Cassandra's Pov.
-Si accomodi signorina Black- disse la Umbridge mentre entravo nel suo ufficio. Per mia sfortuna, quello che un tempo era un ufficio dai colori sobri, adesso era un ufficio dalle mura color rosa pastello e con piattini con foto di gatti e tutto il resto andava sulle sfumature del rosa.
In poche parole, il mio stomaco avrebbe voluto così tanto vomitare, che sentii il cibo di capodanno salirmi in gola.
Mi sedetti a una delle sedie che c'erano davanti alla scrivania e guardai quella donna vestita in un vestito color pesca. Poi si girò verso di me.
-Non mi è piaciuto per niente il suo comportamento di oggi, signorina Black. Quella minaccia che mi ha rivolto, è stata davvero infida- disse mentre si avvicinava.
-Sono una Serpeverde professoressa, cosa si aspettava?- dissi mentre lei faceva una smorfia di rimprovero, si mise davanti a me, piegando di poco il collo per arrivare alla mia altezza. -Ancora questa insolenza, signorina Black? Allora credo che dovremmo passare alle maniere forti, non crede anche lei? Userò lo stesso metodo che si usa tra le famiglie Purosangue, lo stesso che usavano su suo padre quando era giovane. Forse a lui non è servito per tenere la bocca chiusa, ma probabilmente a lei servirà- disse la Umbridge.
Mi irrigidii, il problema era che io sapevo come funzionava tra le famiglie Purosangue antiche come la mia e principalmente si usavano le maledizioni Cruciatus e raramente i pugni e i calci. Avevo ricordi sulle maledizioni, una volta un ragazzo del Ministero lo usò contro suo fratello mentre noi stavamo per caso passando nello stesso corridoio. Avevo si e no cinque anni ma lo ricordavo bene.
Non credevo che questa vecchia strega si mettesse ad usarle per una minaccia che non l'avrebbe neanche fatta andare in galera.
-Faccia pure, allora, professoressa- dissi alla fine. Lei sembrò sconvolta, come se non si aspettasse una mia possibile risposta di questo genere, ma poi estrasse la bacchetta e me la puntò contro.
Avrebbe fatto male, ne ero consapevole, ma che cos'era un po' di dolore per una come me, che sopportava i dolori pre e post trasformazione? Nulla di abbastanza potente da uccidermi.
-Bene signorina Black, iniziamo. Che ne dice se parliamo un po' di suo padre, mentre la punisco?- disse prima di fare uno stupido sorrisino, strinse la bacchetta tra le dita e poi arrivò la prima maledizione -Crucio.-
Urlai per la forte scarica di dolore al petto e allo stomaco. Mi accasciai a terra, cadendo dalla sedia, ai piedi della mia professoressa di Difesa contro le Arti Oscure.
-So, che voi prefetti sapete di quest'organizzazione di Potter, quindi mi dica tutto quello che sa, oppure non sarò clemente come lo sono stata adesso- disse la Umbridge dopo qualche minuto in cui io avevo continuato ad urlare.
Il dolore cessò e io sputai del sangue sul pavimento, provocando un sonoro sbuffo da parte di quella vecchia megera.
-Non so niente- dissi tra i denti mentre cercavo di mettermi seduta, -E anche se sapessi qualcosa, non lo direi di certo a una donna come lei- ringhiai.
Lei ghignò e fece spallucce.
-Peggio per lei, Black. Crucio!-, urlai un'altra volta, cadendo e sbattendo la testa contro uno degli scaffali della libreria. Strinsi pugni continuando ad urlare, mentre la Umbridge lanciava un incantesimo in modo che nessuno potesse più sentirmi
-Glielo ripeterò un'altra volta, Black-, strinse la bacchetta aumentando la forza della maledizione senza perdono, -Lei sa cosa Potter sta combinando, non è vero? Perché non me lo dice? Non dovrà più essere punita, capisci Black? Dimmelo, ora- disse la Umbridge mentre io continuavo a dimenarmi a terra, cercando invano di poter sfuggire al Cruciatus.
-Non so niente!- urlai poggiando la testa al pavimento.
Il dolore si fermò di botto e io mi misi sdraiata a pancia in su cercando di respirare più aria possibile mentre i polmoni mi bruciavano nella cassa toracica.
-Ha un'ultima possibilità, signorina Black, non faccia lo stesso errore di Harry Potter- disse la donna.
Vedevo tutto rosso, sentivo la presenza dei piedi della Umbridge vicino al mio corpo.
Non riuscivo a vedere niente che non fosse il soffitto di quell'ufficio.
La Umbridge rientrò nella mia visuale, -Allora?- mi chiese e allora feci una cosa tremendamente da Ted ma che volevo fare da tanto.
Le sputai del sangue in faccia e appena lo feci mi sentii decisamente meglio.
Lei schifata tolse il sangue dal viso.
-Lo prendo come un no- disse.
Ted's Pov.
Dopo averle disinfettato le ferite, averle bendate e aver messo a letto Cassandra, sospirai.
Quando avevo sentito il piagnucolio del lupo di Cassandra ero corso subito da lei, perché avevo capito che c'era qualcosa che non andava, e così avevo trovato Cassandra nel suo Animagus nel vecchio bagno delle ragazze mentre Mirtilla Malcontenta cercava disperatamente di non guardare le sue ferite.
E adesso mentre Cassandra stava dormendo nel mio letto nel mio dormitorio di Grifondoro, mi chiesi se fosse davvero giusto lasciare quella vecchia megera ancora qui dentro, così feci la prima cosa che mi venne in mente, una cosa molto da Cassandra.
Mi avviai verso l'ufficio del professor Silente, che probabilmente a quest'ora, le otto passate, stava leggendo un libro seduto sulla sua scrivania.
Quando superai il gargoyle e arrivai davanti alla porta del suo ufficio, rimasi per un attimo a riflettere se fosse la cosa giusta.
Poi la porta si aprì e rivelò Severus Piton con un'espressione inviperita che stava per uscire.
-Lupin- sputò il mio nome con molto più veleno del solito. -Professor Piton, dovrei parlare con lei e il preside, è una cosa urgente- dissi e lui meno incazzato di prima rientrò dentro l'ufficio e fece entrare anche me.
-Lupin ci deve dire qualcosa, Silente- disse Piton e Silente annuì sorridendomi.
-Ho saputo della vostra relazione con la signorina Black, congratulazioni! Ora parla pure Ted- disse Silente e io annuii.
-Inanzitutto la ringrazio e poi devo dirle che Cassandra oggi ha subito una punizione con la professoressa Umbridge ed è "tornata" ricoperta di sangue- dissi facendo le virgolette su "tornata" e i due professori si guardarono negli occhi.
-Che vuol dire quel tornata, Lupin?- chiese alla fine Piton e io deglutii al ricordo di Cassandra con il viso tumefatto e sangue che usciva dalla sua nuca e dalle nocche delle sue mani, per non parlare del rumore di ossa che avevano fatto le sue gambe quando avevo provato a metterla in piedi.
-Cassandra non è veramente tornata, mi ha chiamato sotto forma di Animagus e ho seguito il suo odore fino al vecchio bagno delle ragazze al secondo piano e l'ho trovata lì in una pozza di sangue. Mi ha chiesto di non dirvelo, ma non so se ha fratture o ossa rotta e se non vengono prese in tempo, il lupo le farà ricrescere nel modo sbagliato- dissi e Silente annuì e si alzò in piedi. -Dove si trova la signorina Black ora?- chiese l'uomo più vecchio, -Nella mia stanza, sta dormendo- gli risposi.
-Faremo in modo che lei non sappia che siamo venuti a saperlo, Ted. Se la signorina Black non vuole che noi sappiamo qualcosa, noi faremo finta di non sapere. Adesso, accompagna me al tuo dormitorio mentre Severus andrà a preparare qualcosa per Cassandra- disse Silente.
E lo accompagnai al mio dormitorio.
NOTA AUTRICE:
Ehilà gente, mi spiace per non aver pubblicato ieri ma me lo sono scordata ¡¬¡
Grazie per chi continua a leggere le mie storia<3
Stellina se ti piace il capitolo!⭐
-Moony
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Friends || Cassandra Black&Ted Lupin
FanfictionDurante l'estate del quinto anno di Harry, tornano Lily e James Potter con due ragazzi. I figli degli altri due Malandrini. Cassandra Black, figlia di Sirius e Elia McNair, è una delle studentesse più educate e studiose di Hogwarts; per questo infat...
