Simple Emotions

121 8 2
                                        

"Niall.. che preferisci mangiare?" domanda semplice ma completamente banale per lui. Te, ecco cosa questo vampiro voleva mangiare. La osservò, indossava un grembiule da cucina per non sporcare i vestiti, era bellissima anche con un semplice straccio, il biondo che la osservava era seduto su divano. Mentre la guardava milioni di pensieri invadevano la mente del Demone, pensieri casti e puri, da lui quasi impossibili, ma allo stesso tempo immaginava come la sua lingua potesse assaporare ogni parte del suo corpo, come i canini potessero perforarle la pelle e ad ogni morso si dissetasse. Un dolce e ferroso profumo pervase le narici del Vampiro, il verde intenso degli occhi della ragazza ipnotizzò Niall.

"Il solito.. " rispose roco il ragazzo. La gola gli bruciava, il respiro era affannoso e le vene del suo corpo stavano cominciando ad ingrossarsi, non era il caso di mostrarsi così alla povera fanciulla, non era ancora il momento di spaventarla a morte, e forse non sarebbe mai successo.

"Vado.. Vado in bagno.." disse lui con voce spezzata e quasi dolorante.

Corse il più veloce possibile saltando dalla finestra e raggiungendo il centro della città. Doveva assolutamente mangiare, la gola era incontrollabile, i suoi occhi color ghiaccio erano diventati neri come la pece. Sentì un odore di sangue, molto ma molto forte, erano delle bambine, sole, in un parco alle sette di sera, il biondo non sapeva più che fare, ma non avrebbe mai toccato delle bambine.

"Giovinotto... si è perso? La vedo preoccupato.." si girò di scatto e nemmeno due minuti dopo il corpo prosciugato del uomo era accasciato a terra, inerme e privo di vita.

"Eccomi.. scusa per il ritardo.." la ragazza sobbalzò sul posto sentendo il fiato caldo del Biondo nel suo collo scoperto. Sentiva la sua presenza molto vicina, sentiva il vuoto dietro di se, la sensazione che provava ogni volta che lui le stava vicino, troppo, ma anche se terrificante quella sensazione la mandava in estasi.

"Tranquillo... La tavola è pronta.. e anche la cena" disse la Rossa ancora ferma nella posizione iniziale.

Il ragazzo non dava cenno a muoversi, ma nemmeno lei voleva spostarsi, sentire la presenza di un uomo bello e dannatamente sexy la faceva sentire viva, tutta la vita scompariva, c'erano solo loro due, sapeva di star sbagliano, sentiva che con lui niente poteva esserci, era troppo distaccato, troppo oscuro e riservato. Nemmeno lei era molto socievole ed espansiva, ma senza volerlo gli aveva raccontato tutta la sua storia, lui sapeva cose che nemmeno a Liam raccontò. Liam, il ricordo del ragazzo la fece rattristare, mancava, il cuore perse un battito quando le venne in mente lo sguardo deluso, umiliato e arrabbiato di Liam quando venne a sapere di Niall. Si sentiva tremendamente in colpa, era la sua famiglia, era la sua ancora, senza lui non sarebbe mai arrivata a questo punto, gli doveva tutto. La presenza di questo splendido ragazzo le aveva offuscato la testa facendole dimenticare di Liam per un po', ma la verità era che il suo interesse principale era proprio lui, lo desiderava, ma era difficile ammetterlo a se stessa, lei aveva smesso di crederci quando perse le uniche persone che l'amavano. L'amore, un ammasso di spregevoli sensazioni che ti portano a diventare ossessivi, possessivi e irritabili al massimo, l'amore non arriva mai solo, dietro di lui c'è sempre una disgrazia, una delusione, una paura, un'angoscia, un vortice di oscurità che lascia cicatrici permanenti. A distoglierla dai suoi pensieri furono delle gelide mani sui suoi fianchi, un brivido, non si rendeva ancora conto che lui era l'unica persona che aveva il permesso di toccarla senza mandarla in panico, con lui solo brividi di piacere. Quella luce era come una sicurezza, come quella che da bambina l'aveva protetta da mostri e uomini cattivi e che le aveva fatto compagnia. E così non ebbe paura quando sentì un braccio passare sul suo fianco. A quello stimolo la sua mente aprì uno spiraglio; il tempo necessario per rendersi conto che non c'era pericolo e subito ricadde nell'incoscienza. Qualcosa si stava sollevando e la sentiva scivolare, lentamente. La sensazione di un movimento, di qualcosa che stava capitando, forse lì o altrove. Immersa com'era in quel contatto non poteva distinguere i contorni delle cose e degli avvenimenti, la realtà era il regno dell'onirico, nel quale lei era al contempo protagonista e spettatrice. Emise un mugugno. Un calore le stava scaldando il centro del corpo e da qui un flusso si stava irradiando verso il cuore. Qualcosa le sfiorò il collo e istintivamente alzò la mano per cacciare chissà quale animale che si era posato su di lei, ma si bloccò sentendo un lieve bacio appena accennato, puro piacere, era tutto così proibito e sbagliato. Gli occhi della ragazza si socchiusero lasciando piegare il collo per dar maggior accesso al ragazzo dietro lei che nel frattempo stava accarezzando il suo fianco destro rilassandola e cullandola in quel tropicale piacere. I lunghi capelli rossi vennero spostasti sulla spalla destra, procuravano fastidio al ragazzo che cercava di rilassare la fanciulla, estasi, ecco com'era, in estasi totale, non aveva mai provato delle sensazioni migliori di queste. Si chiedeva perché si era proibita di tutto questo sollievo e piacere per così tanti anni, aveva paura, ma questo lo sapeva, ma non capiva cosa in lui la spingeva a lasciarsi andare e farsi esplorare così gratuitamente. Ma tutto cessò quando le mani e le labbra del ragazzo si allontanarono dal corpo della ragazza.

"Scusa... non avrei dovuto.." disse con voce roca e oscura. Non capiva cosa avesse, la voce cambiava sempre data la situazione. Lasciò perdere, è normale cambiare tonalità, aveva paura a girarsi, si vergognava di quello appena successo. Le gote erano arrossate, sorriso ebete stampato in viso, le mani completamente unite sul petto. Sentì dei passi avvicinarsi, segno che il ragazzo si stava avvicinando di nuovo.

"Tr..Tranquillo.. non mi... non mi ha dato alcun.. fastidio.." disse con voce tremolante e imbarazzata. Sentì una semplice risata contenuta, rise istintivamente anche lei, aveva davvero detto quella frase?

Facendo un profondo respiro si girò trovando Niall seduto a tavola che aspettava la rossa a tavola, la testa bassa rivolta ai piedi era solo un semplice scudo per coprire le gote arrossate. Sistematasi nella sedia difronte al ragazzo prese forchetta e coltello.

"Buona cena Niall.."

"Buona cena Marika"

Beautiful -Niall Horan-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora