, Mahone si introdusse nel ripostiglio alle costole di Scofield e Bagwell.
Dopo urla e schiamazzi, Michael e Alex non furono gli unici a tornare, infatti si presentò anche Don Self.
"Ti hanno lasciato a fare la guardia, Kelly?" quest'ultimo si accostò davanti all'anta della porta e corrucciò le sopracciglia "Però! Quel piccoletto ha un gran bel paio di polmoni per urlare in quel modo... allora, Bellick e la segretaria sono apposto. Terrò T-Bag in custodia fino a quando non troverete Scylla, poi renderò felice qualche finanziere in Illinois, ma poi... che diavolo è quella stanza laggiù?"
"Dove tengono il dispositivo che decodifica Scylla?" si fece avanti Alex.
"No" rispose il fratello di Lincoln "Questo lo pensava T-Bag. La strada per Scylla inizia solo da lì" indicò poi la spiegazione sullo schema dell'edificio disegnato sulla pianta "Qui è dove abbiamo rinchiuso T-Bag. Subito dopo il muro c'è un tubo di accesso che corre circa di trecento yard. Una volta percorso saremo arrivati, ed è qui che decodificheremo Scylla"
***
"Da quello che ho calcolato, avremo bisogno di un accesso continuato alla Gate... Kelly, te la sentiresti?"
"Si" rispose secca la giovane, in direzione di Michael, mentre camminavano lungo il marciapiede, appena fuori dalla Gate.
"Dovresti procurarti dei vestiti e documenti per spacciarti per un agente che deve rivedere i conti, così nessuno si insospettirà" propose Alex.
La mora annuì "Si va bene"
"Io ti procurerò tutto quello che ti potrà servire, Kelly" le assicurò Don Self.
Il suono di un cellulare interruppe la conversazione; tutti si guardarono intorno, inizialmente insospettiti, fino a quando non trovarono l'apparecchio telefonico ed una busta sotto il cestino della spazzatura posto lì vicino.
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How You Live Me "Prison Break"
Fiksi PenggemarSEQUEL di: 'How You Met Me' 'We are captives of our own identity' Kelly è riuscita a fuggire da Sona, nel Panama, grazie al piano di Michael Scofield. T-Bag è stato lasciato in carcere insieme a Bellick ed al detenuto, fino a poco tempo prima più...
