Sweet Enchantment

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La casa era silenziosa, Niall aveva deciso di farsi una doccia. Il problema erano gli asciugamani. Non aveva idea di dove la ragazza li tenesse. Era nudo, completamente bagnato.

"Marikaaaa!" urlò dal bagno per farsi sentire.

"Dimmi!" rispose lei urlando.

"Non trovo gli asciugamani!" rise poi per il loro continuo urlare.

"Seconda porta del mobile azzurro!" rispose lei ridendo.

Aprendo la porticina del mobile prese poi un panno azzurro chiaro e si asciugò i capelli strofinandolo sul viso per poi passare al suo busto e le braccia. Lo legò al giro vita per sistemarsi sullo specchio. I pensieri che lo tormentavano erano sempre rivolti alla ragazza che ora era in cucina a versarsi un bicchiere di te. Come faceva a saperlo? Sesto senso. Uscì dal bagno scontrandosi con lei, non si aspettava di trovarsela li, il tè si era sparso per tutta la sua maglia bianca, era molto carina bagnata.

"Scusa..." disse lui.

"Tranquil.." non finì la frase perché lo guardò. Il viso pallido di lei si colorì di un rosa acceso, imbarazzata.

"Adoro quando arrossisci..." disse lui senza rendersene conto. Il Demone strabuzzò gli occhi per la frase appena detta.

"Oh.. Emh.. Scusa io non... insomma.. vado.." disse lei in preda al panico.

La vide allontanarsi per dirigersi in camera per cambiare la maglia. Lui prese il borsone con il cambio e tornò in bagno. Cambiandosi si maledì per la ridicola frase che aveva appena pronunciato, non era da lui, non aveva mai fatto complimenti a nessuno, nemmeno a se stesso. Dopo essersi vestito uscì e si posizionò nel grande divano del soggiorno accendendo la Tv. Non trasmettevano niente di bello, allora decise di spegnarla, intanto la Rossa era in cucina a preparare la cena. Come diavolo faceva a nascondersi? Lei non avrebbe mai creduto al suo digiuno perenne, avrebbe cominciato ad insospettirsi.

"Niall.. Cosa desideri per cena?" chiese gentilmente facendogli arrivare i brividi fino alla punta dei capelli.

"Il solito? Ti dispiace?" disse lui aspettandosi un si come risposta. L'unica cosa che mangiava era carne cruda, conteneva così tanto sangue che lo sfamava per un giorno intero.

"No.. Certo che no!" disse lei lasciandolo poi solo per tornare in cucina.

Il soffitto di quella casa era così interessante che il Vampiro si perse ad osservare quell'accenno di muffa che solo lui era in grado di vedere. Sorrise rendendosi conto di quante cose sapeva su di lei, di come la sua vista lo portava a osservarla anche da un kilometro di distanza senza essere sorpreso. La sentiva, il suo cuore era tranquillo, ma d'un tratto il battito del suo cuore si fermò e poi cominciò a battere sempre più forte. Che diavolo era successo? Con velocità sovrumana si trovò dietro di lei, la vide con il dito sotto l'acqua fredda, si era bruciata con la pentola dove si stava cucinando la sua bistecca.

"Tutto ok?" chiese lui spaventandola. Il viso di lei era sbalordito.

"Mi sono solo bruciata.. ma grazie per esserti preoccupato.." disse tornando a guardare la carne.

Non era sicuro di riuscire a fidarsi a lasciarla ancora vicina al fuoco. Le prese i fianchi spostandola delicatamente per poi prendere la forchetta e continuare a cucinare lui. Non sapeva da dove quel buon senso fosse uscito, ma il suo cuore si stava riscaldando, le sue vene cominciarono a pulsare. Quelle erano sensazioni che lui non provava da tempo, era strano, ma allo stesso tempo lo facevano sentire leggero e tranquillo. La vide sorridere, e questo al Vampiro piaceva davvero tanto. La bistecca era pronta e la posizionò al centro del piatto mettendole poi un po' di patate arrosto che aveva, a quanto pare, preparato in precedenza. Glielo porse sedendosi poi davanti a lei e cominciando a bramare quella sanguinosa carne. Sentì le vene dei suoi occhi ribollire per quel odore forte di sangue, abbassò lo sguardo cercando di nascondersi il più possibile dallo sguardo curioso della fanciulla. Mangiarono in tranquillità, nessuna parola volava da almeno un'ora. Lei alzandosi dal tavolo prese il suo piatto e quello del vampiro, gli sfiorò la mano, il Demone sentì una scossa che percorse tutto il suo corpo, la quale lo fece scattare e con sovrumanità si trovò ad avere la ragazza avvinghiata al suo bacino seduta sul lavandino della cucina e i due piatti rotti a terra.

"Che diavolo?.." chiese lei senza però finire.

Le labbra di lui si insediarono in quelle della bella giovincella che stupita non ricambiò subito il bacio inaspettato. Dopo pochi secondi serviteli a capire cosa diavolo stesse succedendo, avvolse il collo del Demone il quale s'irrigidì per il contatto, ma poi si lasciò andare. Un gioco di labbra completamente proibito. Lo stomaco di Niall era in completo subbuglio, la voleva, la desiderava più di ogni altra cosa. La prese in braccio senza alcun minimo sforzo portandola in salotto per poi posarla delicatamente su di esso stendendosi sopra di lei, si teneva sulle sue braccia per non pesarle. Le loro labbra, però, non erano più in completa sintonia, ora erano solo collegati tramite lo sguardo. Il ghiaccio del Demone e lo smeraldo della povera capitata. La bramava da impazzire, la mano di Niall si posizionò sotto la coscia di lei separandole le gambe per posizionarsi nel mezzo, non aveva intenzione di farle niente, sentiva che non era pronta, sentiva che ora il suo era solo panico, sentiva il suo cuore battere per l'agitazione non più per eccitamento e nemmeno lui voleva farlo con lei, non perché non avesse voglia, ma non voleva farle del male, la sua forza l'avrebbe solo distrutta, poteva controllarsi quanto voleva, ma sapeva che quel gesto inaspettato successo qualche minuto prima le avrebbe lasciato il segno sulla schiena e sulle gambe. Questa forse, ora, era la sua paura più grande, farle del male e allontanarla da se. Sentì dentro di sé che forse doveva fermarsi lì, quindi si distese comodo su di lei. Le testa bionda era comodamente posata nel petto della rossa che respirava affannosamente, ma poi si tranquillizzò accarezzandolo dolcemente.

Beautiful -Niall Horan-La tua prossima ossessione. Scoprilo ora