La casa era silenziosa come tutte le mattine, Marika scese le scale per dirigersi in cucina e prendere un sorso di the. Era sabato mattina e la scuola riprendeva lunedì, ma questo non impediva alla rossa di svegliarsi presto e sistemare casa. Aprì la finestra facendo entrare un raggio luminoso, il suo viso fu colpito da esso facendole brillare gli occhi e i luminosi capelli rossi.
"Buongiorno Marika" disse una voce roca e dura dietro di lei, si spaventò non aspettandosi un saluto da qualcuno. Si voltò incontrando due occhi rossi come il sangue con qualche vena di azzurro. Lo osservò profondamente notando anche due enormi occhiaie.
"Buongiorno Niall.. Come sei entrato?" chiese lei indifesa, Il biondo la guardò lasciandoli milioni di brividi in tutto il corpo, lo vide sorridere beffardo per poi avvicinarsi al tavolo e accomodarsi.
"Sai, il vaso non è un buon nascondiglio per le chiavi di scorta... io lo cambierei.." sorrise lui soddisfatto, a quanto sembrava, di averla messa in imbarazzo, lei si sentì avvampare, le sue guance divennero rosso fuoco. Notò di essere scalza e di non portare niente oltre alle mutande e una maglia che le copriva solo fino al ventre. Alzò lo sguardo velocemente notando gli occhi del biondo puntati sulle sue gambe, si sentiva perforare, bruciare da quanto possesso e voglia emanasse lo sguardo di quel bel ragazzo. Lei sorrise sedendosi al tavolo per coprire la sua pelle nuda. Lui la seguì con lo sguardo e lei era sempre più agitata. Prese un piccolo sorso di the restando incantata dagli occhi di lui, posò la tazza cercando di attivare l'aria cercando di conversare.
"Ti vedo stanco... non hai dormito bene? Il divano è troppo scomodo?" chiese la Rossa con innocenza, notò che lo sguardo di lui si incupì, non sapeva il perché ma dava la conferma che non ebbe dormito molto.
"Il divano è favoloso.. ma.. NO... non ho dormito molto" disse secco lui. Lei sorrise dispiaciuta.
"Se non sono invadente... potrei sapere come mai? Incubi?" chiese titubante non sapendo se lui si fosse sentito invaso.
"Magari fossero incubi... sono sogni fantastici che attivano in me sensazioni spente da molto tempo.. e non va affatto bene.." disse lui severo. Sembrava la stesse rimproverando come se fosse lei la causa di quei sogni.
Era lei la causa delle sue notti insogni, lei e il suo sinuoso corpo, lei e le sue provocazioni involontarie, come ora, seduta in questo tavolo con solo una maglia addosso, un povero giovane come lui cosa poteva fare, anche se non aveva sentimenti, la bramosità di possederla e di averla sua incuteva su di lui, limitandolo a guardare e tacere, la sua natura non permetteva questo, non permetteva l'innamoramento di due generi diversi, non ammette questi desideri, ammetteva solo la morte di loro, il prosciugamento della loro anima, il giocare con loro fino a sfamarsi. La vide alzarsi, il panorama davanti a lui era paradisiaco, il suo sedere sodo era una meraviglia, quelle semplici mutande, blu scuro, che fasciavano completamente le natiche di lei lo eccitavano, tornarono in mente le scene di ieri notte, lui che incombeva su il suo esile corpo provocandole gemiti di piacere. Scosse la testa risvegliandosi e trovandosi a pochi centimetri dal corpo della ragazza. si avvicinò piano col corpo, goffo leone marino in adorazione di un'Ondina leggiadra. Con la mano pinna sfiorò la sua pelle, calore che si irradia lungo il braccio graziato di lei, fino al cuore. Le dita indugiano in quel calore come una piccola lucertola che dopo giorni di pioggia grigia si stende su un sasso, per farsi baciare dal vivificante tepore di un sole generoso. Intanto si inebria del suo profumo, lavanda. I capelli così vicini gli fanno il solletico sulle labbra, divora il suo odore come alla fine di un lungo digiuno. Un digiuno che dura da troppo. Un digiuno non voluto. Spinge le dita audaci sotto il velo leggero della vecchia maglietta bianca. Lei sembra non accorgersi di nulla. Nemmeno un movimento che faccia capire al povero Niall se deve continuare o fermarsi. E l'attesa lo rende più voglioso di lei. Ogni momento trascorso in quella carnale adorazione, lo fa sempre più desiderare che lei, algida dea, si risvegli dal suo torpore irraggiungibile. Il corpo sopito, di quella fanciulla, si risveglia, meraviglioso come un alba. E risponde in parte ancora inconsapevole alle carezze e al desiderio che quel ragazzo, ormai stanco, sta cercando di affrontare mettendo in pericolo se stesso e lei. Inerme, ecco com'è la ragazza ora, non sa cosa fare, Niall sa benissimo che a lei non piace essere toccata, ma non la sente tremare, non si è opposta a questa vicinanza che mette comunque in contatto due corpi estranei, la schiena di lei è appoggiata al petto del vampiro. Un semplice e buonissimo odore di sangue inebria le narici di questo biondo demone, i suoi occhi si scuriscono e le sue vene diventano sempre più rosse e rialzate, i canini escono allo scoperto e la sua gola desidera quel sangue, ma si controlla, non riesce a farli del male, di questo ne è anche troppo sicuro. Convinto che lei non ha il coraggio di girarsi non nasconde la sua natura, ma il coraggio si sprigiona, la sua mano destre sposta i lunghi capelli rossi di lei nella spalla destra, lasciando libero il bianco collo di lei. L'odore è sempre più forte, e la sua fame cresce, ma ora può aspettare, non capiterà mai un'occasione come questa, non potrà mai più capitare. La sua mano destra viene involontariamente sfiorata da un lieve calore, e sente un piccolo sussulto provenire dalla esile figura davanti a lui. Nota che la ragazza tiene le mani cinte sul petto e la testa china sul pavimento, difesa, ecco come si è messa, in difesa dal mondo esterno e dalle sorprese che può nascondere, da lui.
"N..Niall.." la voce di lei era leggera e spaventata, solo ora il biondo nascose la sua natura oscura e si allontanò di scatto dalla ragazza, lei si girò con gli occhi lucidi, ma non c'era disprezzo o paura, solo ricordi, milioni di ricordi, sorrise al biondo e si diresse verso il salotto. La seguì con lo sguardo notando che si era messa un paio di pantaloncini per coprire in parte le sue lunghe gambe, ed ora era sistemata e rannicchiata su se stessa nel comodo divano dove lui riposava. Il suo odore era ormai ovunque, lo sentiva anche intorno a se stesso, era un odore che lo metteva in difficoltà.
"Ehy.. siediti.. non restare lì imbambolato.. non ti mangio" disse lei sorridente. Sembrava aver dimenticato quei minuti di contatto tra loro, sembrava indifferente, ma lui sapeva che non era così, aveva paura anche lei, non voleva affrontare l'argomento per imbarazzo e per dover dare spiegazioni che nemmeno lei sapeva darsi. Non rispose, si avvicinò cautamente al suo 'letto' e si sedette dalla parte opposta di lei, sembrava delusa da tutta quella lontananza, ma decise che lì sarebbe stato meglio per lui e per lei.
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Beautiful -Niall Horan-
FanfictionDue creature si incontrano in una sola persona. Lei una semplice ragazza. Lui un Demone. Un miscuglio di Paura, Angoscia, Terrore ma anche di Passione, Dolcezza e Amore.
