La salita era ripida e davvero Agape non capiva come Lajvika non fosse rallentata dell'attrezzatura da fabbro. La donna procedeva spedita, senza apparente fatica.
Quando finalmente arrivarono all'imbocco di quella che sembrava una vecchia miniera, Agape potè tirare il fiato. La donna poggiò a terra il sacco con gli attrezzi e si sgranchì la schiena.
- Eccoci arrivate. Quando vedrai un metallo che ti ispira dimmelo. Sarà quello della tua spada. -
La ragazza annuì, offrendosi di portare lei gli attrezzi, ma Lajvika rifiutò.
- Tu devi fare luce. -
Entrarono e Agape si mise in testa. Evocò un globo di luce e iniziò a guardarsi attorno: le pareti erano punteggiate da migliaia di minuscoli frammenti di pietra, che al suo passaggio luccicavano. Rimase incantata a guardare quel cielo stellato racchiuso nella roccia.
Andarono avanti per qualche metro, finché non si vide più la luce del sole. Agape creò sul palmo della mano una sfera di luce, tenendola alta per poter illuminare la strada.
Man mano che proseguivano, Agape vide che quei piccoli punti luccicanti diventavano cristalli. Spuntavano dalle pareti come dei monoliti. Erano di tutti i colori: rossi, gialli, blu, verdi, viola...
Dei cristalli in particolare attirarono la sua attenzione. Emanavano una tenue luce violacea, ma erano neri punteggiati di bianco. Non seppe perché, ma le venne istintivo toccarli. Quando lo fece sentì qualcosa pulsare al di sotto della superficie, come se quei cristalli fossero vivi.
- Ah, vedo che hai trovato il cristallo di Labhe. -
- Cristallo di Labhe? -
- Sì, Labhe era una Shariwa che visse in queste terre secoli fa. Riusciva a controllare i cristalli e si dice che questa cava fosse la sua casa. Era una donna solitaria, un'eremita. Viveva lontana dai villaggi e i paeselli che le altre Shariwae avevano creato. -
Intanto passò ad Agape un piccone e le disse di iniziare ad estrarre il cristallo.
- Le altre Shariwae la consideravano una saggia e andavano da lei a chiedere consigli su decisioni importanti. Una volta ascoltata la loro storia, chiudeva gli occhi, si concentrava e creava il cristallo più adatto ai loro bisogni. Ametista per al stanchezza mentale, quarzo rosa per problemi in amore, pietra di luna per calmare gli incubi. Aveva un cristallo per ogni problema. Una notte Madre Natura le parlò. Le disse che avrebbe dovuto compiere un grande sacrificio per aiutare le altre Shariwae.
Il giorno seguente, Labhe notò degli strani movimenti al piccolo villaggio che si trovava poco distante. Non andò a indagare, ma credette di sapere di cosa si trattasse. Cacciatori di streghe.
I suoi timori furono confermati poco più tardi, quando decine di Shariwae, uomini e bambini si diressero verso la sua casa. Arrivarono trafelati, con il terrore dipinto in viso. Lei però non aveva bisogno di chiedere niente. Disse loro di entrare nella cava e di restarci, che li avrebbe protetti lei, disse loro di andare il più in fondo possibile e che li avrebbe raggiunti.
Si volse verso il sentiero che portava a lei, chiuse gli occhi ed eresse un muro fatto di cristalli, del materiale più duro che potesse creare. Poi andò dentro e si preparò a combattere. Come aveva previsto, il suo sbarramento non li aveva fermati per molto. Vide le altre Shariwae terrorizzate, non sapevano cosa fare. Non avevano poteri nella cava. Ma Labhe sì, e le avrebbe protette.
Sentì dei passi, delle voci adirate avvicinarsi alla caverna. I Cacciatori entrarono e iniziarono a tirare frecce contro la gente del villaggio. Una di queste trafisse la gamba di Labhe. Prontamente comandò ai cristalli di proteggerle; i cacciatori vennero trafitti, ma fecero in tempo a colpirla. Morirono e finalmente tutte le persona lì dentro si sentirono al sicuro. -
Agape intanto che picconava, sentì una forza vitale scorrere attraverso il cristallo e arrivare fino a lei.
- Purtroppo però Labhe non sopravvisse. Le Shariwae del villaggio fecero di tutto per salvarla, ma le frecce avevano fatto molti danni. Rimasero tutta la notte a vegliare sul suo corpo, per seppellirlo il giorno dopo vicino all'albero più anziano del bosco. Ma quando i raggi del sole entrarono nella cava, il suo corpo non c'era più. Al suo posto c'erano tanti cristalli di tutti i colori. Notarono che la cava si era riempita di cristalli, fra i più variopinti. E poi c'era quel cristallo nero, luminescente, che pulsava come un cuore. Lo nominarono "il cristallo di Labhe", in onore del suo sacrificio. Da quel giorno, chiunque venisse alla cava per trovare il cristallo adatto ai propri problemi, avrebbe dovuto entrare in contatto con questo e Labhe glielo avrebbe indicato. -
Agape restò in silenzio, a sentire quell'energia scorrerle tra le dita, nel braccio, e poi diffondersi in tutto il corpo.
Prendi il mio cristallo, proteggerà te e i tuoi cari e sarò al tuo fianco durante la battaglia.
Queste parole le rimbombarono nelle orecchie per un bel po'. Sentì il cuore accelerare. Finalmente aveva capito che cosa fossero le voci che sentiva, finalmente sapeva dare un nome a quei consigli, a quelle parole, a quei sussurri. Erano tutte le Shariwae venute prima di lei, che le comunicavano cosa fare. Ora sapeva che non doveva averne paura.
Riprese a estrarre il cristallo, e lo mise nella sacca. Quando ne ebbe estratto un bel po', si voltò verso Lajvika e le chiese se fosse abbastanza. La sua risposta fu affermativa.
- Forza andiamo, è ora di tornare a casa. -
La ragazza si soffermò su quella parola: "casa". Ripensò a quello che aveva passato e capì che per molti anni non aveva più avuto una vera casa. Adesso invece, aveva un posto da chiamare tale e una persona che sentiva come la propria famiglia.
Si incamminò, felice come non mai di avere trovato la forza di scappare quella notte.
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Le streghe di Karua
Fantastik~ CONCLUSA ~ ~ DA REVISIONARE ~ Agape è la Strega per eccellenza, la megera che terrorizza Karua; per i suoi abitanti ella non è altro che un essere maligno, senza anima, mandata dal Demonio per distruggerli. Per le Shariwae, invece, rappresenta una...
