.08

5 1 0
                                    

30 settembre
15.30 pm

Al risveglio Hanna è nel suo letto, tra le lenzuola candide ed il plaid nel quale si è raggomitolata tutto il giorno.
Il riscaldamento era spento e la stanza sembrava fatta di ghiaccio; dalle persiane abbassate può notare che è giorno, ma non sa che ore siano.

"Per quanto ho dormito?"

A malavoglia decise di mettere i piedi giù dal letto facendo una smorfia al contatto col pavimento freddo: si ricordò di dover prendere i tappeti stesi qualche giorno fa fuori al balcone; sperava solo si fossero asciugati.

Avrebbe volentieri passato ancora un po' di tempo a letto ma gli schiamazzi di quattro imbecilli al piano di sopra l'hanno costretta a scendere in cucina.
Lo stomaco la stava chiamando.

Non importa quale fosse stato l'orario, se non mangiava avrebbe staccato una gamba al tavolo per farla fritta. Ormai non ci vedeva più.

Passò l'intero corridoio trascinandosi il plaid come quando da piccola credeva di essere Wonder Woman.
La moquette sul pavimento le sembrava il paradiso; fino a quando la sua attenzione non si precipitò ad ascoltare qualcuno chiacchierare al piano di sotto...

"Che palle non c'ho voglia, però ho fame..."

Alla fine scese comunque con la coperta, non curante di chi fossero gli ospiti si piazzò sulla porta della cucina: Andy e July la stavano osservando.

🦋

<<Ma buongiorno principessaaa!!>> -Andy le andò incontro stringendola in un forte abbraccio.

La ragazza non si mosse, adesso ricordava tutto ciò che avrebbe dovuto dirgli in seguito.
<<Ciao pesce lesso..>> disse in finto tono assonnato.

<<Va tutto bene?>> Le domandò JPS
<<EH SI! Non la vedi com'è sveglia adesso! Sei pronta per una bella maratona sorellina?>>

"Haha..ma come sei divertente, deficente..."

<<In realtà ho fame, cosa c'è di buono?>>
<<Si, alloraa..ho fatto i pancakes perché so che a te piacciono tanto, è rimasto del caffè nella Moka, il latte però è finito vado a comprarl...>>

<<Nono tranquillo André, va bene così, mamgio questi..>> - prese dei biscotti nella dispensa sul ripiano a sinistra della cucina.

<<Ma sono secchi.>>
<<Non fa niente ti dico, va bene così, grazie.>> - si rese conto che il suo tono stava diventando sempre più rude quindi provò a cambiar argomento.

L'orologio a pendolo nell'ingresso segnava le 5 del pomeriggio e spalancò gli occhi.

<<Oh cazzo!>> - guardò July.
<<Ah no tranquilla, ho sistemato già tutto; ho telefonato a lui per sapere dov'eri e ho chiesto un giorno libero per te, ed anche per me>> indicò il ragazzo di fronte a lei che le ricambiò il sorriso.

"Oddio è il disgusto, poverina.."

<<Ne avevi bisogno Hanna, ti si legge in faccia che stai male...e che dovresti mangiare meglio>> - alludendo ai pancakes di quella mattina fatti a posta per lei, e che ha rifiutato con tanto sgarbo.

<<Si, magari stasera mi faccio una bella fetta di carne coi peperoni mi sa.>>

Realizzò un secondo << ..ma perché sei venuta fin qui?>>

<<Volevo restituirti l'ombrello, grazie per avermelo lasciato, è stato un gesto molto carino da parte tua.>>

<<No ma figurati>> sorrise sinceramente a quel grazie.
Alla fine il gesto non era stato vano. Si rincuorò di averci provato, sarà così anche per le volte a venire.

🦋

Dopo che tutti si sedettero a tavola per il caffè, Juliet ando via; abbracciò prima l'uno poi l'altra che sembrava non voler lasciare la presa - come a volerle dire "non andartene".

Una volta giunta fuori il vialetto, si girò ad osservare la porta che si stava richiudendo, le piante appassite, la fredda ed umida ultima giornata di settembre.

🦋

ɐᴉɯ ,ǝ uou ǝɥɔ ɐʇᴉʌ ɐun🌹Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora