GIORNO 18

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Quella mattina, verso le 8.00 Erik usci di casa, per recarsi al casolare. Si guardò intorno per assicurarsi di non avere poliziotti alle calcagna e scorse la figura di Joseph dall'altra parte della strada. Lo seguì con lo sguardo e notò che stava leggendo un quotidiano, davanti al negozio di Clarissa. Sospirò rumorosamente e cambiò strada, arrivando a destinazione mezz'ora dopo. Poggiò le buste sul tavolo ed estrasse una confezione di uova, iniziando a scaldare una padella.
«Ehi, buongiorno!» Caleb fece capolino in cucina.
«Ciao principe azzurro! Hai trascorso una notte movimentata in compagnia della tua biondina?!» chiese, sogghignando.
«Solo coccole, sta tranquillo» gli diede una pacca alla testa «tutto ok in città?».
Scosse la testa, sospirando. «Senti Cal...» si voltò a guardarlo «non so quanto e se dobbiamo preoccuparci, ma...quel grandissimo stronzo di Joseph stava leggendo un quotidiano davanti al negozio di Clarissa. Ho ragione di credere che stesse assicurandosi che non lo stiamo fottendo!».
«Facciamo molta attenzione con Chloe. Potrebbe decidere di farci visita» sbuffò «non ha fatto un cazzo, combina solo casini, scompare e vuole i soldi. Non che io desideri averlo tra i piedi, anzi...».
Annuì. «Non possiamo farla uscire nuovamente, Cal! Se quel pezzo di merda si accorge di tutto, la prima a subirne le conseguenze sarebbe Chloe» sospirò, riprendendo a cucinare «avrei già mollato tutto se non ci fosse stato lui di mezzo. Fanculo il denaro, saremmo tornati tutti alla nostra vita».
«Tu puoi uscirne! Io me la caverò lo stesso» posò una mano sulla sua spalla.
«Ho come la sensazione che tu stia scherzando! Se non ti so al sicuro e se so che non lo è lei, io ti resto attaccato al culo, Caleb Jones».
Scoppiò a ridere. «Ok, ok! Mi dispiace» lo baciò sulla guancia «ti amo, mio adorato amico».
«Dovresti dirlo a lei quel 'ti amo' non a me» gli fece l'occhiolino «o hai intenzione di dirglielo tra vent'anni?!».
«Sarebbe un'idea» sogghignò «magari mi metto all'esterno e le faccio anche una serenata!».
Scoppiò a ridere. «Tu sei un pessimo cantante, Cal! Ma Chloe apprezzerebbe lo stesso» sospirò rassegnato, versando le uova strappazzate in tre piatti «dico sul serio, Cal! Impara a cogliere gli attimi. Fottitene delle conseguenze. Ormai ci sei dentro» gli consigliò.
Annuì. «Solo così riesco ad affrontare tutto questo gran casino» sospirò «vorrei restituirle al più presto la libertà».
«Lo so! E comunque andrà, vi ritroverete Cal! Non la perderai... Se è questo a preoccuparti, io sono sicuro che sarà così!» lo tranquillizzò, passandogli il piatto «tramite te, sto osservando quanto l'amore riesca a fare miracoli. Eri un bastardo con le donne. Tu non ti affezionavi a nessuna. Ti limitavi a dare loro il piacere, dedicando gran parte del tuo tempo a riscuotere debiti o a fare a pugni. Adesso, quando ti guardo, io non vedo più un fottuto arrogante che si preoccupava di non far entrare nessuno nel suo cuore».
Accennò un sorriso. «Quando mi guardo allo specchio, mi rendo conto che l'uomo da te descritto non esiste più. Quella micetta mi ha davvero stravolto!».
«Più che stravolto, ti ha decisamente fulminato!» gli passò il solito caffè, accomodandosi «mai avrei pensato che saresti arrivato a spendere tutti quei soldi, pur di acquistare un orso gigante. Per non parlare del tatuaggio!» fece una smorfia «per fortuna è ben nascosto da occhi indiscreti...Quelli di Joseph!» sogghignò.
«Ehi! Fino a prova contraria, non sono uno stupido» sbuffò «sono dovuto tornare a casa a prendere una parte dei miei risparmi, pur di pagare quel peluche gigante» sorseggiò il caffè.
«Lo so! Ed è per questo che penso sia impossibile per lei non amarti, Cal! Stai imparando a far parlare e agire il cuore» iniziò a mangiare «e comunque, ne sono geloso! A me non hai mai concesso una delle tue notti di fuoco!» fece spallucce.
«Ma tu puoi avermi quando vuoi» posò la testa sulla sua spalla «sarai sempre il primo per me, cucciolino adorato».
Lo fissò e scoppiò poco dopo a ridere. «Con me solo sesso estremo, ok?! Voglio poter usufruire del meglio!» scosse la testa divertito «ad ogni modo, non so ancora per quanto riuscirò a tenere a bada quella barista tutta curve. La sua scollatura diventa sempre più ampia» fece una smorfia.
«Cioè lei ti fa vedere la mercanzia e tu sei ancora qui a farti problemi?» lo fissò sconvolto «ma non ti ho insegnato nulla negli ultimi anni?».
Rise, dandogli una pacca sul braccio. «È stato il corso degli eventi a bloccarmi» fece spallucce «però di essere bella è bella. Ma non è quella per me! Ormai mi hai mandato in pappa il cervello con questa storia di te e Chloe! Sto iniziando a sognare anch'io» sospirò rumorosamente.
«Amore dolce...» lo prese in giro «però tra queste quattro mura non troverai nessuna. Cioè...io sono un caso a parte! Ma se vuoi possiamo rapire un'altra ragazza».
Gli lanciò un'occhiataccia. «Poi saremmo noi a chiedere di liberarci! È già complicato gestirne una, figuriamoci due! Ti ricordo che la tua vale minimo per tre!» sogghignò «ad oggi, non era meglio rapire una bambola gonfiabile?!».
«Nah! La bambola gonfiabile non ti soddisfa pienamente» rise «anche se quella micetta lì mi ha sfinito non poco!».
Fece una smorfia. «Un tempo stilavamo una lista con i voti per ognuna. Clarissa era un bell'otto pieno! Poi c'era Pamela alla quale davi solo sei e mezzo, Stephanie dalle qualità eccelse e Alexa dai gusti particolari. Ricordo che, quest'ultima, era parecchio impegnativa per te» sogghignò «io, invece, apprezzavo la sua sfacciataggine» fece spallucce «su Clarissa non ho mai potuto dare un parere. E ne vado fiero».
«Sicuramente Clarissa adesso è da dieci pieno! Come stronza, ovviamente».
Scoppiò a ridere. «Il problema non è lei. È quel coglione dal quale si fa scopare» sospirò «ad ogni modo, non ti chiederò di dare un voto alla tua gatta! Dopo, non potrei confermare o contrastare il tuo giudizio. Per farlo dovresti concedermi una notte» lo prese in giro.
«Lasciamola senza voto, ti va?» gli diede una botta al braccio, facendo traboccare un po' di caffè dalla tazza.
Tossì più volte, ridendo di gusto. «Sei per caso geloso, Caleb Jones?!» scosse la testa divertito, afferrando un fazzoletto per ripulire il tavolo «io stavo solo provando a farti essere più generoso. Ti avrei volentieri dato un parere sincero» fece spallucce, dandogli un colpetto con la spalla.
«Vado a portarle la colazione» mise il passamontagna in tasca «se Jo arriva, avvisami. Io le spiegherò la situazione».
Chloe sentì dei passi avvicinarsi e si alzò dal letto, andando vicino alla porta. Si posizionò per bene e attese che Caleb aprisse, per tendergli un agguato. Sentì la chiave nella serratura e, non appena lui aprì, lei gli si fiondò davanti.
«Buongiorno sequestratore!» urlò, ridacchiando poco dopo.
Sussultò, fissandola truce. «Ma come siamo simpatiche questa mattina!».
«Dopo tutte le mattine in cui mi hai svegliata con i petardi, ho pensato di ricambiare la tua dolcezza!» fece spallucce.
«Ma guarda, dovrei ringraziarti?» posò il vassoio sul materasso «ascolta...» si fece serio «oggi non posso farti uscire. Pensiamo che potrebbe spuntare Jo. Infatti sono venuto preparato» le mostrò il passamontagna.
Ebbe un sussultò, tornando seria. «Cal... Non voglio dover sentire nuovamente urla e spintoni. L'ultima volta, stavo per spaccare quella dannata porta che mi separava da te!» sospirò, sorseggiando un po' di caffè.
«Non accadrà nulla» le prese la mano accarezzandola «sicuramente verrà per sapere se ci sono novità».
Annuì, guardando la sua mano. «Non mi piace sapere che arrivi a trasformarti in una bestia, Cal! Quella vita non ti appartiene» osservò il suo tao sul polso e tornò a guardarlo «ho intenzione di fargliela pagare molto cara! Voglio che paghi anche per la tentata violenza».
«È tutto passato, Chloe» mise la sua mano sulla cicatrice «è quasi guarita» sorrise.
Si avvicinò, baciandogliela poco dopo. «Perché ti odia così tanto?!» gli accarezzò il viso, guardandolo con dolcezza «sono io parte della causa?».
«Assolutamente no!» le mise una mano sotto il mento «Erik dice che la sua è gelosia nei miei confronti. Ma non sono io quello perfetto. È lui quello totalmente sbagliato».
Lo ascoltò, rivolgendo uno sguardo al passamontagna. Lo osservò per alcuni secondi e poi lo prese tra le mani, accarezzandone il suo tessuto. Sospirò e si avvicinò di più a lui, infilandoglielo senza fretta. Restò in silenzio di fronte a quella immagine, e notò in Caleb stupore per il gesto, continuando a guardare i suoi occhi e le sue labbra.
«Ho amato questi occhi, ancor prima di conoscere il tuo viso» poggiò entrambe le mani sul quel volto coperto e lo portò verso di sé, toccandogli le labbra con le sue, senza baciarlo «ed ho amato questa bocca, ancor prima di poterne conoscere il sapore» sussurrò contro di esse, chiudendo gli occhi «io non voglio che tu sia perfetto per tutti... Perché tu sei perfetto per me» susseguì, ricordando quei giorni.
«Non mi importa degli altri! Possono pensare quello che vogliono» la afferrò e la baciò con passione.
Chloe si mise sulle sue gambe, ricambiando quel bacio con la stessa intensità. Accarezzò quelle labbra con la lingua e ci soffiò su, mordendogliele con delicatezza. «Oh, Cal... Tu stai facendo impazzire il mio cuore. Io ho bisogno che tu sappia cosa sei per me. A prescindere dal nostro futuro» baciò il suo viso attraverso il tessuto, e posò dei baci anche sui suoi occhi, stringendosi forte a lui «non voglio che ti accada nulla di male».
«Cal!» li interruppe Erik, bussando con insistenza alla porta. Chloe sussultò, staccandosi immediatamente da lui.
«Cal, sarà meglio che vieni di là» susseguì lui, insistente.
«Merda!» si alzò in fretta e furia e uscì di lì «che succede?» si sfilò il passamontagna dopo aver chiuso la porta.
Erik lo fissò, indicandogli la cucina con lo sguardo. «È gia dentro!» esclamò a denti stretti, sospirando.
Sbuffò, andando in cucina. «Cosa vuoi da qui?» gettò il cappuccio sulla tavola.
«Cosa siete diventati esattamente voi due?!» Joseph indicò i due, tenendo tra le dita una sigaretta «una specie di Bonnie e Clyde?!» rise beffardo, gettandosi di peso sul divano «mi mancava l'odore di Chloe».
«Se vuoi, ho da offrirti l'odore del sangue» chiuse la mano in un pugno «il tuo!».
«Come siamo aggressivi...» scosse la testa divertito, mentre Erik lo fissava con disprezzo.
«A cosa dobbiamo questo ritorno? Clarissa ti ha anticipato la chiusura delle sue gambe?» disse lui, minaccioso.
«Fino a prova contraria, io sono esattamente dove devo essere!» lanciò uno sguardo a Caleb, mettendosi più comodo «prima mi stavo giusto chiedendo come mai quella troietta è ancora tutta intera! Avevamo detto che, in caso di mancato riscatto, avremmo iniziato a seviziare la cagna».
«Come scusa? Da quando ci saremmo trasformati in vermi come te?» cercò di non saltargli addosso «noi non faremo proprio nulla! Sono solo minacce per far muovere il culo a quell'uomo».
Si alzò, sbattendo sul tavolo il quotidiano che aveva riposto nella tasca posteriore del jeans. «Non mi sembra che qui ci sia scritto quanto si sta cacando sotto per le tue minacce» aspirò la nicotina, gettandogli il fumo sul viso «ho paura che devi iniziare ad usare metodi alternativi, Caleb Jones!» lo guardò dritto negli occhi «Samantha ha lo stesso culo sodo della tua micina» proferì, avvicinandosi al suo orecchio «torna a casa tardi, sai? Tutta sola e indifesa».
Lo spinse via. «Non ti puoi limitare ad aspettare i tuoi cazzo di soldi?» gli urlò contro «non ho paura della galera. Ma non ci finirò con la reputazione di un porco schifoso! La tua reputazione».
Barcollò all'indietro, poggiandosi al tavolo per non cadere. Erik afferrò il braccio del suo amico e lo tirò via da lì. «Cal, lascia perdere! È solo un pezzo di merda, non sporcarti ancora le mani per lui» provò a calmarlo, indicando l'uscita a Joseph «ti sto dando la possibilità di uscire con le tue gambe, stronzo! Non farmene pentire».
«Ascoltami bene, grandissimo bastardo» Joseph si rimise in piedi, tornando di fronte a Caleb «per ora terrò l'uccello nei pantaloni. Ma bada bene a non fare il furbo con me! Perché, se scopro cose spiacevoli, poi sarò costretto a far molto male a quella troia di Samantha» lo guardò minaccioso, spingendololo via poco dopo, per recarsi all'uscita «ci vediamo presto, Caleb Jones! E assicurati di tenere sempre sott'occhio la tua puttanella. Non vorrei che tu ti ritrovassi a piangere sul suo cadavere» gettò la cicca ancora accesa verso le scarpe di Caleb, colpendogli la suola. Gli sorrise cinicamente e si voltò, recandosi all'uscita fischiettando.
«Non lo sopporto più!» esclamò quando furono soli «vorrei che tutta questa storia fosse finita!» si portò le mani nei capelli esasperato.
Erik gli strinse una spalla con la mano, scuotendo la testa. «È solo un coglione, Cal! Lui pensa di poterti minacciare su cose alle quali sa che tieni! E Chloe è una di queste».
«Se scoprisse tutto quello che c'è tra noi...» si bloccò, non riuscendo a continuare.
«Se lo scoprisse, gli taglierei volentieri la gola!» rispose, sentendosi pervadere dalla rabbia «vorrei che marcisse in carcere, quel figlio di puttana!» sbuffò.
«Sta calmo, tu mi servi fuori!» gli diede alcune pacche sulla spalla «almeno sappiamo che per oggi non si farà vedere ulteriormente! E io potrò godermi la mia adorata vittima sacrificale».
Lo guardò e scoppiò in una grassa risata. «E all'improvviso Chloe diventa un maiale con la mela in bocca» gli diede un calcio sul sedere, senza fargli male.
«Penso che riferirò alla micetta, che l'hai trasformata in una porchetta».
Spalancò la bocca, fissandolo truce poco dopo. «Sei davvero uno stronzo, Caleb Jones! Sai, penso che dovrei riferirle di quanto ti eccitava immaginarla con le brasiliane, ancor prima di farci sesso sfrenato!» lo punzecchiò.
«Beh, non sarebbe una novità per lei! Va pure...» lo invitò con un mezzo inchino
Scosse la testa divertito. «Ovvio! Non è difficile capire che sei davvero un porco. Secondo me, all'inizio Chloe ti eccitava persino con le corde ai polsi» sogghignò.
«Nah! Era troppo vestita» sogghignò e andò da lei. «Micetta, il pericolo è scampato!».
Si voltò immediatamente, facendo un sospiro di sollievo. «Sono stata male in questi minuti di assenza!» gli osservò attentamente il viso, per vedere se avesse segni di colluttazione «grazie per non esserti abbassato al suo livello» sorrise teneramente.
«Lo ammazzerò in un altro momento!» sorrise «ascolta! Ho bisogno che mi racconti di più di tua madre. Devo sapere come muovermi con lei...devo proteggere anche lei. E solo tu puoi aiutarmi!».
Lo guardò stranita. «Cal, cosa sta succedendo? È in pericolo anche lei?» chiese, iniziando a preoccuparsi.
Serrò la mascella, senza dire nulla.
Spalancò gli occhi. «Oh, Cal! Ti prego, no!» proferì, sconvolta «lei non c'entra nulla! È stato lui, vero? È lui il problema! Ti ha minacciato o detto qualcosa su di lei, Cal?».
«Chloe, ti prego!» la afferrò per le braccia «dimmi qualcosa sul loro rapporto! Devo spingere tua madre a convincere tuo padre».
Si passò una mano sulla fronte, iniziando a pensare. «Non sono in buoni rapporti, Cal! Ma lei sa sicuramente molto più di me su di lui» disse, guardandolo negli occhi «c'è qualcosa di lui che non ha mai voluto che io sapessi. Credo riguardi il suo denaro».
«In che senso?» corrugò la fronte.
Scosse la testa. «Non lo so! So solo che mia madre non ha mai potuto fare molto, in quanto lui la ricattava continuamente a causa mia. Li sentivo litigare spesso e lui, tutte le volte, le diceva di tacere o mi avrebbe allontanato con la forza dalla California, mandandomi chissà dove, senza che lei potesse più avvicinarsi a me».
«Cosa cazzo nasconde quel verme?» iniziò a muoversi nervosamente per la stanza «non sai altro?».
«Non so nient'altro! Lui si arricchisce continuamente, facendolo nel modo più pulito» fece spallucce «eppure, non credo sia esattamente così».
Sbuffò. «Va bene. Troveremo una soluzione con Erik» la abbracciò «Jo non si avvicinerà a tua madre, te lo prometto!».
«Cal, non voglio che tu ti metta in pericolo! Non potrei accettarlo» accarezzò il suo viso, impaurita «quel mostro è cattivo, malvagio e senza scrupoli. Proteggila, ma cerca di farlo tornando sempre da me... Vivo!» sospirò angosciata.
«Fidati di me» la baciò «me lo fai un sorriso?».
Lo fissò e poi gli dedicò uno dei suoi sorrisi più dolci. «Ho bisogno che tu ci sia!» si strinse a lui, baciandogli il collo più volte «e ne ho bisogno... Perché non potrei più esistere senza di te» fece un grande respiro, tornando a fissarlo «i-io..io mi sono innamorata di te, Cal! Io sono perdutamente, follemente, pazzamente, innamorata del tuo essere. Ho provato a dirtelo in tutti i modi, ho provato a dirtelo anche quando ti arrabbiavi e mi allontanavi da te. Io ti amo infinitamente, Cal! Ti amo e non ho più motivi per non dirtelo. Sin dal primo istante, qualcosa mi ha portata verso di te. All'epoca, non potevo sapere che dopo alcuni giorni avrei amato il mio carnefice. Io ti ho amato, non appena ho conosciuto il tuo viso. È stato lì che il mio cuore ha iniziato a mandarmi segnali. Più ti avvicinavi, più io perdevo la testa. Più mi allontanavi, più io morivo dentro! A me non interessa del futuro. Io continuerò ad amare la tua anima, finché avrò vita! E so, Caleb Jones, che né tu né ciò che accadrà potrà impedire a questo cuore di non battere per te!» fece una pausa, sentendosi finalmente libera «fino a ieri, fino a quando non ci siamo uniti, io avevo paura di esternare questo sentimento. Avevo timore a dirti queste semplici due parole. Ma ad oggi, io non posso più evitare di dirti quel ti amo che meriti di sentirti dire. Non sarò perfetta, non avrò molti anni alle spalle, forse ti sembrerò la storia del momento, ma tu resterai con me, ovunque io andrò. Tu resterai in ogni mio respiro, in ogni mio battito, in ogni mio passo. Non ho bisogno del tuo amore per amarti. Io so che ti amerei allo stesso modo, anche se ci dividessero per vent'anni. Non voglio più nascondermi dal dirtelo. Io voglio solo potertelo dire».
«Oh Chloe!» la strinse forte a sé «cosa ho fatto per meritare il tuo amore?».
«Tutto quello che un uomo può fare per una donna, Cal!» gli sussurrò all'orecchio, baciandogli il lobo poco dopo «tu sei il ragazzo burbero che sa proteggermi. Tu sei la stessa persona che, per rendermi felice, si è messo a gonfiare ventidue palloncini, pur odiando i compleanni. E sei lo stesso che si è privato di una gran parte del denaro, per acquistare un orso gigante» accarezzò i suoi capelli con dolcezza «tu non permetterai mai che mi accada qualcosa. Ed è questo che fa di te l'uomo migliore che potessi desiderare».
«Sei così splendida! Per le altre sono stato solo sesso. Si vantavano di essere state col famoso Caleb Jones» infilò le mani nei suoi capelli «ma tu mi fai sentire diverso. Mi fai stare bene» le stampò piccoli baci su tutto il viso.
«Io però posso vantarmi di essere entrata nel cuore di Caleb Jones!» ridacchiò, lasciandosi coccolare «ti amo, amore mio! Ti amo tanto» strofinò il naso contro il suo «anche se ti lamenti sempre della mia linguetta».
«Mh, ci si abitua però!» la prese in braccio, portandola sul letto «il mio cuore ti apparterrà per sempre».
«Ed io so che anche per te sarà così. Avrai sempre il mio amore dalla tua parte!» si strinse a lui «anche se non me lo dici, io so che provi qualcosa di forte» sorrise teneramente «e mi basta questo! Non vorrei che l'amore ti rendesse meno spaccone e più orsetto» lo punzecchiò.
«Non sia mai! Io sono una bestia» iniziò a palparla «di che colore sono gli slip oggi?» sollevò l'elastico del pantalone, sbirciando.
Schiaffeggiò la sua mano. «Lei è un vero porco, signor sequestratore!» poggiò la testa sul cuscino, osservandolo divertita «può sempre usare la sua immaginazione... So che quella non le manca di certo».
«Ma a me non piace immaginare» infilò la testa sotto la sua maglia, lasciandole tanti baci «interessante...».
Rise divertita, accarezzando la sua testa attraverso il tessuto. «Per lo meno, qui non è presente del silicone, Mr Jones! Una vera novità per lei».
«Vediamo se è vero!» infilò una mano sotto il reggiseno «oh, hai ragione».
Ridacchiò. «Sai, penso che dovresti tatuarti qualcosa di più serio, adesso che ami palpeggiarmi ed io ti ho confessato il mio sentimento» fece una pausa «non so, qualcosa del tipo 'proprietà di Chloe Morgan'».
Scoppiò a ridere, uscendo la testa. «E dove dovrei tatuare il messaggio?».
«Magari...lì sotto! Così da mettere sin da subito le cose in chiaro» fece spallucce «la sincerità è tutto, Mr Jones!».
«Facciamo un patto! Se lo faccio io, lo fai anche tu» sogghignò.
Lo fissò, scoppiando a ridere. «Quindi, suppongo tu sia geloso, Caleb Jones!» gli morse il labbro inferiore, tirandolo verso di sé. Gli prese il viso tra le mani e lo baciò con passione, prendendosi tutto il suo sapore «ho bisogno di tenerle lontane da te. Quello mi sembrava il metodo più efficace, dal momento che non ci sono io a proteggere ciò che è mio» spiegò.
«Allora poi andremo dal mio tatuatore di fiducia!» strofinò il naso con il suo «sei proprio una micetta furbetta».
«Tu non mi farai del male, Cal! Anche se sono qui e tu libero di conoscere tutte le donne presenti in città, io so quello che c'è tra noi» mordicchiò il suo naso «io ho sentito il tuo cuore battere ad unisono con il mio. Le nostre anime si sono toccate fino a poter esplodere» gli posò dei baci agli angoli della bocca «se solo tu ti avvicinassi ad un'altra, io lo capirei immediatamente. Lo capirei da come mi guarderesti».
«Sarebbe impossibile!» sorrise «possono anche spogliarsi di fronte a me. Io sono ormai inebriato dal tuo profumo e dal tuo sapore».
«È per questo che ti amo, Caleb Jones!» gli morse il mento, baciandoglielo poco dopo «magari... se possiamo evitare di farle spogliare, prima di rifiutarle, sarebbe meglio!» fece una smorfia «ti ricordo che io graffio molto se voglio!» mise una mano sotto la sua maglia, graffiando la sua schiena «ed io posso fare molto male» sussurrò al suo orecchio, tirandogli il lobo con le labbra.
Fece una smorfia, inarcando la schiena. «Che paura questa gattina».
Ridacchiò. «Faresti meglio ad avvisarle tutte, allora!» accarezzò la sua pelle con le dita, percorrendo la sua spina dorsale, i suoi fianchi, le sue spalle. Lo riempì di baci sul viso e tra i capelli, coccolando quell'uomo tanto forte quanto immensamente fragile «sei il mio amore, Caleb Jones! Tu sei diventato parte di me. La parte migliore... Quella più vera e pura del mio essere. Resterai nelle mie vene, finché avrò vita. Finché potrò avere respiro, quel respiro sarà per te!» sussurrò, portandolo contro il suo petto, per stringerlo forte.
Ed era esattamente così che Chloe si sentiva, ora. Finalmente libera di poter amare Caleb, senza alcun timore o paura. Era riuscita a dirgli quel ti amo tanto desiderato, senza aspettarsi nulla in cambio. A lei bastava che lui sapesse di essere amato e di non essere più solo. Perché, qualunque cosa fosse accaduta, Chloe avrebbe protetto il suo sentimento, avrebbe protetto lui e quello che si era creato tra loro. Dentro il suo cuore, la ragazza era consapevole che Caleb provasse qualcosa di forte. Ma per poterlo amare, lei non necessitava del suo amore. Chloe avrebbe continuato a donargli la dolcezza, la passione, il desiderio, indipendentemente da tutto e tutti. Avrebbe amato infinitamente quell'uomo, anche se ci sarebbero stati anni a separarli. Ora, che tutto finalmente prendeva forma, Chloe si sentiva libera e sicura di ciò che la legava al suo uomo. E se intorno a loro appariva tutto sbagliato, quel sentimento era la cosa più giusta che potesse arrivare. Era tutto ciò che avevano e che li avrebbe uniti per il resto della vita. In una realtà immensamente incerta, Caleb era la sola certezza di Chloe.
E così sarebbe restato per sempre.

(PERDONATE LA LUNGA ASSENZA, MA ALCUNI IMPEGNI PERSONALI CI HANNO COSTRETTE A METTERE PER UN ATTIMO DA PARTE LA NOSTRA STORIA...MA ADESSO SIAMO TORNATE)

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