Kelly fu portata d'urgenza in ospedale dove venne immediatamente curata, prima che la ferita dovuta al proiettile peggiorasse ulteriormente.
Lincoln nel frattempo era seduto su una sedia nel corridoio da più di un'ora, in attesa di ricevere notizie sulle sue condizioni.
Si teneva il viso in entrambe le mani grosse, visibilmente stanco e provato da tutto quello che stavano vivendo.
Non era stato facile entrare visto che la ragazza adesso era considerata un'evasa, quindi, automaticamente una ricercata; ma la gravità della situazione si era rivelata di maggiore importanza.
Il cigolio di una porta che si apriva attirò la sua attenzione; sospirando Burrows lasciò libero il viso e si alzò dalla sedia.
"Come sta?" chiese all'infermiere appena uscito, schiudendo appena le labbra e appoggiando in contemporanea le mani sui fianchi.
Quello si abbassò la mascherina, tenne lo sguardo basso per diversi secondi prima di incrociarlo con quello dell'uomo che aveva davanti, emettendo un respiro profondo: le gocce di sudore che gli imperlavano la fronte fecero intuire la concentrazione per l'operazione effettuata "Fortunatamente il proiettile non ha intaccato nessun organo, ma ha rischiato un'emorragia interna. Poco più tempo che sarebbe passato e l'avremmo persa"
"Capisco"
"Ora è in coma farmacologico. Deve solo riposare, si riprenderà presto. Se vuole può entrare, ma solo per pochi minuti" spiegò con calma sempre l'infermiere, per poi congedarsi.
Dopo averlo ringraziato, il più robusto spostò le mani dai fianchi ad una sulla testa, avanzando verso il vetro provvisto di tendine verde acqua chiaro che dava sulla camera.
Ripensò a quanto successo solo pochissime ore prima, e gli sembrò tutto ancora inconcepibile, come se non fosse mai accaduto.
A seguito di tentennamenti, alla fine decise di entrare.
Richiusa la porta alle proprie spalle, trovò la giovane distesa sul letto, addormentata, con la testa lievemente inclinata ad un lato e la flebo inserita nel braccio sinistro, collegata ad una sacca trasparente: il colorito della pelle era ancora pallido, anche se meno rispetto all'inizio.
Non c'era mai stato un rapporto positivo tra loro due, anzi, non si era mai creato un rapporto, ma il fratello di Michael era rimasto sorpreso dal gesto estremo che lei aveva compiuto; per la prima volta la considerò con occhi diversi: non lo ammise, ma vederla in quello stato iniziò a smuovere in lui dei leggeri sensi di colpa per quello che le aveva detto in magazzino.
***
"Avrei dovuto metterle la cavigliera già da subito, maledizione!" esplose Self, seccato che il suo piano fosse andato a monte a causa dell'azione avventata della ragazza.
Ormai non aveva più senso richiederlo a lei.
Il leone doveva stanare la sua preda da solo.
***
Raggiunti Michael e LJ, prima di aprire bocca, Lincoln venne preceduto da Sofia che gli si piazzò davanti, bloccandogli il passaggio.
"Come sta la ragazza? Ce la farà?" gli domandò con fretta, animata dal timore che ciò che avrebbe potuto sentire non le sarebbe piaciuto affatto.
L'uomo annullò le sue paure dandole una risposta rassicurante, poggiandole una mano sulla spalla destra "Il medico ha detto che c'è stato il rischio di un'emorragia, ma è viva. Ce la farà, deve solo riposare"
La spagnola chiuse gli occhi, concludendo che sarebbe andata a vederla.
Lincoln spostò l'attenzione al fratello minore e notò che nella mano aveva un fiore di carta rosso leggermente rovinato, che contemplava con espressione corrucciata e amareggiata.
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How You Live Me "Prison Break"
FanfictionSEQUEL di: 'How You Met Me' 'We are captives of our own identity' Kelly è riuscita a fuggire da Sona, nel Panama, grazie al piano di Michael Scofield. T-Bag è stato lasciato in carcere insieme a Bellick ed al detenuto, fino a poco tempo prima più...
