«Allora io vado al lavoro, tesoro. Ci vediamo stasera».
Eijiro scoccò un bacio sulla bocca di Katsuki, non senza dimenticarne uno al primogenito dai capelli rossi Yuichiro e al secondogenito Hachiro, anche lui rosso. I bambini, entrambi Alpha come loro padre, avevano rispettivamente cinque e due anni.
«Papà, torna presto!» sorrise Yuichiro.
Il rosso li abbracciò entrambi, quando si inginocchiò su un solo ginocchio. Dopodiché li issò in braccio mentre si beava delle loro risatine. Katsuki amava la loro famiglia e non aveva mai nascosto di volerne una numerosa.
«Papà ora deve andare. Ma vi porterò una cosa deliziosa da mangiare».
«Evviva!» squittirono i due piccoli Alpha.
Eijiro baciò ancora una volta il proprio marito, infine e a malincuore, lasciò l'appartamento al centro di Tokyo. I due Pro Hero l'avevano comprato perché luminosissimo, spazioso e al tredicesimo piano di un edificio di recente costruzione senza rumori molesti o persone ficcanaso. Inoltre, avevano a portata di mano tutti i confort disponibili.
I due bambini corsero nella cameretta pronti per giocare. Katsuki sospirò; erano quasi le otto del mattino quindi sarebbe stato meglio preparare la colazione. Mentre prendeva il necessario si poggiò distrattamente la mano sul ventre.
Non l'aveva detto ancora ma... era incinto da ben tre mesi e l'aveva scoperto per puro caso, durante alcuni controlli di routine. Sorrise dolcemente ma fu allora che un terribile fracasso lo fece tendere come una corda di violino.
L'uovo che stringeva tra due dita gli sfuggì in terra.
«Che diavolo sta succedendo?!» esclamò.
Non appena arrivò nella stanza, scattò in avanti per interporsi tra una cassettiera pronta a schiacciare il piccolo Hachiro e quest'ultimo. Riuscì ad afferrare per la maglietta Yuichiro che rideva divertito per la sua bravata.
«Brava mamma! Sei fortissima!».
Katsuki non badò al pungente dolore tra la scapola e il braccio sinistri. Hachiro gli abbracciò la gamba con affetto.
«E' pericoloso! Potevate farvi molto male!» abbaiò il biondo Omega, mentre risistemava la cassettiera.
Quando si voltò i suoi bambini erano scomparsi. Katsuki si passò nervosamente una mano sui capelli: quella sarebbe stata una pessima giornata, se lo sentiva!
Tornato in cucina, ebbe seriamente bisogno del suo già limitato auto-controllo per non dare di matto. In qualche modo, Hachiro lanciava le uova in aria e Yuichiro le colpiva con le sue piccole esplosioni. Aveva ereditato il Quirk Explosion.
«Come cazz-diavolo avete fatto a prendere le uova?!» scattò.
Riuscì a salvarne un paio ma poi si rese conto che, in modo sorprendentemente veloce, Yuichiro aveva spinto una sedia al piano cottura dove lui prima aveva lasciato il cartone con le dodici uova.
«Mamma, sono fortissimo!» esclamò il primogenito.
«Smettetela e aiutatemi a ripulire questo disastro!» imprecò l'Omega.
Ma i due bambini erano fin troppo divertiti dalle espressioni feroci che comparivano sul viso di Katsuki. Quest'ultimo iniziava a sentire anche un certo mal di testa. E l'orologio accanto al frigorifero segnava appena le otto e venti.
«Che cosa volete per colazione?» domandò il biondo.
«Pancake!».
«Se volete i pancake dovete aiutarmi a pulire» sfidò sogghignante l'Omega.
I bambini obbedirono, così la mamma li premiò. Quando cucinava, i suoi figli lo ammiravano estasiati. A un certo punto, la tranquillità s'infranse: Katsuki scorse attraverso le mattonelle lucide che i cuccioli si stavano arrampicando sul tavolo per cercare di saltare sul piano cottura.
Riuscì a sventare il malefico piano stringendoli a sé. Purtroppo, il primo pancake si bruciò e un odore sgradevole si diffuse per la cucina.
«Mamma sei grassa!».
Il biondo neanche prestò attenzione alle parole di Yuichiro. Era davvero sconvolto!
«Vi metto in punizione, capito?!» si sentì in dovere di dire.
I cuccioli pigolarono tristemente e il suo cuore affondò. Odiava rimproverare i suoi bambini ma a volte era necessario. Katsuki prese un'altra padella e cucinò dei succulenti pancake.
«Succo?».
Yuichiro annuì e così anche Hachiro. Il tempo di voltarsi che un pessimo presentimento corse lungo la schiena del povero Omega. Una battaglia di cibo.
STAI LEGGENDO
UnderWorld
FanfictionWelcome to the UnderWorld è una raccolta di One-Shot dove racconto ciò che mi viene in mente. Vi porto con me nel mio mondo di fantasia, con una storia auto-conclusiva su ogni mia Ship preferita. Warning: Di tutto e di più!
