Kelly proseguì a piedi, con un'espressione talmente corrucciata da non fare caso neppure se qualcuno tentasse di ucciderla.
Poco lontano due voci pronunciarono il suo nome, ma non si voltò neppure, proseguendo sulla propria strada.
"Kelly, allora hai trovato T..." Sucre l'afferrò per un braccio, ma non riuscì a terminare la frase ed ebbe a malapena il tempo di intravedere la faccia della mora, prima che quest'ultima gli assestò un pugno dritto sul naso.
Bellick rimase sconcertato dalla scena a cui si ritrovò ad assistere "Mio dio, Sucre... ma sei impazzita?" si rivolse poi alla giovane in tono più risoluto; pensò di essere il prossimo, ma fortunatamente ciò si limitò solo a parole sottoforma di grida.
"Non voglio più sentire nessuno di voi, voglio solo che mi lasciate in pace! Non mi importa di nulla, né se ci ammazzeranno, né se ci arresteranno, né di quella stra-maledetta Scylla!" gli occhi arrossati le emettevano bagliori pericolosi; così tirati da farle male sopra le palpebre.
L'ex guardia aiutò il portoricano ad alzarsi, ma quello ci riuscì benissimo da solo, mantenendosi il naso sanguinante "Compare, dimmi quello che vuoi, ma lei ha trovato quel maledetto figlio di buona madre... l'ha trovato, l'ha trovato eccome" commentò aspro, osservando la ragazza allontanarsi.
Poco dopo ricevettero una telefonata dall'ex compagno di cella dello stesso Sucre.
"Avete novità?
"Abbiamo setacciato dieci edifici, Michael, e non c'è traccia di lui... almeno non per noi..." riferì il ragazzo, faticando a parlare per via del liquido rosso che gli aveva imbrattato la mano e che ne alterava la voce.
***
Trishanne si prese il permesso di non bussare all'ufficio ed entrò, posizionandosi con le mani dietro la schiena, di spalle alla porta di vetro, con le iridi serie e sospettose come un falco.
Neanche lontanamente simili a quelle della prima volta in cui lo aveva visto.
"Allora" cominciò, attirando l'attenzione su di sé, avanzando a passi lenti e ponderati mentre il rumore dei tacchi risuonavano sul pavimento "Arrivano qui due tipi loschi, che d'altronde mi dicono di essere di un'assicurazione, e mi offrono la bellezza di dieci mila dollari. Il tutto per sapere dove sei tu. Aggiungendoci pure la dolce ragazzina, sicuramente non una cliente o imprenditrice... direi che è una bella tombola. Credo di aver appena catturato un folletto, non credi? Se non conosci la storia ti illumino subito su quello che il folletto è tenuto a fare: per cominciare, il tuo assegno di assunzione e ancora sulla mia scrivania... è un bel pentolone d'oro. O forse preferisci che io rintracci qualche amico al telefono?"
L'ex detenuto avrebbe sorriso apertamente se solo la donna non avesse tirato in ballo un particolare che fosse stato meglio per lei che evitasse.
Prima di rispondere all'affermazione, decise di chiarire un punto importante, non facendosi scrupoli ad afferrare violentemente la segretaria per un braccio, sempre con discrezione, tuttavia non preoccupandosi minimamente di strapparle un lamento strozzato e di ricevere in cambio un'occhiata fulminante.
"Mi fai male! Lasciami!"
Contrariamente all'esortazione, la stretta venne rafforzata, quasi da spezzarle l'arto, nemmeno fosse una coscia di pollo; nel farlo i visi diminuirono di lontananza fra loro "Attenta alle parole che usi, dolcezza, non stai parlando con un imbecille! Se ti va di giocare, bene, giochiamo! Ma ti avverto su una cosa che mi riguarda" ringhiò, le labbra si assottigliarono come uno spago "La leggenda dice che il folletto è obbligato ad esaudire qualsiasi richiesta di chi lo cattura, ma non dice neppure che il folletto non possa avere assi nella manica da usare, fin quando il richiedente si dimostri troppo avido. Sempre se rimanga ancora in questo mondo. Quindi ti consiglio bene di valutare le parole che usi e su chi coinvolgi nel gioco... credo di essermi spiegato abbastanza"
Trishanne non era una stupida e capiva molto bene quando nel discorso di un uomo era sottinteso qualcosa in più, ad esempio una donna; tentò ugualmente, sebbene fosse consapevole che quel passo avrebbe messo a rischio la sua incolumità "A giudicare dalle parole che tu stai usando adesso, direi che la faccenda va oltre il denaro. Permettimi un'osservazione: data la discussione accesa che tu e lei avete avuto, la questione risulterebbe con un particolare svantaggio per te" peccato che la segretaria non sapeva ancora che tipo di persona avesse davanti ed a cui aveva appena rivolto parole simili, oltre all'evidente superiorità di esperienza.
T-Bag era una persona estremamente intelligente e sapeva valutare perfettamente in che modo agire e in quali circostanze farlo.
Senza esitare, giocando ormai con le carte in parte scoperte, afferrò un taglia carta dorato e dando le spalle alla vetrata esterna, glielo puntò molto vicino al viso; fortunatamente per la ragazza quello per lei non era l'ultimo giorno di vita.
"Sarebbe un vero peccato sporcare questo bel ufficio di un rosso scarlatto. Perciò se non vuoi che i nostri beneamati colleghi debbano rimboccarsi le maniche per raccogliere un cadavere, ti conviene fare la brava" stavolta lui le rivolse un sorrido viscido, allontanandosi, per poi posare l'oggetto sulla scrivania, continuando a sfiorarlo con le dita, e osservandola riprendere fiato; a seguito di pochi minuti proseguì il discorso iniziale come se niente fosse "Allora" usò appositamente il termine usato da lei quando era entrata "Vogliamo stringere un accordo noi due?"
***
"Kelly!" Sara pronunciò con agitazione il nome della ragazza, per miracolo riuscita a tornare al quartier generale, raggiungendola dopo che questa si appoggiò al muro con difficoltà.
"Non hai affatto un bell'aspetto" constatò l'ex dottoressa di Fox River, tastandole la fronte pallida "Cosa ti è successo? Ti va di parlarne insieme?"
"Non... non..." balbettò la mora, avvertendo la pelle sudarle a freddo ed una sensazione orribile allo stomaco, pronta a tornarle su per la gola.
La Tancredi non fece in tempo a pronunciare ulteriore parola, perché dovette sostenere l'altra, la quale riversò a terra tutto quello che aveva nello stomaco, poco dopo scivolata a terra con le ginocchia; le labbra e la pelle del viso non avevano più differenza di colorito: entrambe bianche come la neve.
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How You Live Me "Prison Break"
FanfictionSEQUEL di: 'How You Met Me' 'We are captives of our own identity' Kelly è riuscita a fuggire da Sona, nel Panama, grazie al piano di Michael Scofield. T-Bag è stato lasciato in carcere insieme a Bellick ed al detenuto, fino a poco tempo prima più...
