La mattina mi svegliai da sola senza bisogno di alcun richiamo. Eaco mi dormiva di fianco ed io sentivo il morbido pelo solleticarmi la pelle scoperta del fianco.
Luna se ne stava acciambellata sul tappeto in mezzo alla stanza. Avevo cambiato il prato per un parquet e un bel tappeto tondo.
"Alexia!" Vado verso l'entrata del tempio per rispondere al richiamo di Alexôs.
Ha i morbidi ricci ramati legati elegantemente in una cipolla un pó in disordine in modo da far notare la forma dei capelli e indossa una tunica stile impero con dei sandali.
Io la guardo perplessa e lei mi risponde con un sorriso sgargante.
"Preparati. Partiamo per il mio paese di origine: la Grecia!"
In pratica il Perù, paese dove ho scoperto essere collocato il tempio, era solo il luogo in cui sarebbe avvenuta l'eclissi ma sarà in Grecia che farò il mio addestramento. Dovremmo arrivare per mezzogiorno circa. Non ho idea di quanto duri un viaggio con la magia.
Come con il portale, quando ero con Eluisi, la luce mi investe e ci ritroviamo in un paesaggio costellato da morbide colline.
Sulla cima di una di queste sorge un tempio greco perfettamente intatto. Il marmo col quale è costruito è bianco e riflette la luce del sole creando un aureola luminosa intorno alla struttura.
"Questo è il mio tempio. La mia casa" Alexôs ha un sorriso radioso e noto che ha cambiato forma. Indossa una tunica leggere e mono spalla, invece che quella enza che portava in Perù, le arriva alle caviglie, ai piedi sandali tipici dell'antica grecia e i capelli raccolti in uno chignon basso. Sembra davvero una dea.
Ache io indosso una tunica solo che ho entrambe le spalline ed è molto meno elegante della sua come i sandali che porto. Mi rendo conto di avere i capelli legati in una coda alta in modo che i riccioli mi arrivino alla base del collo senza infastidirmi.
La donna sembra una ragazzina che torna in un posto a lei caro ed io non posso fare altro che seguirla dentro al tempio.
L'interno è quello di un qualsiasi tempio greco: file di colonne che soreggono un tetto spiovente e un altare alla fine del corridoio di colonne.
Alexôs si dirige dietro l'altare e i miei occhi hanno la possibilità di vedere una piccola botola che una volta aperta lascia vagare lo sguardo su una scalinata.
Da quella abbiamo raggiunto le gallerie sotto la struttura dove si trovano le camere. Sono decisamente meno complesse di quelle del Perù. Qui non posso addobbare la stanza come voglio visto che la magia all'interno del tempio è bandita e non funziona. Mi ritrovo in una semplice stanza scavata nella roccia con un letto singolo da un lato, un armadio per i vestiti perpendicolare al letto e una scrivania affiancata da un tavolo da trucco sulla parete opposta. La luce è data da una piccolo sfera luminosa, unica magia consentita.
La mia tutrice afferma che debba prima di tutto rafforzare mente e fisico e solo dopo la mia magia e che per farlo non mi resti che vivere senza quest'ultima. Dovrò vivere in modo semplice ed essenziale. Metà mattina lavorerò fisicamente e metà mattina allenerò la mente e così anche il pomeriggio.
Mi corico presto visto che Alexôs mi ha già avvertita del fatto che domani sarà una giornata dura.
La mattina seguente mi sveglio riposata e faccio giusto in tempo a stirarmi prima che un lupo castano entri in camera mia invitandomi a seguirlo. Giusto il tempo di indossare l'abito leggero, i sandali e di farmi una coda alta che sono fuori a seguire il lupo fino ad un piccolo orticello dove la donna mi aspetta intenta a togliere alcune erbacce.
"Questo orto d'ora in poi sarà responsabilità tua. I suoi frutti ci sfameranno quindi ti conviene non sbagliare" detto questo l' ex Vexillifer si alza e se na va chissà dove lasciandomi perplessa a fissare un orto.
Alcune piante stanno già crescendo ma noto diverse erbacce qui e là. Decido di partire da quelle.
Prelevo un cesto di vimini e, pazientemente, mi metto a estirpare tutte le piante maligne per raccoglierle nel cestino.
Un nitrito mi fa alzare lo sguardo dal mio lavoro per portarlo su un tranquillissimo Windstorm che pascola sereno. Mi sfugge un sorriso ma torno subito al mio lavoro.
Dopo non so neanche io quanto Alexôs viene a chiamarmi e mi conduce nel tempio.
Ci sediamo davanti all'altare con lei che gli dà le spalle.
"Per avere una magia potente occorre una mente altrettanto potente" i suoi occhi ora sono pozzi neri come quelli di Gabriel e i capelli sono biondo grano con riflessi ramati. Mi osserva seria ed io non abasso lo sguardo.
"Devi imparare a collegarti con l'energia intorno a te. E anche se la magia non sarà dalla tua parte potrai sempre cavartela" chiude gli occhi e sento una brezza leggera scompigliarmi i capelli ma non sento la magia da nessuna parte. Ad un tratto mi sento incredibilmente calma e chiudo gli occhi godendomi la sensazione. Quando finisce gli riapro incontrando un' Alexôs più calma e sorridente.
"Se proietti la tua mente riuscirai ad influenzare il mondo intorno a te senza l'uso della magia" detto qiesto inizia il mio addestramento mentale.
Passiamo mezza mattinata a farmi fare esercizi di concentrazione ma con scarsi risultati.
Per l'ora di pranzo mi ritrovo un gran mal di testa e nessun risultato.
Ci sistemiamo su una coperta fuori per mangiare.
Niente carne solo pane, formaggio e qualche frutto.
"Fra qualche giorno inizierai a cacciare insieme ai lupi" mi informa senza smettere di tagliare il formaggio "a quel punto potremmo mangiare anche la tua amata carne"
Il pomeriggio torno nell'orto ma stavolta Alexôs viene a chiamarmi molto prima e non per gli esercizi mentali.
Mi riporta all'interno del tempio e mi esorta a invocare Glaedr.
Lei prende una spada corta di bronzo e mi ritrovo a combatterla con indosso un vestito.
Se a me infastidisce il mio che non arriva più giù del ginocchio come fa lei a sopportare il suo?
Nonostante tutto è incredibilmente agile e veloce anche con quello e mi manda al tapetto ogni tre per due senza riserve.
È decisamente frustrante essere messa a gambe all'aria così spesso da una vecchietta vecchia quanto il mondo.
Alla fine sono mezza di sudore e col fiatone mentre lei è dritta e in condizioni perfette.
"Credo sia meglio se saltiamo le lezioni mentali. Vai a dormire" mi lascia sdraiata e ansimante dentro al tempio e devo fare un grande sforzo di volontà per non dormire dove sono.
Morfeo mi accoglie appena tocco letto.
Nei giorni seguenti Alexôs mi ha insegnato a usare l'arco e i pugnali.
L'orto inizia a ricompensarmi per le fatiche e finalmente riesco a percepire le energie di esseri abbastanza grandi durante il noatro allenamente mentale.
Sono nell'orto come tutte le mattine quando Alexôs viene a darmi il resto della giornata libera. Stasera andrò a caccia.
Sono in trepidante attesa davanti al tempio che il sole tramonti. È più di un mese che aspetto questo momento. L'adrenalina scorre a fiumi nel mio corpo.
Mi è stato permesso di indossare una tuta simile a quella di Cassandra per facilitarmi i movimenti e per ripararmi da eventuali colpi.
Disposti dietro di me i lupi del mio branco fremono all'idea della caccia quasi quanto me.
Tocco i coltelli da lancio appesi alla mia cintura e l'arco accompagnato dalla faretra piena sulla mia schiena.
Il sole è quasi tramontato del tutto quando rivollgo una preghiera ad Artemide.
Quando Apollo sparise dietro un colle alzo la testa ed ululo. Il branco balza in avanti in direzione bosco ed io li seguio.
Luna ed Eaco mi affiancono ma il resto non mi supera. Io sono il capo branco, io devo dirigere la caccia.
Addentratoci nel bosco decido di fermarmi e lascio vagare la mente alla ricerca di un grosso animale.
Trovo un cervo che pascola poco lontano e, furtivamente, faccio mettere il branco in posizione.
Senza accprgersene il cervo viene circondato da occhi scintillanti fra la boscaglia.
Purtroppo uno dei meno esperti poggia una zampa su un rametto e rivela la nostra presenza.
Il cervo alza la testa in allerta e ci scopre.
Corre per la vita ed io corro per il sostentamento della sua carne.
Faccio segno a Shayla che capisce ed accelera portandosi sul fianco dell'animale che cerca di virare ma viene fermato da Felix.
Se usassi l'arco sarebbe più semplice ma voglio cacciare con loro e come loro e poi rischierei di ferire qualcuno del branco.
Luna ed Eaco mi affiancono e insieme ci buttiamo sulla preda.
Di solito i lupi fanno sfiancare la preda prima di attaccare ma io non ho la resistenza di un lupo.
Luna azzanna un fianco del cervo che furtunatamente è femmina e quindi senza corna per cotrattaccare.
Eaco si butta sul dorso e addenta il primo punto che trova mentre gli altri cercono di prendere le zampe.
Vedo Tarok attaccarsi ad una coscia ma con un calcio viene allontanato con un guaito. Scuote il muso e torna all'attacco.
Io sono rimasta leggermente indietro.
Scatto e mi porto accanto all'animale ormai ferito. I butto sul collo e con il mio peso lo sbilancio facendolo cadere rovinosamente a terra mentre io riesco a sguscire via grazie agli allenamenti degli ultimi tempi.
Il cervo ormai è mezzo morto a terra e i lupi fanno per avvicinarci ma un ringhio prorompe dalla mia gola e li fa restare indietro.
Io sono il capo branco, io devo uccidere la preda.
Estraggo il pugnale dalla cintolla e, mormorando una preghiera ad Artemide, lo affondo nel petto del cervo centrando il cuore.
Sono un po' ammaccata e decisamente stanca ma non mi sono mai sentita più soddisfatta.
Devo essere io a mangiare il primo pezzo di carne e così faccio ma non vi descrivo com'è mangiare carne cruda per il vostro bene.
Salvo alcuni brandelli da riportare al tempio e il resto lo lascio al branco.
Luna ed Eaco sono i primi ad iniziare e a finire quindi mi riaccompagnano al tempio dove ci aspetta Alexôs.
Ha la sua solita posa orgogliosa ma stavolta non mi mette suggestione. Ho appena cacciato con un branco di lupi senza l'uso della magia non sarà lei a mettermi ansia come al solito.
Arrivo con passo fiero e deciso affiancata dai due grossi lupi.
"Molto brava" sorride quando depongo la carne sull'altare, un pezzo brucia come offerta alla dea della caccia.
I mesi successivi vanno avanti così fra i lavori all'orto, l'addestramento alle armi, quello mentale ela caccia.
Sto tornando da una battuta con il resto del branco qundo noto che Alexôs ha un espressione diversa.
"Hai visite" mi informa iniziando ad avviarsi dietro al tempio.
Ricordate che avevo detto che lei non poteva mettermi suggestione? Lei no ma chi mi si para davanti mi sta fecendo rimpiangere Alexôs e le sue pose altezzose.
Il cuore mi fa una capriola e gli occhi mi si inumidiscono mentre ho voglia di girare i tacchi e scappare.
I due lupi si sono fatti più vicini e mi sostengono mentre io prendo coraggio e vado a incontrare l'incubo che faccio da quando sono qui.
Il momento che speravo di rimadare all'infino è ormai arrivato.
STAI LEGGENDO
Me, il buio e la luce
FantasyAlexa non è una semplice sedicenne, lei ha dei poteri potentissimi ma nemmeno lei sa di cosa è veramente capace. Tuttavia la sua vita passa tranquillamente, almeno fino all'arrivo di Gabriel e Lucas due stupendi ragazzi. La sua vita cambierà, un an...
