Izuku guardò l'orologio sul suo cellulare: era in anticipo di circa dieci minuti.
«Vai da qualche parte, stasera?».
Sorrise alla vibrante curiosità di Denki che faceva capolino fuori la porta del suo ufficio. Entrò senza davvero aspettare un invito.
«Il tuo ufficio è davvero il più bello! Ha una vista mozzafiato!» disse il biondo.
Le ampie vetrate affacciavano sulla ormai notturna Musutafu. All'orizzonte brillavano torri ed edifici; i cartelloni pubblicitari mettevano in ombra le stelle nel cielo serale.
Il minimalista ufficio aveva una pianta in un angolo, una scrivania sempre perfettamente ordinata, un armadietto di metallo e un pavimento di marmo scuro che rifletteva perfettamente la fila di neon incassati nel soffitto candido.
«Anche il tuo è impeccabile, Denki-kun» rispose il verdino.
«Beh, allora, dove ti porterà il tuo Kacchan stasera?».
Izuku sbuffò una risatina: «Te lo ha svelato Eijiro-kun?».
Fu il turno del biondo con la saetta in una ciocca di capelli a ridere. Il suo storico ragazzo del liceo gli diceva sempre tutto. Annuì vigorosamente.
«Mi ha detto che mi avrebbe portato in un posticino nuovo. Conosce i miei gusti; non amo i luoghi affollati. E' già abbastanza difficile camuffarsi ora che sono il Number One Hero».
«Non dimenticare della tua età! Sei stato capace di raggiungere una grande vetta a soli diciotto anni! E tra un anno, quando ne compirai diciannove sarai ancora in vetta! E quando sarai a ventuno anni potrai sposarti!» fantasticò Denki.
Izuku arrossì vistosamente ma non rispose. Sulle sue labbra c'era un sorriso davvero innamorato. Denki lo impresse nella mente guardandolo attraverso le vetrate.
I due videro, all'improvviso, far capolino dalla porta il burbero Katsuki ancora vestito nel suo costume da Hero, versione classica e non invernale.
«Oi, sei pronto?» chiese, stanco.
Izuku si voltò con un sorriso entusiasta. Gli scoccò un bacio sulla guancia e gli afferrò una mano tra le sue più piccole.
«Ma guarda! Mi sembra un cagnolino in cerca di coccole!» commentò Denki.
«Capelli di Merda ti cerca. Ti sta aspettando giù nella sua carriola rossa!».
Denki ringraziò con un cenno della mano e li lasciò da soli.
Mentre i due stavano per baciarsi appassionatamente, l'altro sbucò nuovamente affacciato alla porta.
«Giusto per la cronaca, il mio Eijiro ha una bellissima auto sportiva!» e pronunciate queste parole con stizza malcelata da un sorriso ampio se ne andò.
Izuku scosse leggermente il capo, tuttavia non perse il sorriso.
«Forse sei stato un po' troppo duro, Kacchan».
«Vuoi sapere cos'altro è duro?».
In un movimento rapido, il biondo gli portò una mano contro il suo cavallo. Izuku arrossì furiosamente, Katsuki se la rise. E finalmente si lasciarono alle spalle un'altra giornata faticosa come Number One e Two Hero...
Erano vestiti molto casual, con dei cappellini, occhiali da sole anche di sera e mascherine nere sul viso. Avevano fatto un salto a casa prima per cambiarsi, poi Katsuki aveva fatto montare Izuku sulla sua auto nera ed aveva guidato fino a un posto più isolato.
Quand'erano scesi, il verdino si era guardato intorno, ammaliato dagli alberi che frusciavano nel piacevolissimo vento serale. Le fessure tra rami e foglie s'interponevano contro lampioni ed insegne creando effetti incredibili di luci e ombre.
«Com'è tranquillo qui...» mormorò.
«Sì, ma non è qui che dobbiamo restare» replicò Katsuki, sogghignando.
I due entrarono in una pasticceria-bar di nuova apertura, facilmente individuabile dalle mura dipinte di un rosa confetto molto acceso.
Izuku osservò attento ogni dettaglio e lo trovò grazioso con tutti quei fiocchi sulla porta ad arco e la vetrata perfettamente pulita ed illuminata a giorno da faretti bianchi.
Entrarono, non c'erano molte persone.
Katsuki invitò Izuku a sedersi su una poltrona tutta rossa accanto ad una delle vetrate che affacciava sulla strada mentre lui andava ad ordinare.
Dopo un paio di minuti prese anche lui posto, di fronte al suo compagno di vita che non si era reso minimamente conto di che posto fosse quello. A un certo punto, quegli occhi verdi e vividi caddero su un curioso portafiori che pendeva dal soffitto.
Katsuki dovette mordersi l'interno della guancia per non ridere all'espressione imbarazzata che vide scolpire il viso di Izuku.
«K-Kacchan... ma quello che cos'è?» biascicò.
Katsuki adocchiò il vaso a forma di fallo eretto e commentò con un: «E' un cazzo con dei fiori dentro, Izuku».
Il verdino morì d'imbarazzo ma non fu nulla paragonato ad un cameriere di venti anni con due vassoi in perfetto equilibrio sui polpastrelli delle mani.
«Ecco il vostro ordine, miei cari» esclamò felice. «Questi sono due Cazzi Ammosciati con granella di nocciola, accompagnati da scroto ripieno di panna con spruzzo di orgasmo al cioccolato. E per concludere, due cazzi XXL con marmellata e preservativo caramellato. La casa offre anche succo di piacere alla fragola!».
Li posò al centro del tavolo ma non andò subito via.
«Ti senti un po' imbarazzato, tesoro?» chiese zuccherino, rivolto ad Izuku.
Questo era rimasto completamente imbambolato nell'osservare quei dolci dalle forme chiaramente molto falliche. Era sì tutto molto squisito, anche quelle tazze a forma di peni dove avrebbe dovuto bere e sporcarsi di panna.
Bene. Il suo cervello non smetteva di fargli vedere una visione del tutto porno di quel cibo dall'odore davvero sublime.
La mano forte del cameriere su una sua spalla lo fece sobbalzare vistosamente.
«Eppure penso che non ti sarà nulla di nuovo, visto che certamente avrai il cazzo del tuo compagno ogni giorno e chissà cosa farete dappertutto! Di certo quanta bianca panna leccherai e quanto bravo sarai con quella boccuccia!».
Izuku divenne rosso come la poltrona sulla quale sedeva. Stava sudando, tra un po' gli sarebbe uscito fumo dalle orecchie! E in tutto ciò Katsuki stava ridacchiando con sguardo malizioso.
«Non posso andare se non mi fai vedere come te lo sbatti tutto nella bocca, tesoro!».
Il cuore del verdino perse un battito nell'elaborare quelle parole dette con una voce quasi effeminata. Trovò, chissà come, il coraggio di guardare in faccia al cameriere e se ne pentì.
Il bel ragazzo moro, dalla pettinatura simile a quella di Neito era uno stallone e il fatto che indossasse un pantalone di pelle nera non aiutava di certo! Metteva in evidenza il suo mastodontico fallo che pareva pronto a gonfiarsi per un'erezione.
«Andiamo, Izuku! Non dirmi che non ti piace la panna! Il nostro amico qui la sa lunga e ha capito quanto ti piace quando ti farcisco!» incalzò improvvisamente Katsuki.
Izuku voleva solo sprofondare da qualche parte. Non riusciva più ad alzare gli occhi da quel fallo di pastafrolla morbida dinanzi a lui. Come avrebbe potuto mangiarlo in modo composto e senza dare allusioni sessuali?
«Ah, ma che bello! Quindi ho fatto bene a spruzzare il tuo bellissimo cazzo con la mia panna? Chissà se riuscirai ad infilarlo tutto in bocca? Sono certo che sei esperto e non soffocherai e quando la mia panna ti colerà dal mento sarai un bello spettacolo!» squittì il cameriere, battendo le mani.
«Esatto! Forza, Izuku, prendimelo tutto in bocca!» rise forte Katsuki.
Il verdino tremava. Certo, quei dolci erano così invitanti ma perché Kacchan e quel cameriere lo stavano mettendo a dura prova in quel modo? Inoltre il doppio senso delle parole del castano non aiutavano affatto!
Così, nonostante stesse morendo d'imbarazzo, Izuku prese il dolce tra le mani e lo avvicinò alla bocca. Il cameriere ne sembrò oltremodo estasiato, Katsuki si fece silenzioso e nei suoi occhi si accese lussuria.
Izuku deglutì: il profumo era eccezionale e non si stupì di avvertire un languorino persistente nel fondo dello stomaco. Aprì la bocca e ingoiò la punta fallica estremamente realistica del suo dolce.
La farcitura di panna gli sporcò le labbra e mischiata con la saliva gli creò un rivoletto lungo il mento. Inconsciamente, per l'esplosione di sapore mai provato prima, emise un gemito fin troppo osé e leccò vogliosamente la panna che ancora fuoriusciva.
«Sei un intenditore, tesoro! Ora vi lascio! Non posso intrattenere solo voi!» e il cameriere finalmente li lasciò da soli.
Izuku deglutì il boccone e quando sollevò i suoi occhi a Katsuki rimase stupito di vederlo con un'espressione vogliosa, di un animale pronto a saltargli addosso e farlo suo come se non vi sarebbe stato un domani.
La sfumatura rosata sulle gote del biondo era stupenda e non faceva che risaltare gli occhi improvvisamente vividi e resi più profondi dalla frangia e dal berretto sulla testa.
Izuku, allora, comprese. Katsuki era in vena di fare sesso come si deve, visto che non avevano potuto dedicarsi del tempo per via del loro lavoro.
Sorrise leggermente ed iniziò a far lavorare bene lingua, bocca, sguardo e rumori dalla gola per dare il più erotico degli spettacoli. Passò anche agli altri dolci e quando bevve il succo si premurò di muovere al meglio possibile le sue labbra.
Quando finì, afferrò Katsuki per una bretella della canotta nera, si sporse sul tavolo e lo baciò sulle labbra.
«E' davvero squisito ed io non sono un grande amante dei dolci» disse Izuku, tornando seduto.
Aveva la pancia piena ma era davvero soddisfatto.
Katsuki non aveva toccato ancora la sua porzione di dolci, continuava a fissare Izuku con uno sguardo bramante di piacere.
«Non è giusto, hai fatto mangiare solo me!» fece il verdino, con tono basso e languido.
Allungò una mano sotto al tavolo solo per essere sicuro che nessuno lo avrebbe visto: richiamò la Black Whip e l'avvolse intorno alla più che visibile erezione nel pantalone corvino del boyfriend.
«Allora, Kacchan... come hai trovato questo posto?» iniziò con nonchalance.
Il biondo non poteva rispondere, stringeva i denti bianchi nel tentativo di bloccare ogni più osceno gemito capace di sfuggire dalla sua bocca madida di saliva.
Izuku sogghignò oscuramente mentre si poggiava con il mento sulla mano libera. L'altra ancora manovrava con le dita la frusta nera ed incalzava movimenti che avrebbero prodotto un unico risultato e per giunta in pubblico.
Un orgasmo senza fine.
«E-Eijiro...» rispose, in un sussurro appena percettibile.
«Sai, però, cosa ti aspetta a casa per avermi messo in imbarazzo?» continuò Izuku.
Una stretta al suo fallo ormai dolorosamente duro lo fece sussultare. Katsuki deglutì improvvisamente assetato. Izuku lo fece di nuovo ed ottenne la stessa reazione.
«N-non t-te lo permetterò».
«Sei chiaramente in svantaggio. Puoi addirittura sfidarmi?» ironizzò Izuku.
Con una maestria incredibile, la Black Whip s'insinuò nell'elastico dei pantaloni di Katsuki, scavalcando gli slip e si avvolse completamente intorno all'ammasso di carne.
Il biondo si rizzò seduto, con la bocca aperta e un'espressione sconcertata.
«Da dove nasce questa tua intraprendenza?» disse tutto d'un fiato.
«Oh, beh... sai, visto che siamo nel Bar dei Cazzi, ho pensato che non ti sarebbe dispiaciuto digerire un po' prima di tornare a casa».
Katsuki si guardò un po' intorno nervosamente. C'erano persone sedute ma nessuno sembrava aver compreso cosa stesse accadendo a quel suo tavolo.
«Dove e chi stai guardando?».
Una stretta più selvaggia costrinse il biondo a guardare Izuku che, nonostante il finto tono minaccioso, ancora sorrideva come nulla fosse. La Black Whip gli iniziò ad accarezzare la punta per stimolarla ulteriormente.
«N-non qui... non posso venire...» gemette Katsuki.
Era quasi pronto a un orgasmo colossale, se lo sentiva! Già vedere Izuku mangiare in quel modo lo aveva eccitato ed inoltre chissà come si era trattenuto per molti giorni senza prenderlo!
La Black Whip si allontanò dal suo fallo ed Izuku portò anche l'altra mano sul tavolo. La sua espressione era pensierosa.
«Mmh, forse hai ragione. Sarebbe un peccato se il tuo nettare andasse sprecato qui».
Katsuki per poco non si strozzò con la sua stessa saliva. Da quando Izuku era diventato così bravo a parlare in quel modo così a doppio senso?
Che fosse qualche Quirk messo in quei dolci? Non ne aveva idea ma aveva un effetto incredibile sul suo corpo! Infatti, il suo fallo era ancora eretto e si conosceva, se non si fosse calmato, non si sarebbe neanche potuto alzare per andare a pagare!
«Kacchan, mangia anche tu, dai» invitò il verdino.
In fretta e senza neanche gustarsi l'incredibile mix di sapori, il biondo finì e decisamente più calmo andò a pagare, seguito da Izuku.
Nessuno li aveva riconosciuti come Pro Hero, almeno!
«Beh? Come avete trovato la nostra Pasticceria? E il nostro Bar?» domandò il cameriere che era arrivato per battere il conto.
«Davvero carino il posto e la qualità del cibo è sorprendente! Penso che verremo spesso!» esclamò felice Izuku.
«Ne sono felice. E per la cronaca, sappi che mi è piaciuto molto quello che hai fatto prima con il tuo ragazzo».
Izuku si ritrasse un po'. Guardò Katsuki che era diventato rosso e burbero, cercando pure di non far cascare il portafogli in terra. Non arrossì, si limitò a sorridere in modo genuino.
«Pagherei oro per avere un ragazzo così capace!» riprese il cameriere. «Il vostro segreto è al sicuro con me, Deku... DynaMight» sussurrò poi, sporto oltre il bancone. «Buon proseguimento, ragazzi! Alla prossima!».
Katsuki e Izuku lasciarono quel grazioso ambiente refrigerato alle spalle.
Il caldo li investì ma non troppo beffardo come durante la giornata. Entrambi si sentivano davvero bene.
Mentre il biondo preparava il telecomando per sbloccare le sicure della sua auto, un'altra rossa e familiare parcheggiò proprio accanto a loro. Dal finestrino del conducente Eijiro li salutò stupito.
Denki scese tutto su di giri.
«Che coincidenza!» esclamò il rosso crinito. «Quindi alla fine ci sei venuto veramente qui! Ti è piaciuto?».
Katsuki non rispose. Denki guardò Izuku che aveva uno sguardo compiaciuto e allora sbuffò una risatina. Diede una gomitata a Eijiro e con un cenno degli occhi puntò alla più che ancora vistosa erezione dell'amico altrettanto biondo.
«Ma certo che ti è piaciuto!» confermò Eijiro.
«Sta zitto, Capelli di Merda!».
Izuku, Eijiro e Denki risero a crepapelle mentre Katsuki iniziava ad imprecare.
«Ragazzi, i dolci sono ottimi ma non vi dirò di più. Denki, poi mi racconterai!» fece Izuku, avvolto intorno al braccio di Katsuki.
«Sono curioso di provare un po' le specialità della casa e poi mi piacciono i dolci, lo sapete!».
Si salutarono augurandosi una buona serata. Quando il rumore delle portiere chiuse riecheggiò, Katsuki si sporse per baciare teneramente le labbra di Izuku, colto alla sprovvista.
Amava vedere lo spolvero di rossore fanciullo su quelle guance lentigginose. Notò una piccola macchiolina di panna all'angolo della bocca e allora la leccò.
«K-Kacchan!».
«Cosa? Non dirmi che dopo tutto quello che hai fatto e detto ora ti imbarazza una leccatina?» lo prese in giro il biondo.
Izuku sbuffò una risatina: «No, anche perché ti ho detto che ti avrei punito. Ora per favore, portami subito al nostro appartamento. Voglio fotterti, Kacchan».
Il biondo la sentì forte: una palpitazione del suo cavallo improvvisamente e nuovamente eretto solo per quell'innocua parola in chiaro Dirty Talk!
Sì, sapeva quello che lo aspettava. Lo eccitava sempre quando Izuku aveva un eccesso di zuccheri di sera e la notte la passavano a incendiare il letto. Lo lasciava fare, lui diventava una marionetta.
«Ti tratterrai?» sfidò Katsuki.
Per tutta risposta, la Black Whip gli si avvolse nuovamente intorno alla sua erezione. Katsuki comprese molto bene, allora guidò in modo spericolato fino a casa.
Non ebbe neanche il tempo di uscire dall'auto che Izuku lo prese tra le braccia e con Float volarono fino al decimo piano di quell'attico.
Izuku sfondò perfino una delle vetrate della loro camera da letto per sbattere Katsuki sul letto e inchiodarlo a polsi e caviglie con la Black Whip.
«La finestra la riparerò domani. Ora, per favore, non muoverti» pronunciò languido Izuku.
Katsuki si preparò a piangere di piacere, mentre assaporava il proseguimento di una serata volgarmente dolce.
The End
Angolo di Watchie
Le sere d'estate mi portano sempre molta ispirazione, specie se guardo qualche Short di Youtube e mi sbucano fuori idee particolarissime. E questa storia è il frutto di una di quelle.
STAI LEGGENDO
UnderWorld
FanfictionWelcome to the UnderWorld è una raccolta di One-Shot dove racconto ciò che mi viene in mente. Vi porto con me nel mio mondo di fantasia, con una storia auto-conclusiva su ogni mia Ship preferita. Warning: Di tutto e di più!
