Capitolo 42 - Mi odi?

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Pov Seokjin

"Ma dove cavolo è?" sbuffai esasperato. Non trovavo il termometro da cucina. Il mio coinquilino aveva detto che ne avevo uno, ma non avevo la minima di dove potessi averlo cacciato. Mannaggia, odiavo non ricordare niente.

In generale mi faceva sentire incapace. Non trovavo le cose perché non sapevo come le avevo sistemate, non parlavo molto con gli altri del gruppo perché non sapevo cosa dire e nemmeno con il mio compagno di stanza sapevo come comportarmi.

Per fortuna era fuori la maggior parte del tempo perché proprio non avevo un'idea su che fare con lui. Quale Jin conosceva? Gli stavo simpatico o gli davo fastidio? Era costretto a rimanere a vivere con me per necessità oppure l'aveva scelto lui? Diamine, non sapevo nemmeno come c'ero arrivato in quella casa.

Tutto era iniziato al mio risveglio in ospedale. Avevo un gran mal di testa e non riuscivo a capire niente. L'ultima cosa che ricordavo era che avevo appena iniziato il mio primo anno di università, mentre quelli che si erano presentati come miei cari amici mi avevano informato che frequentavo già l'ultimo.

Non avevo la minima idea di che esami dovevo ancora dare e non sapevo neanche cos'avevo studiato... Mi toccava ricominciare l'anno da capo. Uno schifo insomma.

Comunque dopo che 5 persone si erano avvicinate al mio letto d'ospedale per vedere come stessi, io mi ero solo guardato attorno spaventato. "Chi-chi siete?" avevo domandato. "Ma come chi siamo? E dai Jin, non scherzare" mi aveva rimproverato un ragazzo coi capelli color miele, ma io veramente non avevo idea di chi fosse.

Dopo aver chiarito che non ricordavo niente avevo chiesto che giorno fosse, ed ero rimasto sconvolto al sapere che dal mio ultimo ricordo erano già passati più di 3 anni.

"Non... non capisco. Che è successo?" avevo chiesto perplesso e uno di loro, basso e con i capelli verde menta, mi aveva raccontato che eravamo stati rapiti non una, ma ben due volte. Roba da non crederci!

Infatti all'inizio non mi avevano per niente convinto, poi si era aggiunta anche la polizia ed ero stato praticamente costretto a crederci. Mi ero lamentato tenendomi la testa tra le mani, disperato, ed ero finito per agitarmi e crearmi ansia inutilmente. Ma erano stati tutti veramente molto gentili e pazienti con me. Mi avevano aiutato a riprendermi, spiegandomi anche tutte le cose che non mi quadravano.

E io gliene ero veramente molto grato.

Probabilmente fu per questo che quel giorno decisi che volevo rispolverare la mia conoscenza di Namjoon, il ragazzo con cui vivevo. Volevo provare a passare del tempo con lui, magari uscire all'aperto e parlare. Così forse sarei riuscito a chiarire un po' meglio il rapporto che avevamo.

"Senti, ti va di uscire per un appuntamento?" feci la mia domanda, tornando poi a prestare attenzione alle pentole sul fuoco.

Lo sentii tossire dopo che l'acqua che stava bevendo gli andò di traverso. "Come scusa?" domandò.

"Sì insomma, pensavo che sarebbe carino. Passare una giornata insieme tra amici" spiegai.

Volevo tentare di riallacciare i rapporti, dopotutto se ancora viveva con me doveva pur esserci un motivo. Sentivo che c'era sempre una certa tensione nell'aria ma pensavo fosse solo perché non sapeva come approcciarmisi dopo il mio incidente.

"Basta!" scoppiò invece Namjoon. Sussultai e mi girai di scatto nella sua direzione, spegnendo i fornelli. "Che succede?" chiesi preoccupato. Non lo avevo mai visto arrabbiarsi, mai. Era sempre così calmo e tranquillo con me, ma in generale con tutti. La cosa mi sorprese e scioccò molto. Sapevo che non era uno che si lasciava trasportare dalle emozioni così facilmente, dentro di me ero certo di conoscere quella parte di lui. Questo voleva solo dire che si era esasperato talmente tanto da perdere tutto il controllo che aveva.

"Sono stufo di essere trattato come un amico. Non sono un tuo fottutissimo amico ok?!" gridò sconvolgendomi. "Ah... Ehm... Scusami. M-mi odi quindi?" chiesi titubante.

"Se ti odio? Tu non puoi capire quanto io lo stia facendo in questo momento. Ti odio perché non posso dirti niente. Ti odio perché non ricordi proprio un bel niente. Ti odio perché non posso toccarti. E ti odio perché non posso baciarti.

Chi sono io per te? Dove sono finiti tutti i nostri momenti insieme?!". "Non... Non capisco" balbettai. "Seokjin porca puttana! Io sono Namjoon. Non il Namjoon compagno di università, sono il TUO Namjoon. Sono il tuo cazzo di fidanzato!" sbraitò.

Raggelai sul posto. Cosa? In quel momento un sacco di emozioni si fecero spazio dentro di me. Rimasi a guardarlo, prima di gettarmi tra le sue braccia.

Lo abbracciai e lui ricambiò, piangendo disperato. "Io... Io... Mi dispiace. Mi dispiace tanto. Perché non me lo hai detto fin da subito? Perché fingere?" gli domandai. "Il dottore ha detto che era meglio così" si giustificò. "Meglio per chi? Per te di sicuro no. Sei stato più di un mese soffrendo in silenzio.

Che senso aveva stressarti ancora dopo il rapimento? Ti sentivo piangere la notte ma non volevo intromettermi, pensavo non fossero affari miei.

Se solo me lo avessi detto prima io... Io posso gestire questa situazione. Non mi importa se non ricordo niente di te, non meriti di provare tutto questo dolore. Mi sforzerò di tornare quello di prima, voglio farlo! Ma devi insegnarmi tu com'eravamo, e ti prego di non mentirmi più. Forse è molto meglio, e parlo per entrambi, se mi tratti come quando avevo la memoria. Chissà, magari potrebbe tornarmi prima. Non voglio costringerti a starmi lontano" dissi, ormai ero in lacrime pure io.

"Jin... grazie" rispose nascondendo la testa sul mio collo.

Pov Taehyung

Piansi.

Per la prima volta dopo settimane diedi sfogo a tutto ciò che sentivo dentro.

Piansi davanti a Jimin, che mi guardava preoccupato. Probabilmente si sarebbe aspettato tutt'altra reazione.

"Jungkook è... è..." tentai di formulare la frase.

"Sì Taehyung, Jungkook è sveglio" sorrise poi emozionato Jimin.

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S.a.

...eh già. Non è morto...
Sono troppo buona vero?
(No, semplicemente odio i bad ending :') )

~L

Escape game 2 - ReturnDove le storie prendono vita. Scoprilo ora