Super-Soft BAKUDEKU: Il Dottore e il Mimo

268 29 9
                                        


«Che cazzo dovrei farci con questi?».

Shoto roteò gli occhi nell'esasperazione per poi schiaffargli un biglietto per il circo sulla mano.
«Non puoi restartene rintanato in casa per sempre. Hai bisogno di uscire».

Katsuki fece schioccare la lingua contro i denti. La sua cocente delusione d'amore pulsavan ancora in ciò che rimaneva del suo cuore. Voltò le spalle allo stesso ragazzo che gli aveva rifiutato i sentimenti, perché innamorato di Momo.
«Sparisci».

Shoto lo fece. Per lui, Katsuki ancora rimaneva un amico.
Per Katsuki, Shoto era solo un traditore.


***


Il biondo medico sportivo di anni ventisei si aggirava con fare annoiato nell'ampio spiazzale intorno al circo. Alla fine aveva deciso di andarci, chiaramente da solo, perché restare a casa in quella domenica così soleggiata gli avrebbe alimentato i brutti ricordi.
L'odore degli animali ingabbiati era tremendo, tanto che fu costretto a pararsi il naso con una mano.
Molti coloratissimi artisti iniziavano a prepararsi per lo spettacolo serale. Katsuki non badava alle occhiatine che gli riservavano le trapeziste; anzi, continuava a proseguire verso una meta.
Riuscì miracolosamente a evitare un clown sbucato dal nulla. Perché non stavano attenti? Infine la curiosità lo rapì. Dinanzi a lui sorgeva una gabbia grande e larga dove si aggirava una bellissima Tigre Siberiana.
Era molto nervosa, a giudicare dal mondo in cui mordicchiava le sbarre in acciaio e da come sferzava la coda. Katsuki ne era molto affascinato e non si stupì neanche quando le fu praticamente molto vicino. Il felino lo guardava con autorità e nei suoi occhi come il ghiaccio l'umano riusciva addirittura a specchiarsi. La mano gli prudeva a causa della malsana voglia di toccare almeno un ciuffo del manto della creatura.
Un tocco leggero alla spalla destra lo fece voltare.
La tigre emise un guaito felice, sbuffando aria dalle narici rosate.
Un Mimo. C'era un fottuto mimo che gli arrivava a malapena ai pettorali. Il suo viso inespressivo era dipinto di bianco, così come collo e mani affusolate. Le labbra truccate di nero, il medesimo colore dei rombi perfetti con cerchi ai quattro lati che adornavano gli occhi verdi e gentili. Il mimo aveva degli arruffati capelli smeraldini, un fisico molto magro ma tonico. Indossava una salopette molto aderente di un color nero e una maglietta a maniche lunghe bianca con strisce corvine orizzontali. I suoi piedi erano accompagnati da ballerine che non gli sfuggivano via grazie a dei lacci di seta scuri che facevano brillare di tanto in tanto i magri polpacci.
Il mimo gli fece cenno di allontanarsi dalla gabbia.
Katsuki era a dir poco sconcertato. Aveva inconsapevolmente indietreggiato e l'altro invece se ne stava con le spalle contro le sbarre e un braccio sopra la groppa della tigre molto felice.


Meglio se schiodo di qui. Troppa gente strana!


Il biondo passò altri dieci minuti a osservare dei giocolieri che parlavano animatamente tra di loro mentre facevano volteggiare palline, clave e addirittura legnetti ardenti. Le fiamme facevano tribolare l'aria e sembravano rischiarare apparentemente il cielo cosparso di nubi. Un bel colore grigio-bluastro anticipava la coltre scura della notte.
Lo stomaco del ragazzo brontolò.
Poco più avanti, su un carretto rosso, succulenti popcorn scoppiettavano sotto a una campana di vetro; accanto, la macchina dello zucchero filato girava lentamente. Il cotton fioc rosa profumava di buono.

«Non sono molto amante di queste schifezze grasse ma... ho fame» borbottò a sé stesso.

Katsuki optò per il salato. L'orologio sul polso segnava le venti meno venti; sbuffò, mentre masticava lentamente. Era arrivato con largo anticipo e lui odiava aspettava.


L'ho fatto per quattro anni e quando mi sono deciso
a dichiararmi quello mi ha dato il fottuto due di picche!

UnderWorldLa tua prossima ossessione. Scoprilo ora