GIORNO 10

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Quel mattino Erik lanciò uno sguardo all'orologio che segnava le 8.30, rendendosi conto che il suo amico non era ancora uscito dalla stanza di Chloe. Sbadigliò e sorrise, immaginando che entrambi stessero bene. Si preparò un caffè e mise una padella sul fuoco, iniziando a scaldarla. Rumori esterni attirarono la sua attenzione e, pensando ad una visita indesiderata, lanciò uno sguardo all'esterno, sgranando gli occhi poco dopo.
«Merda!» esclamò, lanciandosi sul suo passamontagna. Lo infilò nell'immediato e corse nella stanza di Chloe, aprendo piano la porta. Si avvicinò cauto a Caleb e lo scosse ripetutamente, cercando di non far svegliare la ragazza «Cal, svegliati, svegliati!» disse agitato, scuotendolo con più decisione.
Lui aprì riluttante gli occhi. «Ehi!» lanciò uno sguardo a Chloe.
«Joseph è qui! Esci immediatamente da questa stanza» gli disse a bassa voce.
«Cazzo...» si mosse pian piano e i due uscirono dalla stanza «cosa diavolo vorrà?» si gettò sul divano.
Scosse la testa, provando a calmarsi. «Mi farai morire di infarto prima o poi» sospirò, levandosi il passamontagna.
Joseph varcò la soglia poco dopo, recandosi dai due. Si accomodò senza salutare e lanciò uno sguardo a Caleb, con aria di sfida. «Dove sono i miei soldi?!» chiese, alzando un sopracciglio.
«Come scusa?» ribatté Caleb.
«La mamma della tua troietta ha chiesto di noi in tv. Dove sono i miei soldi?» chiese di nuovo, con un tono più minaccioso.
«Lascia perdere, Cal! Non sporcarti le mani per lui» disse Erik, poggiando una mano sulla sua spalla per tenerlo buono.
«Cosa cazzo stai facendo per desiderare i soldi?» ignorò il suo amico.
Erik si passò una mano sul viso, immaginando cosa stesse per succedere. «Cerchiamo di chiarire questa situazione ok? Dobbiamo solo prendere un accordo, non serve arrivare a questo» provò a dire, vedendosi ignorato da entrambi.
«Io?! Io ti ho permesso di portarla qui. Quindi, ora, tu mi dai la mia parte» sorrise beffardo «in caso contrario, mi troverò costretto ad usare le maniere forti con la tua puttanella da quattro soldi. Anzi, adesso che ci penso, le ho già usate» si prese gioco di lui, ridendogli in faccia.
Caleb non ci vide più e si fiondò su di lui, afferrandolo per la giacca. «Forse non hai capito che comando io. Tu non fai altro che ubriacarti e combinare casini. Perché dovrei darti una parte del denaro?».
«Perché altrimenti ti mando in galera, stronzo!» ringhiò «e mi fotto la tua mocciosa del cazzo. Non sai quanto godevo mentre provava a ribellarsi. Me lo ha fatto drizzare subito, sai?!» si leccò le labbra, senza smettere di fissarlo «ha proprio un bel fiore sotto quegli slip neri».
«Cal lascia stare, è nuovamente fuori di sé» Erik tentò di tirarlo via.
«Perché non te ne vai a fare in culo e ci resti?» lo scaraventò a terra «sei un verme schifoso e ai vermi bisogna schiacciare la testa».
Joseph si rialzò subito e gli andò vicino, afferrandolo per il maglione. «Tu non vali un cazzo!» gli sputò in faccia «mi sono rotto i coglioni dei tuoi giochetti, merda!» lo mollò, spintonandolo.
Si ripulì e gli andò addosso, sferrandogli un pugno in pieno viso. «Ti ammazzo, pezzo di merda» gli urlò con tutto il fiato in corpo «scopati la cameriera, scopati i tuoi nuovi amici, ma quella ragazzina non dovrai sfiorarla nemmeno con un dito».
«Cal, lascia stare» Erik lo tirò via, guardando Joseph che perdeva sangue dal naso «non è in lui, Cal» gli prese il viso tra le mani, provando a calmarlo.
L'uomo, non appena si rialzò, spintonò con forza Erik e sferrò a sua volta un pugno a Caleb, cogliendolo alla sprovvista, facendolo cadere di peso sul pavimento. «Rimettila in libertà e te la sfregio! Giuro che te la rovino e che l'ultima cosa che vedrà sarà la mia faccia mentre la starò scopando a dovere» gli urlò contro, barcollando all' indietro.
Caleb si toccò il volto e sputò sangue. Gli diede un colpo col piede e lo fece cadere sul pavimento andandogli addosso. «Tu non farai proprio nulla, perché io ti avrò ammazzato prima» gli mise le mani al collo stringendole e posò il ginocchio sul suo membro, premendo con forza.

Nel frattempo Chloe aprì gli occhi all'improvviso, sobbalzando. Udì quelle urla e i rumori e, d'istinto, si guardò accanto non trovando Caleb. Sentì un brivido percorrerle la schiena e si fiondò alla porta, provando ad ascoltare. Non appena le parve di sentire la voce di Caleb, batté con forza le mani alla porta, terrorizzata.
«Che succede? Cosa sta succedendo? Mi sentite?» batté ancora con più forza, travolta dalla disperazione. Non aveva idea di cosa stesse accadendo, ma il timore che Caleb fosse in pericolo la devastò.

35 DAYS OF YOUDove le storie prendono vita. Scoprilo ora